Il Covid-19, e la conseguente crisi generatasi dalla sua diffusione, hanno messo in luce le contraddizioni e le criticità della moderna società post-industriale. La situazione finanziaria mondiale rimane ancorata ad un immobilismo che rende difficile qualsiasi prospettiva di positività rivolta verso il futuro.

Ma cosa si intende con il termine “futuro” alla luce delle condizioni politico-sociali emerse da tale emergenza?

L’incertezza della classe dirigente, italiana e globale, lascia preludere un’indeterminatezza che non intende riguardare solo il breve periodo. Un articolo pubblicato su Forbes dal titolo “Come sarà la nostra vita dopo il corona virus – nulla rimarrà uguale“, in un’ottica globale, evidenza le criticità di una società prossima alla decadenza. Prendendo in esame gli avvenimenti che si susseguono in queste ore negli Stati Uniti, in relazione ai fenomeni sociali generatesi da tale emergenza, è possibile osservare come l’individualismo, proprio della concezione neoliberista dell’ordine sociale, sia mirato verso la salvezza dell’individuo in quanto singolo, neutralizzando le opposte concezioni di comunità e collettività.

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Ma se la concezione individualista dovesse venire meno?

La società del tardo capitalismo (come indicata da Marcuse) sarebbe pronta ad un radicale cambiamento mirato alle sue radici? Durkheim offre spunti di riflessione utili al fine di prevedere le potenziali prospettive sociali che potrebbero interessare la società contemporanea.

Il quadro sociale generale è chiaro: l’ordine normativo che ha caratterizzato e regolamentato fino ad oggi la nostra quotidianità, sia in termini politici che relazionali, è prossimo al decesso. In altri termini, il mondo come lo conosciamo è destinato a cambiare volto. Le prossime sembianze che assumerà la società sono indefinite. Ed è tale incertezza che rievoca la nozione di anomia elaborata da Durkheim. Letteralmente il termine “anomia” vuol dire “privo di leggi”. L’assenza totale di norme genera stati di confusione e indeterminatezza nel tessuto sociale. Fattore, questo, che può condurre a fenomeni di mobilitazione delle coscienze, ossia vere e proprie ondate emotive che travolgono la collettività nella malinconia, insicurezza, o, sul piano generale, nel più vasto spettro dei sentimenti collettivi.

È da precisare che con il termine “norme” si fa riferimento non solo all’elemento legislativo, ma anche a tutta l’impalcatura sociale che conferisce ordine e sicurezza ad una comunità. Il pericolo dell’anomia è presente perennemente nelle società contemporanee, ed è proprio la minaccia della sua emersione che porta a formulare ipotesi circa il suo superamento. Durkheim, circa un secolo fa, nell’intento di elaborare metodologie mirate all’eliminazione di tale fenomeno, giunse ad accreditare il merito dell’ordine sociale all’elemento della solidarietà, vista come strumento di difesa e di intensificazione delle relazioni sociali. La solidarietà è un concetto che nella teoria durkheimiana si riscontra in molte opere, prime fra tutte i saggi sulla divisione del lavoro, il cui contenuto è centrale per comprendere l’importanza della condivisione e della solidarietà.

L’ordine sociale

Durkheim e l'homo duplex: il dualismo della natura umana
Durkheim e l’homo duplex: il dualismo della natura umana

L’homo duplex di Durkheim è una nozione utile per completare il ragionamento sull’ordine sociale. Tale concetto fa riferimento alla dualità umana propria della struttura individuale di ogni attore sociale, il quale poi, per citare Weber, agisce come un atomo inserito in una dimensione ben più ampia composta da entità a lui simili. L’individuo dunque si configura come un’entità composta da una ramificazione che si orienta lungo due versanti. Il primo versante comprende la mera individualità e singolarità del soggetto, la seconda rappresenta il riflesso del sistema sociale in cui egli vive, tale sistema lo influenza e lo cambia progressivamente. Il rapporto fra sistema sociale e individuo è complesso: quest’ultimo dal reticolo di relazioni in cui è immerso eredita caratteristiche, vincoli, criteri di giudizio, gusti. L’homo duplex sacrifica dunque una parte sostanziale di se stesso, consente cioè al sistema sociale di egemonizzare una quota della sua individualità, per una sola ragione: il tentativo di garantire l’ordine sociale in cui vive.

Laddove dunque l’ordine sociale dovesse soccombere ci troveremo dinanzi ad una collettività priva di una propria parte costituente. Una collettività composta da atomi la cui caratteristica comune è la mancanza unanime di una parte essenziale di sé stessi: la parte dell’ordine sociale e, in termini più generali, del sistema sociale.

Per cui,in un panorama relazionale che offre una pluralità sempre più vasta di individui privi di una propria parte essenziale, il fenomeno dell’anomia potrebbe divenire il principale governante dell’ordine sociale e, coerentemente con la sua propria natura, mirare all’eliminazione di quest’ultimo.

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