Tensione

Uno degli elementi principali dell’essere umano, nelle sue interazioni con gli altri attori, è la tensione: di fatto, quando si presenta una possibile iterazione comunicativa, i soggetti coinvolti percepiscono il fatto che la loro identità sociale sarà analizzata attraverso varie lenti come gli stereotipi (Hunzaker, 2014), gli elementi religiosi (Beckford, 1978) e il genere sessuale (Bobbitt-Zeher, 2011). Di fatto, questo conduce il soggetto a temere l’eventuale attribuzione di screditato e/o screditabile attraverso il processo di stigmatizzazione, processo che conduce ad una svalutazione della propria identità sociale effettiva (Goffman, 1963).

Erving Goffman
Erving Goffman

Le strategie di gestione della tensione e l’umorismo

Per Haraway (1991) le risposte fisiologiche e biologiche sono un argomento che interessano molto la scienza sociologica, soprattutto l’iterazione fra gli elementi naturali e sociali dell’essere umano.
Di fatto, esse hanno un ruolo fondamentale nei processi sociali, soprattutto nei processi sociali legati alle attribuzione dei ruoli sociali nelle organizzazioni sociali (Hymel, Shelley, 2006).

Stella società cooperativa

L’attore dunque attua vari meccanismi di difesa nelle iterazioni, come la corazza caratteriale, ovvero che lati della sua identità mostrare nelle situazioni sociali a seconda della intimità comunicativa che ha con gli altri soggetti (Becker, 1975).
Uno dei metodi di gestione della tensione più rilevanti all’interno della ricerca sociale degli ultimi decenni è l’umorismo, ovvero un sistema sociale e culturale di dispersione della tensione attraverso l’azione fisica del riso (Bergson, 1900).

L’effetto biologico e di controllo del frame della battuta

Secondo Gregory Bateson, si indica come principale ruolo della battuta il rilascio della tensione all’interno di una situazione comunicativa, soprattutto se l’attore soggetto viola una delle leggi esplicite o implicite nel frame contestualizzato (1953). Così, il soggetto ricevente l’azione di svalutazione, tenendo conto delle conseguenze della sua azione deviante, utilizza l’umorismo come metodo di accettazione della sua azione deviante e della diminuzione della gravità attraverso il riconoscere il ribaltamento delle aspettative del frame dove si è svolta l’azione.

il concetto di devianza in sociologia

Per concludere, l’umorismo è diventato un argomento che attratto l’interessa della ricerca sociale negli ultimi decenni, dopo anni in cui l’argomento non è stato considerato mai fondamentale dalla accademia sociologica (Kuipers, 2008).

Giovanni Carlo Bruni

Bibliografia

  • Hunzaker, M. F. (2014). Making sense of misfortune: Cultural schemas, victim redefinition, and the perpetuation of stereotypes. Social Psychology Quarterly77(2), 166-184.;
  • Beckford, J. A. (1978). Sociological stereotypes of the religious sect. The Sociological Review, 26(1), 109-123.;
  • Bobbitt-Zeher, D. (2011). Gender discrimination at work: Connecting gender stereotypes, institutional policies, and gender composition of workplace. Gender & Society, 25(6), 764-786.;
  • Goffman, E., “Stigma. Notes on the Management of Spoiled Identity”, 1963;
  • Haraway, D. (1991), Simians, Cyborgs and Women: The Reinvention of Nature, London: Free Association;
  • Hymel, Shelley, Aggression and social status: The moderating role of sex and peer-valued characteristics, Aggressive Behavior, 2006/08/01;
  • Becker, E., Angel in Armor, Free Press, 1975;
  • BERGSON, H. AN ESSAY ON THE MEANING OF THE COMIC., 1900;
  • Batson, G., L’Umorismo nella Comunicazione Umana, Raffaello Cortina Editore; – Kuipers, G. (2008). The sociology of humor. The primer of humor research, 8, 361-398.
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