Uno dei principali fenomeni sociali che caratterizzano la società complessa è senza dubbio la globalizzazione. Per definire tale concetto occorrerebbe un approccio multidisciplinarre. Ci si chiede se la globalizzazione sia un fenomeno assolutamente nuovo oppure uno stadio più avanzato di sviluppo dell’economia di mercato di tipo capitalistico. Molti sociologi pensano che la globalizzazione possa essere considerata l’intensificazione di un processo già cominciato da tempo favorito soprattutto dal’utilizzazione delle nuove tecnologie info- telematiche. La globalizzazione non può essere considerata un fenomeno solamente economico dal momento che essa è una realtà che interessa anche gli ambiti della politica, della cultura e della tecnologia.

Diverse analisi della globalizzazione

I diversi studi compiuti sulla globalizzazione hanno messo in evidenza sia gli aspetti positivi che quelli negativi di tale fenomeno sociale. Esistono diversi punti di vista sui vantaggi e gli svantaggi della globalizzazione. In primo luogo esiste la posizione di quelli che pensano che la globalizzazione è un processo irreversibile che sta trasformando il mondo portando solo benefici. In secondo luogo vi sono quegli autori che pensano che non vi siano grandi mutamenti nelle politiche economiche del presente cosicchè essi pensano che la globalizzazione sia un fenomeno che riguarderà le società del futuro. In terzo luogo vi sono quegli autori che vedono solamente gli effetti negativi di tale fenomeno sociale.

Infine vi è un certo numero di autori che pensano che la globalizzazione genera importanti effetti sia negativi che positivi. In ogni caso la globalizzazione causa una dinamica che dà luogo ad una fitta rete di interdipendenze e di interconnessioni. Di conseguenza la globalizzazione costituisce un elemento determinante della civiltà moderna sulla quale incide in maniera contraddittoria e conflittuale creando un’interdipendenza economica, politica e sociale che coinvolge persone, istituzioni e nazioni di tutto il mondo.

I rischi del processo di globalizzazione

Il primo rischio riguardante la globalizzazione è l’emergere di una nuova forma di competizione ignota nelle epoche storiche precedenti e che genera insicurezza. Questa sindrome dell’insicurezza è diventata una malattia sociale riscontrabile soprattutto tra le nuove generazioni. Il secondo rischio ancora di carattere economico riguarda la minaccia ai cosiddetti diritti sociali di cittadinanza ovvero ai diritti di welfare. Il mercato globale del lavoro spinge le imprese a spostare i propri centri produttivi là dove il costo del lavoro è più basso. Pertanto la globalizzazione della competitività sui mercati può causare gare al ribasso per quanto riguarda lo stato sociale. Un terzo rischio riguarda il rapporto tra globalizzazione e democrazia. La globalizzazione sottrae potere economico e finanziario allo stato nazionale mettendone in crisi l’autonomia e l’equilibrio interno tra le diverse classi sociali. La minaccia alla capacità dei governi di esercitare la loro sovranità interna si trasforma in una minaccia alla democrazia stessa che si manifesta con la diminuzione di fiducia nelle istituzioni democratiche.

Altri fenomeni collegati con la globalizzazione

Vi sono alcuni fenomeni sociali che si collegano alla globalizzazione come effetti collaterali o come variabili intervenienti. In primo luogo prenderemo in considerazione i processi migratori che producono un rimescolamento di popoli, razze, civiltà e religioni come non era mai accaduto in passato. La novità di tali fenomeni consiste nel fatto che questi gruppi danno luogo incontrandosi a un diffuso pluralismo culturale. Tale pluralismo comporta una serie di fattori quali la tolleranza, la libertà di espressione, il riconoscimento della dignità di ogni persona, etc.. Il problema più importante è trovare il modo di tenere insieme una società culturalmente sempre più eterogenea indicando principi e norme che regolino la convivenza tra individui diversi culturalmente all’interno dello stesso sistema sociale. In secondo luogo prenderemo in considerazione la più recente evoluzione tecnologica applicata ai mass media. Tale evoluzione aumenta considerevolmente le nostre possibilità di comunicazione mettendoci in comunicazione diretta con gli avvenimenti che accadono in tutto il mondo. In terzo luogo riveste molta importanza la rivoluzione scientifica con tutte le sue applicazioni nei diversi campi umani e sociali. 

villaggio globale

Essa ha cambiato non solo il contesto nel quale viviamo ma soprattutto la nostra mentalità creando una fiducia sempre più forte nelle sue ardite sperimentazioni. Dunque sono scomparse le zone d’ombra e di mistero dal momento che il sapere scientifico sembra portatore di conoscenza e di progresso. In quarto luogo la società complessa e globalizzata ha reso incerto e confuso il quadro valoriale che dava senso e significato alle scelte morali. Oggi gli schemi sono saltati e ci troviamo in una società senza centri in cui ognuno è chiamato a costruire ed elaborare soggettivamente i propri principi che regolano il comportamento seguendo solo la propria coscienza. Questo fenomeno viene definito relativismo morale ovvero assenza di norme oggettive certe, di un quadro di principi a cui il comportamento possa fare riferimento.

Risposte alle sfide della globalizzazione  

Il sociologo Bauman ha descritto la società complessa e globalizzata sulla base della “ liquidità”. Il concetto di liquidità richiama alla mente tre problematiche principali dovute alla instabilità dei rapporti interpersonali nella società post moderna. In primo luogo c’è il tema della libertà. Ma tale libertà spinta all’estremo grado è un bene o un male? Oggi l’individuo si sente perso proprio perché è slegato da ogni vincolo. Correlato al problema della libertà è il tema dell’individualità che essendo spinta fino alle estreme conseguenze può rappresentare un vero e proprio problema. Infine la post modernità liquida si caratterizza per un particolare sfondo spazio temporale. Infatti molti luoghi delle società contemporanee tendono ad esiliare l’altro oppure ad annullare la diversità configurandosi così come non luoghi. In una situazione di tal tipo diventa necessario adottare nuovi paradigmi sociali.

Nuovi paradigmi sociali

Trasformazioni sociali così ampie e profonde richiedono nuovi concetti e paradigmi sociologici capaci di interpretare tale complessità. Uno di questi è indubbiamente il paradigma della fraternità. Attraverso tale paradigma anche il potere nelle tendenze globalizzanti può essere valutato nella sua valenza positiva. Essa può anche diventare uno strumento utile per monitorare il destino dell’individuo nella società complessa. Un altro nuovo paradigma è dato dall’applicazione dei diritti dell’uomo secondo una dimensione nuova.   

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Tale dimensione si basa sull’eliminazione della distinzione tra livello nazionale ed internazionale. Infatti la centralità dei diritti umani non consente solamente la regolazione dei conflitti tra gli stati ma spalanca anche la porta agli interventi umanitari. Inoltre è necessario creare un nuovo ordine democratico cosmopolitico al fine di istituire una nuova base di convivenza e di dialogo tra i popoli e le culture. A tale riguardo riportiamo il pensiero del filosofo Held che propone di costruire forme di governo in grado di conciliare l’autonomia del popolo all’interno di uno stato con la capacità di andare oltre il limite territoriale dello stato stesso.    

Conclusioni

Per dirla in altro modo per rispondere alle sfide della globalizzazione si deve promuovere una società civile transnazionale secondo una visione unitaria del mondo. Ma quale ruolo devono giocare le scienze sociali in un mondo di questo tipo? La sociologia dovrà affidare i propri strumenti metodologici per adeguarsi a questa nuova realtà al fine di svelare le fitte ragnatele esistenti nei legami di causa effetto, legami sempre più complessi nella società globalizzata. La sociologia deve dunque entrare in gioco nei dinamismi della società complessa per intercettare con i suoi strumenti i segni delle continue novità e contribuire a disegnare le prospettive del futuro.

Prof.ssa Mangieri Mariangela, Prof. Giovanni Pellegrino

BIBLIOGRAFIA

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