La persistenza della memoria” è un celebre quadro di Salvador Dalì del 1931, ora presente al Moma di New York. Lo stesso Dalì ha raccontato alcuni aneddoti su questo dipinto: il quadro nasce dal formaggio molle mangiato una sera a cena. Al posto del formaggio, il pittore spagnolo dipinse orologi: tre di loro si stanno sciogliendo, prendendo la forma degli elementi su cui sono appoggiati, mentre il quarto orologio è rimasto solido, ma ricoperto da tante formiche nere. L’utilizzo di questi elementi voleva esprimere il concetto di tempo: intangibile e non quantificabile. Accezione ripresa da Henri Bergson.

Bergson e il tempo

Egli definiva due tipi di tempo: da un lato c’era la concezione scientifica che vedeva il tempo come una serie di istanti concatenati e misurabili; dall’altro lato c’era il tempo reale fatto di momenti che ognuno vive nella propria coscienza. In base a questo, Bergson riteneva che la percezione fosse un ritagliare un’immagine parziale della realtà. La memoria è invece l’accumularsi dei ricordi, duraturo, indipendentemente dalla coscienza che si ha.

 

Il concetto di tempo in sociologia

All’inizio la sociologia per arrivare alla concezione di tempo, prendeva spunto da altre discipline delle scienze sociali. La sociologia fa una distinzione di questo concetto e lo articola in tempo fisico e tempo sociale. In particolare, il primo ad esprimersi a riguardo fu Durkheim. Secondo il sociologo francese, il tempo non può essere ridotto ad una espressione soggettiva: deve essere oggettivo per dividerlo, misurarlo. La categoria tempo non è semplicemente riconducibile ai nostri stati di coscienza: essa “è uno schema astratto e impersonale che avvolge non soltanto la nostra esistenza individuale, ma quella dell’umanità”. In tal modo il tempo assume il carattere di un’autentica istituzione sociale specifica dell’uomo. Per Ricoeur il tempo sociale può essere facilmente descritto come il ponte fra un tempo cosmico ultralungo (quantitativo) ed il tempo finito, connotato invece da elementi qualitativi, che è il tempo individuale. Secondo Schultz il tempo viene costruito socialmente, nell’ambito di un più ampio processo di costruzione sociale della realtà.

Tempo e modernità

Simmel invece mette in relazione tempo e metropoli. Una caratteristica metropolitana è la precisione con cui tutto è misurato, monetizzato e calcolato. Anche il tempo delle persone, quindi la loro vita o parte di essa, viene accuratamente misurato e monetizzato. Nella metropoli gli individui agiscono in modo sincrono. Secondo Bauman, nella modernità il tempo è diventato quasi meccanico, qualcosa che gli uomini possono inventare, costruire, possedere. E aggiunge che “allo stesso modo, il tempo è diventato un fattore indipendente dalle inerti e immutabili dimensioni delle masse terrestri o acquatiche. Il tempo venne a differenziarsi dallo spazio perché, diversamente da questo, poté essere cambiato e manipolato”. Non si sa realmente se Dalì abbia preso spunto da questi concetti, ma il suo dipinto è un buon modo per sviluppare la concezione sociologica relativa al concetto di tempo. Lui ha voluto dimostrare con gli orologi molli il tempo individuale e con quello rigido il tempo fisico, misurabile tramite questo strumento.

Barbara Petrano

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