La sociologia delle emozioni è una corrente di studi che utilizza gli stati emotivi come lente di ingrandimento per analizzare le interazioni tra gli individui e le tipologie di agire che prendono forma nelle dinamiche sociali. Nel voler delineare una parte delle sue origini e l’attuale stato dell’arte è parso utile iniziare a introdurre il pensiero di alcuni autori al riguardo.

Simmel e le relazioni dell’uomo metropolitano

Simmel, al pari di altri colleghi, evidenzia come l’avvento della modernità, del capitalismo e dell’epoca del denaro abbia cancellato gli antichi modi di sentire e di manifestare i propri sentimenti per far posto ad un intellettualismo moderno che dominerà la gestione delle azioni individuali (Cerulo, 2009). È  necessario ricordare che nel lessico Simmeliano intelletto è un termine distinto dalla ragione. Quest’ultima è un principio che da ordine alle conoscenze empiriche in base a domande che riguardano il loro senso. L’intelletto è una facoltà logico-combinatoria orientata alla calcolabilità (Iagulli, 2011).

Georg Simmel
Georg Simmel

Una delle principali caratteristiche della modernità per Simmel è un’intensificazione della vita nervosa che produce proprio un intellettualismo della coscienza. Nelle metropoli, l’intelletto diviene dominatore delle relazioni quotidiane, portando al prevalere di un atteggiamento strumentale e calcolistico nella vita di tutti i giorni. Per stare al passo con i ritmi imposti dall’esperienza moderna, gli individui agiscono principalmente attraverso l’intelletto per proteggere la propria sentimentalità dall’accelerazione dell’esperienza e dal mutamento continuo. Il prezzo che si paga è alto. Le relazioni umane risultano private della loro vitalità emotiva, il distacco e l’indifferenza diventano le emozioni prevalenti, sembra determinarsi una sorta di schermo emotivo che caratterizza l’atteggiamento e la personalità blasè dell’uomo metropolitano.

“Sentimentalismo” del soggetto Simmeliano

Sembra possibile affermare che ci si trova di fronte ad una sorta di “sentimentalismo”, caratterizzato dalla protezione del proprio sentire affettivo in nome di una quotidianità dinamica, fluida e dalla facile pratica. Questa sembra imporre una manifestazione costruita artificiale di sentimenti o stati emozionali che spesso non sono quelli autentici provati dal soggetto.

Sociologia delle emozioni

Il soggetto simmeliano diviso tra il desiderio di fondersi con l’altro e l’ansia di non perdere la propria individualità finisce per vivere un’esperienza amorosa non solo contraddittoria ma anche tragica. Esaltazione e frustrazione, gratificazione e delusione sembrano ciclicamente alternarsi. In pratica finiscono per indebolire la soggettività umana.

Pareto e Parsons: i limiti dell’attore razionale

Vilfredo Pareto ha avuto il merito di considerare in egual modo e con pari dignità l’emozione e la ragione. Egli avverte la complessità dei fenomeni emozionali e propone una teoria dell’azione sociale in cui i rapporti tra razionalità ed emozioni appaiono come reciprocamente dipendenti. Nella sua impostazione la contrapposizione tra razionale e irrazionale sembra attenuarsi. L’autore anticipa la sociologia delle emozioni contemporanea rivelando i limiti di parzialità e astrattezza del modello dell’attore razionale, incapace di rendere conto della complessità dell’agire individuale e sociale.

Talcott Parsons e la sociologia delle emozioni
Talcott Parsons

Altri importanti riferimenti riguardanti la dimensione emozionale, sono riscontrabili nell’attività teorica di Parsons. Il suo approccio, definito sistemico o struttural-funzionalista, vede la società come un sistema sociale, un insieme di elementi interdipendenti, organizzati in modo da formare un complesso organico. Ognuno di questi elementi svolge una funzione specifica che permette al sistema di autoregolarsi e di sopravvivere, anche grazie ai processi di differenziazione e di specializzazione cui questi elementi sono sottoposti nel corso del tempo. Nel suo studio sul sistema sociale, Parsons individua cinque tipi di variabili strutturali (scelte binarie di fondo) che, caratterizzando l’azione dell’individuo, permettono di distinguere tra società e culture diverse.

Affettività e neutralità

Tra queste è presente la coppia affettività/neutralità affettiva: la differenza tra i due termini è da ricercare principalmente nel concetto di gratificazione. Secondo il sociologo americano infatti, la componente della gratificazione è più o meno presente in tutte le relazioni sociali come fonte dell’interazione stessa e, allo stesso tempo, come strumento di controllo sociale,

“Nessun soggetto agente può esistere senza gratificazioni, e al tempo stesso nessun sistema d’azione può essere organizzato o integrato senza la rinuncia ad alcune gratificazioni che si possono ottenere in una data situazione.” (Rutigliano, 1995).

Potremmo dire che se la gratificazione rappresenta, nello schema AGIL parsonsiano, uno dei fini a cui l’individuo tende, la neutralità affettiva si pone come uno degli orientamenti normativi presenti all’interno del sistema.

“[…] in un certo senso tutti i modelli normativi comportano un elemento di neutralità affettiva, in quanto la conformità a un modello non può essere di per sé fonte di gratificazione diretta e immediata” (ivi, p. 39).

Forti cambiamenti, sì, ma senza considerare il ruolo del corpo

Bisogna ricordare tuttavia che il contesto nel quale s’inseriscono le ricerche di Parsons, ovvero la società americana, era ricco di contraddizioni. Queste sarebbero state svelate prima da una serie di ricerche sociologiche di stampo etnografico (basti pensare alla ricerca di Mills sui colletti bianchi) e poi dall’esplosione di un malcontento e di un’insoddisfazione che troverà il suo culmine prima nelle espressioni artistiche della beat generation e poi nel movimenti pacifisti.

emozioni sono colori

Le teorie dei sociologi classici, fin’ora presentate, non sembrano mostrare tuttavia attenzione ed interesse al tema del corpo, il quale è centrale tanto nelle riflessioni sulle emozioni quanto nello scenario sociale contemporaneo. L’irrompere delle nuove tecnologie nella vita quotidiana degli individui, ha infatti profondamente mutato non solo l’agire emozionale di questi ultimi, ma ha anche permesso al corpo materiale dei soggetti di assumere nuove forme e di muoversi in un contesto del tutto innovativo: il cyberspazio.

Alcuni suggerimenti per approfondire

Bibliografia

  • CERULO M., Il sentire controverso. Introduzione alla sociologia delle emozioni, Carocci, Roma, 2009.
  • IACULLI P., La sociologia delle emozioni. Un’introduzione, Franco Angeli, Milano, 2011.
  • PARSONS T., il sistema sociale, Edizioni di comunità, Roma, 1965.
  • RUTIGLIANO E., La ragione e il sentimento. Vilfredo Pareto e la sociologia, Franco Angeli, Milano, 1995.

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