Secondo Bauman, “il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione“. I rapporti durevoli sono frutto d’impegno e fatica, perciò sempre più spesso vengono sostituiti da connessioni meno gravose, facilmente sostituibili, soprattutto, infinite. In “Amore liquido” (2003), l’autore ha trattato la contraddizione dell’essere costantemente alla ricerca di nuove emozioni, contrapposto al bisogno di un legame autentico: l’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana.

Pensavo fosse amore…

Non stupisce che, in Italia, nel 2015, le separazioni siano state 91.706 ed i divorzi 82.469; se nel 1995, ogni 1.000 matrimoni, vi erano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2014, si sale rispettivamente a 320 e 180 (Fonte: Istat). Mediamente le separazioni vengono richieste dopo 17 anni di matrimonio, il divorzio dopo quasi 19 anni; aumenta l’età media di chi si lascia (nelle separazioni, 48 anni per i mariti e 45 anni per le mogli), la riduzione delle separazioni sotto i 30 anni è dovuta al notevole calo dei matrimoni in quella fascia d’età; inoltre chi si sposa con rito religioso è meno propenso a divorziare rispetto a chi si sposa con rito civile (Fonte: Istat). Senza dimenticare l’entrata in vigore della legge 55/2015 che ha introdotto una nuova modalità di richiesta di divorzio detto breve, ovvero, a seconda dei casi, riduce a 6 o 12 mesi il tempo di separazione necessario per poter effettuare la relativa domanda e dirsi addio. Oggi ci lascia di più rispetto al passato per una serie di ragioni, semplificando: il mutamento del ruolo femminile rispetto all’immagine dell’angelo del focolare domestico, quindi una maggiore consapevolezza di sé svincolata dall’essere moglie di, il bisogno di affermazione personale e d’indipendenza, la mercificazione dei sentimenti unita all’opzione di vivere plurime relazioni ed all’opportunità di trovare qualcuno di migliore rispetto al precedente (vale a dire: ”Se con te non funziona, avanti il/la prossimo/a!”). Incidono anche età, contesto socio-culturale, istruzione, religione, sessualità, fedeltà, ambito economico, esperienze e problematiche personali. Pensavo fosse amore, invece era un calesse.

Anime gemelle a tavolino

Esiste ancora uno spazio per una visione romantica del “per sempre” inteso come scelta da rinnovare quotidianamente? C’è chi ha pensato di sovvertire l’ordine naturale della formazione di una coppia: e se invece di iniziare da un incontro, si partisse direttamente dal matrimonio? È questa la filosofia della trasmissione televisiva “Matrimonio a prima vista Italia” ispirata ad un format già trasmesso in Australia, Usa e Regno Unito. Se un tempo, ci si sposava anche per corrispondenza, attualmente gli esperimenti sociali mirano a scardinare i pilastri della cosiddetta logica. Un team costituito da un sociologo, uno psicologo-psicoterapeuta ed una sessuologa-psicoterapeuta ha realizzato un casting ed abbinato coppie ideali. Una volta stabilito l’abbinamento tra le due anime gemelle (valutando passioni, interessi, storie soggettive), viene organizzato un matrimonio vero e proprio con tanto di parenti, amici e banchetto nuziale in cui i protagonisti si vedranno per la prima volta. Successivamente viene a determinarsi l’aspetto più interessante della dinamica socio-relazionale: cercare di mantenere le promesse del sì, scontrandosi con la realtà quotidiana, preservare un impegno serio con un perfetto sconosciuto scelto come altra metà da alcuni esperti. Tempo cinque settimane per convivere, decidere di rimanere insieme o divorziare. Il tutto sotto l’occhio vigile delle telecamere che assume un certo grado d’influenza nel palcoscenico sociale e mediatico (e con relativi ashtag).

Parola ai protagonisti

Seguendo tale prospettiva, un gruppo di studiosi possiede maggiori capacità nello scegliere al nostro posto il compagno per la vita? L’essere fin da subito marito e moglie determina un maggiore impegno nel rispettare un simile progetto? Inoltre l’attrazione fisica viene collocata sullo sfondo, almeno in un primo momento. Sposarsi ed imparare a conoscersi. Non viceversa. Cosa spinge persone di bell’aspetto, con un lavoro, economicamente indipendenti a partecipare ad un simile esperimento? Curiosità, un briciolo di follia che celano un sogno d’amore in versione antitetica al tradizionale. Ho rivolto alcune domande a Mauro e Steven, partecipanti della trasmissione che, molto gentilmente, hanno delineato il loro punto di vista. Di seguito, la breve intervista.

Cosa l’ha spinta a partecipare a quest’esperimento sociale? Perché cercare moglie attraverso una trasmissione televisiva e non nella vita reale?

Mauro: Più che trovare la moglie attraverso una trasmissione televisiva significava mettersi in gioco all’interno di quello che pensavo fosse realmente un esperimento sociale gestito da esperti del settore. Un’altra cosa che mi ha dato la vera spinta era uscire dagli schemi e fare una follia.

Steven: Mi piace la psicologia e ho trovato l’esperimento intrigante. Ho sempre visto l’esperimento come una chance e ho trovato molto interessante che la scienza potesse trovare una moglie per me.

Quando ha capito di non aver incontrato la sua anima gemella?

Mauro: L’ho capito dal primo momento, vedendo le movenze e gli atteggiamenti di quella che sarebbe stata da lì a poco mia moglie.

Steven: Dopo circa 7 mesi, quando ho capito di non avere più lo stimolo per andare avanti.

Quali sono gli elementi per rimanere insieme o lasciarsi?

Mauro: Stare insieme vuol dire venirsi incontro, condividendo la quotidianità, ma il tutto senza snaturarsi. Ovviamente all’inizio c’è una componente fisica che per una persona come me è molto importante, però ciò non vuol dire che poi non ci debba essere tanto, ma tanto di più oltre all’aspetto esteriore, anzi…

Steven: Per me, in quest’esperimento, come in tutti i matrimoni, i quattro elementi principali per rimanere insieme sono fiducia, rispetto, stima e la capacità di emozionare; se uno di questi manca, basta poco per lasciarsi.

Tra matrimoni social e bambole hot

In tre edizioni italiane (2016-2018), hanno partecipato 9 coppie di cui solo una è rimasta insieme, decidendo di rinnovare la promessa dopo un anno, mentre di 140 coppie nate a livello mondiale, 90 hanno superato il primo anno, 40 il secondo. Ciò significa che entrano in gioco fattori individuali, nonostante sulla carta, o almeno idealmente, siano anime gemelle. Inoltre, tra le ultime tendenze, cito i matrimoni social con tanto di dirette ed instagrammate minuto per minuto oppure chi, invece di trovare moglie o marito, preferisce affidarsi ad una casa per appuntamenti provvista di bambole hot in materiale termoplastico, con sembianze femminili e maschili (inaugurata a Torino). Ad ognuno le proprie preferenze. A meno che una coppia sia pronta a mettersi in discussione, a superare barriere emotive e soggettive in favore di una reciproca stabilità, contraendo matrimonio o meno, il “per sempre” è destinato ad essere relativo al momento e labile. Concludo con l’ironia di Massimo Troisi: ”Non è che sono contrario al matrimonio, però mi pare che un uomo ed una donna siano le persone meno adatte a sposarsi”. Eccetto le coppie felici e complici.

Arianna Caccia

Print Friendly, PDF & Email
Arianna Caccia

Laureata in Sociologia della salute e degli stili di vita, nutro un forte interesse per lo studio e l’analisi dei fenomeni sociali. Sempre pronta ad imparare e migliorarmi, amo leggere, scrivere, Vasco Rossi e Rino Gaetano e fare lunghe passeggiate in campagna.