Alla fine dello scorso articolo ho interrotto il vostro tuffo nel Bronx degli anni Settanta con una domanda: “L’Hip Hop aveva quindi compiuto i suoi primi passi, ma come è diventato uno dei movimenti culturali più influenti che la politica, la moda, lo sport, l’arte (e non solo) abbiano mai conosciuto?” Ecco, per darvi la risposta, riprendiamo da dove vi avevo lasciati, ai Grandmaster Flash and The Furious Five.

Tutti vogliono diventare rapper!

Le pagine di rime di Grandmaster Caz
Le pagine di rime di Grandmaster Caz

Primi fra tutti ad avere successo e a viaggiare in giro per il mondo, i Grandmaster Flash and The Furious Five diventarono assolutamente un modello a cui ambire. Peccato il costo di quella tecnologia non fosse accessibile proprio a tutti. O forse con un colpo di fortuna, sì! Ecco, ricordate quando vi ho anticipato che l’Hip Hop deve molto ad un lungo, lunghissimo black out? Ebbene, la sera del 13 luglio 1977 New York si spense completamente per 25 ore di seguito e la città fu presa d’assalto, specie nel Bronx. Più di 1600 negozi di abbigliamento, liquori e gioielli furono saccheggiati e distrutti, per non parlare delle auto rubate. Ma se la tua ambizione è diventare dj, in una nottata del genere c’è solo una cosa da fregare: il giradischi. Dopo quell’estate il numero di dj e gruppi aumentò a dismisura, ma solo due di questi si fecero notare fra tutti e cioè i Fantastic Five, più bellocci e glamour, e i Grandmaster Caz & Cold Crush Brothers, più duri e carismatici: due stili così spiccatamente diversi e rivali tra loro che le battaglie sul palco a colpi di rima furono semplicemente inevitabili. Eppure solo quando i nastri delle sfide arrivano nelle strade di New York si capì il vero vincitore, perché colui che aveva colpito e fatto immedesimare chiunque ascoltasse quelle rime arroganti sulla vita del ghetto era solo uno e cioè Grandmaster Caz. Mancava però un modo diverso di fare ascoltare quella musica, senza il botta e risposta con il pubblico: mancava in sostanza un disco rap.

Rapper’s Delight e il primo vinile hip hop

La Sugar Hill Gang
La Sugar Hill Gang

Il 1979 è l’anno della svolta. Sylvia Robinson, cantante del duo Mickey & Sylvia, diventato famoso con “Love is Strange“, aveva fondato con il marito un’etichetta discografica, la Sugar Hill Records, con l’intento di fare soldi. E ci riuscirono eccome. Sylvia, infatti, dopo essere stata ad una festa e aver scoperto la figura del Dj rapper, non ebbe alcun dubbio: quella roba andava registrata su disco, subito! Così, non riuscendo a mettere nessuno sotto contratto nel Bronx, chiese al figlio di accompagnarla a cercare qualcuno nel New Jersey e accadde che per puro caso sentirono Henry “Big Bank Hank” Jackson rappare sulle cassette di Grandmaster Caz mentre preparava le pizze al Crispy Crusts. Senza perdere tempo, gli chiesero di salire sulla loro auto, insieme ad altri due rapper, Guy “Master Gee” O’Brien e Michael “Wonder Mike” Wright. Quella stessa sera tutti e tre fecero il provino, ma non sapendo chi scegliere, Sylvia decise di creare il primo gruppo della sua etichetta, battezzandolo con il nome Sugar Hill Gang. Ecco allora che tre perfetti sconosciuti, senza stile e senza crew, solo con le rime rubate ad altri e soprattutto a Caz, incisero “Rapper’s Delight” il primo disco hip hop della storia, nonché il primo a portare questo nuovo genere alla ribalta, uscendo da New York e scalando tutte le classifiche musicali del mondo.

Planet Rock e l’inizio di una nuova era

Alla massa Rapper’s Delight faceva semplicemente impazzire, ma non aveva di certo sortito lo stesso effetto sui pionieri dell’hip hop, a cui parve un furto da parte di un trio di dilettati, un’appropriazione indebita di un lavoro durato anni, un modo errato di fare conoscere il rap, che avrebbe autorizzato chiunque a cimentarsi in quel mondo. Bisognava dare una risposta e le soluzioni potevano essere solo due: accettare le offerte delle label e portare l’Hip Hop a Manhattan. Ma che cosa sarebbe successo se Afrika Bambaataa o Grandmaster Flash avessero iniziato a suonare in locali come il famoso Roxy, pieni di punk rocker e soprattutto di soli bianchi? Si sarebbero scatenate delle risse? Delle rivolte? Ebbene, niente di tutto questo, anzi, il successo fu semplicemente clamoroso al punto che le feste continuarono ad essere organizzate regolarmente! Bam dimostrò così una volta per tutte il suo talento e la sua determinazione. Lo fece mixando generi, ritmi, suoni completamente diversi tra loro in grado di piacere alla gente del quartiere, a chi ascoltava punk, la new wave e non solo. Lo fece realizzando Planet Rock, un disco futuristico senz’altro sperimentale per la ricchezza di basi ed influenze funk ed elettroniche – quelle dei Kraftwerk in particolare – ma soprattutto dimostrando che l’Hip Hop non conosce limiti, né confini.

Arriva il successo planetario

La strada era stata spianata, tutti cominciarono ad accettare le proposte delle etichette e a pubblicare singoli, non restava altro che crederci e spingere l’Hip Hop verso il successo planetario con un intero album. Provenienti dal Queens, i fratelli Simmons erano già da qualche tempo nel mondo della musica, Joseph come dj e Russell come manager di Kurtis Blow, il primo rapper ad aver vinto un disco d’oro con un singolo hip hop, intitolato “The Breaks”. Un giorno, guardando un cadavere su un lettino nell’aula dove studiava Scienze Mortuarie a LaGuardia Community College, a Joseph venne l’ispirazione e butto giù delle rime. Incredibilmente macabro, ma vero! Così, dopo qualche lavoro di perfezionamento del testo e l’incontro con Jam Master Jay, tutto fu pronto per esplodere: i Run DMC erano nati e il successo del loro singolo “It’s like that” pubblicato nel 1983, poi seguito dal primo album (Run-D.M.C.), si sa, fu semplicemente incredibile.

I meriti da riconoscere ai Run DMC sono molteplici. Prima di tutto, avevano riportato l’Hip Hop alle sue radici, rendendolo più asciutto, aggressivo, pulito di tutti i fronzoli strumentali per dare spazio alla batteria e alla voce. Allo stesso tempo avevano sviluppato un nuovo look, molto più vicino alla strada, a quello che indossavano i ragazzi e in cui questi si potevano riconoscere: completi in pelle, cappellini neri fedora, jeans Lee, catene d’oro al collo, e le Adidas senza lacci, protagoniste di “My Adidas”, la canzone che li fece diventare i testimonial ufficiali del brand. Furono i primi a vincere il Disco di Platino, ad influenzare altri gruppi come i Public Enemy o i Beastie Boy, e a collaborare con un gruppo rock come gli Aerosmith, ispirando un nuovo genere rap rock esploso negli anni Novanta. Furono i primi ad aprire le porte al gangsta rap.

L’esplosione del gangsta rap e l’assorbimento mainstream

Dr. Dre con Snoop Dogg
Dr. Dre con Snoop Dogg

Quando l’Hip Hop si spostò dalla Costa Est degli Stati Uniti alla conquista dell’Ovest, dovette fare i conti con uno scenario alquanto diverso. Lí non c’erano le case in fiamme del Bronx e neppure la stessa disoccupazione; in compenso c’erano le gang, con la differenza che in un posto come Los Angeles non erano delle realtà da evitare, tutt’altro: erano il passapartout per poter ottenere qualsiasi cosa! Ecco allora che il rap si fece spazio, diventò la colonna sonora dell’Ovest e per i gangster un nuovo ambito in cui poter investire: in effetti, perché non riciclare i soldi guadagnati dallo spaccio nella produzione di dischi? Geniale. Perciò, molti rapper si affiliarono alle gang, diventando i padroni della strada e attirando però anche l’attenzione dei media, soprattutto quando nel 1983, circa, scoppiò l’epidemia del crack. In quel periodo i gangsta rapper si scontrarono apertamente con la polizia, con la violenza e le parole, come fecero i N.W.A (Niggaz With Attitude), diventati famosissimi per aver pubblicato “Fuck the Police”, tratto dall’album “Straight Outta Compton” del 1988. Quel singolo fu una dichiarazione aperta di guerra, la voce di tutta la rabbia accumulata, l’inizio della rivoluzione che toccò le città della West Coast. Poi un giorno le cose presero un’altra piega e fu quando Dr. Dre decise di lasciare i N.W.A per cambiare registro, con un album solista ricco di collaborazioni, soprattutto con Snoop Dogg, carico finalmente di nuove idee che sfociarono nel G-Funk, un nuovo genere intriso di groove, melodie e parti cantate. Quel disco, del 1992, aveva messo per la prima volta da parte i problemi della strada, raccontando ciò che di bello poteva offrire la vita da gangster, come le auto, le bitches e la Chronic, la migliore qualità di marijuana, nonché proprio il  titolo del suo primo album, un album che fu assorbito completamente nel mondo mainstream, diventando musica pop e trasformando i rapper in vere e proprie star. Ebbene, da quel momento in avanti le cose inevitabilmente cambiarono, dalla faida tra East Coast e West Coast, sfociati nella morte di Tupac Shakur e Notorius B.I.G, all’esplosione commerciale che ha reso questo movimento uno dei più potenti che la storia abbia mai conosciuto, creando lavoro, colmando distanze sociali tra bianchi e neri, ispanici ed asiatici, battendosi per i diritti civili. Ma le donne che ruolo hanno avuto in tutto ciò?

Alice Porracchio

Print Friendly, PDF & Email
Alice Porracchio

If there’s not a rebellious youth culture, there’s no culture at all. It’s absolutely essential. It is the future“.