È possibile diventare invisibili in questa società? È possibile parlare di soggetti fragili in forte rischio di emarginazione ed esclusione? Tutto l’essere di un soggetto consiste, innanzitutto, nel suo venir percepito, da qui l’idea dell’essere percepiti per essere. Concetto filosofico di George Berkley del “esse est percipi“.

Alla ricerca del riconoscimento perduto

Molte volte, nella nostra società, siamo circondati da una serie di tematiche e problematiche che si nascondono sotto lo spettro di puri affari individuali o di famiglia, pur essendo esse altamente sociali. Ci sono persone che vivono sentendosi costantemente fuori dal contesto sociale, esclusi da quello che è il grande palcoscenico della vita, relegati nel baratro dell’invisibilità. Soggetti ai quali il non riconoscimento porta a condurre loro un’esistenza priva di qualsiasi rilevanza, come fossero naufraghi in un mar di trasparenza. Il riconoscimento sociale è, invece, proprio uno dei fattori più importanti per quanto concerne la creazione dell’identità di una problematica, ovvero la sua percezione e individuazione. Sentirsi visti è un bisogno umano, è naturale voler essere considerati; essere presi in considerazione vuol dire affermarsi ed essere riconosciuti. Rimanere invisibili agli occhi di una società troppo spesso cieca porta all’indifferenza delle fragilità, all’indifferenza verso realtà a noi vicine che non cogliamo come bisognose ma che reputiamo lontane da noi, non facendoci sentire chiamati alla responsabilità e alla risposta.

Come tornare ad “essere”

Trovandoci, noi oggi, a vivere in una società in cui tutto fa notizia, è necessario che coloro che sono nel bisogno, più esposti e più indifesi, diventino un po’ meno invisibili al fine di evitare di restare ai margini. Da qui l’idea dell’importanza dell’essere percepiti per essere ritenuti soggetti esistenti e considerati. La considerazione di un soggetto o di una questione sociale infatti permette la presa di coscienza di una realtà. Essere significa esistere, esistere vuol dire far parte delle cose reali, che in quanto reali devono essere riconosciute; senza riconoscimento non c’è senso di sé. Sempre di più, nella nostra società, ci sono problematiche e persone alle quali non si dà il dovuto ascolto e riconoscimento. È, anzi, evidente come nella società moderna, il più delle volte, prevalga nei confronti di queste la più totale indifferenza. Noi tutti dovremmo fare in modo che la società sia sempre attentamente impegnata nella difesa dell’esistenza, soprattutto nei momenti in cui richiede maggiori attenzioni. Tutti noi abbiamo la responsabilità di fare in modo che ognuno si senta parte della comunità cui appartiene.

Maria Russo

Print Friendly, PDF & Email