Il concetto di postmodernismo definisce qualcosa di non completamente definito e stabile. Riferito alla nostra società contemporanea, esso indica il superamento dell’era moderna, dominata da grandi ideologie, una profonda fede nella ragione umana e il suo primato sulla natura, la centralità del fordismo e delle industrie nel progresso economico e sociale, l’urbanizzazione e le scoperte scientifiche; questo è stato sostituito (non completamente, ma come elemento caratterizzante) da una condizione di insicurezza, indifferenza, caduta di ideali e tradizioni e, dal punto di vista materiale, una società in continuo movimento, governata da un frenetico progresso tecnologico che impone ogni volta nuovi adattamenti e lascia indietro coloro che non riescono a raggiungerlo. Questo è il risultato di una combinazione di diversi fattori; i sociologi sono divisi nelle loro opinioni: alcuni di loro pensano che sia una condizione completamente nuova, altri la vedono come una fase dello stesso modernismo, quindi non sono d’accordo con la definizione. In ogni caso, la crescente connessione tra uomo e tecnologia, specialmente negli ultimi decenni, è ciò che più caratterizza la natura e le forme della postmodernità nella nostra società; e in questo contesto, il ruolo della comunicazione ha raggiunto un’importanza fondamentale.

Una comunicazione senza limiti

L’avvento di Internet ha completamente rivoluzionato, in pochissimi anni, non solo le modalità di informazione e di notizie, ma tutta la nostra vita. La sua incredibile velocità di crescita ha distrutto tutti i tempi e le barriere naturali, creando una nuova concezione dello spazio, che Manuel Castells ha definito “spazio dei flussi“. Ciò significa che possiamo essere presenti, infatti, in piazze pubbliche affollate, dove conversazioni intime o formali, interazioni amichevoli o violente, persino affari e giochi hanno luogo veramente: la nostra società è passata oltre la dimensione reale, oggettivandosi nei social network. Fin dall’alba dei primi media, un processo simile stava iniziando, dato che il loro uso dava accesso negli anni a diversi tipi di informazioni e creava un’opinione pubblica sempre più estesa in grado di avere un’influenza decisiva sulle singole coscienze. Le differenze fondamentali tra comunicazione dopo e prima di Internet sono fondamentalmente due: la quantità e la qualità. Innanzitutto, la comunicazione non ha più limiti; se prima potevamo decidere quando iniziare e finire di essere in contatto con qualcuno, leggere, ascoltare o guardare notizie, la nostra realtà quotidiana è un continuo passaggio dallo spazio reale a quello fluttuante e in entrambi siamo immersi in ogni momento da immagini, notizie e messaggi commerciali, che anche se cerchiamo di ignorare, la loro continua ripetizione e onnipresenza attira come un vortice la nostra attenzione.

Tra uso e abuso

Anche se questo ha dato l’opportunità di essere in contatto ogni momento e ottenere informazioni dal vivo, il suo abuso ha di fatto incatenato le persone a sé, determinando una profonda perdita delle individualità e della capacità critica, molle fondamentali del nostro sviluppo; e questo uso irregolare ha causato non solo l’incapacità di sfuggire al conformismo, ma una completa mancanza di difese dall’essere manipolati per interessi politici ed economici. Questo perché normalmente una nuova invenzione, come è stato per la radio e la televisione, richiede un certo periodo di tempo per essere usata regolarmente e sostituire definitivamente la funzione della macchina precedente, ma possiamo vedere come in più o meno dieci anni Internet ha assunto totalmente il controllo delle nostre abitudini e necessità, senza darci il tempo di comprendere adeguatamente la differenza tra il suo uso e l’abuso. Diffondendo il computer, Internet ha modificato soprattutto il concetto e l’uso del telefono, che ha cambiato la sua funzione originale: è diventato il medium più potente, oltre ad essere una nuova vera prima necessità, anche per chi in un primo momento ne diffidava e vi si opponeva.

L’influenza dei media

La comunicazione digitale è ciò che rappresenta meglio la condizione postmoderna; nuove forme di discorso, nuovi tentativi di sfuggire alla solitudine con più distrazioni, essere connessi in ogni momento o siamo persi. Possiamo affermare, con Herbert Marcuse, che la dimensione sociale ha assimilato tutta la nostra vita, creando un “uomo unidimensionale” incapace di coltivare le proprie passioni e capacità e avere opinioni personali da far valere contro le dominanti. Questo è stato rafforzato dall’influenza dei media sugli individui, che è più forte che mai a causa dell’incredibile aumento dell’area sotto il loro controllo, poiché non possiamo mai fermare le notizie e le opinioni che ci bombardano continuamente. Riferendosi alla qualità, il messaggio che mandano è spesso confuso e le fonti delle notizie sono sempre più inaffidabili, poiché tutti possono nascondere la loro vera identità o falsare gli eventi senza alcun controllo. In questo tipo di situazione, il confine tra notizia e intrattenimento, così da ciò che è reale e ciò che non lo è, è collassato, e possiamo notare questo caos nelle definizioni idealizzate e mutevoli su casi di interesse pubblico: il linguaggio, l’ironia usata nei social network, segna uno standard di valori e interessi che nessuno è in grado di trascendere e questo ha causato un livellamento delle singole personalità e la conseguente paura di esprimere pensieri e opinioni non legittimate.

Modernità liquida

D’altra parte c’è un’enorme quantità di informazioni che non avevamo mai avuto prima, quindi abbiamo accesso a qualsiasi cosa di cui abbiamo bisogno, su cultura, luoghi, riferimenti o recensioni, e questo è molto importante perché dare a tutti la possibilità di godere dei vantaggi di questo progresso, e se pensiamo quanto sia facile oggi comunicare da lunghe distanze in pochi secondi, non potremmo mai dire che questa non è una determinante facilitazione delle nostre vite. Al contrario, non siamo ancora in grado di dire se il reale effetto di questo continuo aumento della comunicazione digitale avrà risultati positivi nelle nostre relazioni (anche riferite a quelle tra nazioni, poiché la singolarità di questo processo riguarda la maggior parte dei paesi occidentali nello stesso modo) o se l’entusiasmo per esso stia nascondendo una semplice illusione di stare insieme. Zygmunt Bauman, nella sua analisi della postmodernità, che preferì chiamare “modernità liquida” per il particolare carattere di incertezza e fragilità delle sue basi, ci ha allarmato sui rischi di questa degenerazione, per lui già in atto e in rapida diffusione tra le nuove generazioni. In effetti, la possibilità di evitare paure e limiti in questi modi impersonali di comunicazione senza affrontarli non aiuta una corretta definizione di sé e della personalità e può avere ripercussioni negative sulle capacità relazionali, ed è errato ritenere che questo problema riguardi esclusivamente i giovani. Ma al di là di questi rischi e di una visione critica, sappiamo che il progresso, una volta iniziato, è impossibile da fermare, e quelli che sognano un ritorno al passato sono fuori strada. Per concludere, è interessante notare come le diverse funzioni e ruoli della comunicazione, così come le forme in cui essa si esprime, da una parte cambino in relazione alla cultura ed agli sviluppi tecnologici, dall’altra qualificano e caratterizzano esse stesse le società e le loro abitudini, contribuendo al mantenimento di una definizione comune della realtà.

Ivan Lauro

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