In un mondo sempre più globalizzato e iper-connesso, attraverso il web è estremamente semplice che una notizia rimbalzi migliaia di volte da un punto all’altro del pianeta fino ad acquisire una sorta di autorevole veridicitá. Secondo il sociologo canadese Marshall McLuhan, l’innovazione tecnologica è in grado di provocare un cambiamento piú o meno significativo nelle societá dove questa innovazione avviene e si diffonde. Internet e le sue piattaforme hanno in principio avuto il merito di dare la possibilitá di mettere a confronto notizie e prodotti culturali di quasi tutti i luoghi e le culture, e quindi di uscire da un’epoca e da un tipo di informazione manipolata dall’ideologia che ha caratterizzato l’immaginario collettivo del XIX e XX secolo.

La corsa agli armamenti nucleari

Il bombardiere Enola Gay che sganciò su Hiroshima la prima bomba atomica
Il bombardiere Enola Gay che sganciò su Hiroshima la prima bomba atomica

In questi duecento anni il dibattito politico-economico tra capitalismo e socialismo è stato interrotto dalla nascita dei fascismi in Europa e in Asia, e dalle guerre che ne sono derivate. L’invenzione delle armi di distruzione di massa, che in principio venivano usate solo sul campo di battaglia, in seguito diventano protagoniste di una guerra totale nelle cittá, coinvolgendo la popolazione civile. La notizia dell’atomica, che prima di Hiroshima e Nagasaki viene presa alla leggera, fa rapidamente il giro del mondo e porta alla fine della seconda guerra mondiale: esiste una bomba sganciata da un aeroplano a miglia di altitudine capace di spazzare via intere cittá e popolazioni. I territori occupati dalla NATO in Occidente, e dell’URSS in Europa centro-orientale diventano teatro della corsa agli armamenti nucleari. L’umanitá spettatrice si abitua rapidamente  a vedere filmati di esperimenti atomici dove vengono bombardate isole ed atolli nell’oceano pacifico che prima di allora erano riserve naturali uniche al mondo.

La guerra mondiale ai tempi dei social

Hiroshima: monumento alla pace
Hiroshima: monumento alla pace

Con il crollo del muro di Berlino e la disgregazione dell’URSS, le migliaia di bombe atomiche disseminate nel continente europeo e nord-americano si allontanano dall’immaginario occidentale in pieno boom economico. L’interesse per il petrolio sposta il fulcro dei conflitti verso il Medio Oriente, coinvolgendo nuovamente la popolazione civile e le vecchie potenze. I toni allarmanti usati da personaggi politici di rilievo di entrambe le fazioni per descrivere e promuovere la situazione di diffidenza tra le parti sono molto simili a quelli usati dalla stampa durante la guerra fredda. Dopo circa 30 anni di “disgelo” dei rapporti tra Stati Uniti e Russia, quest’ultima straccia gli accordi sul disarmo nucleare mentre dagli USA dichiarano che la terza guerra mondiale è vicina. Che le minacce siano o meno concrete, il terrorismo praticato dal governo americano e da quello russo dilaga attraverso i social network e colpisce l’individuo e la societá modificandone la percezione degli eventi e della sicurezza.

Quale futuro ci attende?

L’Europa dei diritti e della mutua solidarietá, giá crollata nei suoi intenti manifesti, è stata scossa da attacchi terroristici o fanatici nel cuore delle sue capitali, mentre l’eterno nemico da una parte, e l’alleato di sempre dall’altra minano alla base la “fortezza Europa”. Il futuro di pace all’interno dell’UE, che da sempre è straziata dai conflitti tra stati vicini, rischia di diventare un buon intento andato a male, facendo riemergere tutte le contese e l’odio che hanno caratterizzato un’intera epoca, trascinando il mondo intero nella guerra e nella miseria.

René Verneau

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