Tra i concetti introdotti dal sociologo Max Weber vi è quello di azione sociale. Questa può essere definita come un’azione condivisa con altre persone e destinata a produrre effetti su altre persone. L’azione sociale può essere generata da un valore condiviso o da un impulso emotivo; inoltre è dotata di un particolare significato che viene conferito da colui che la compie, ossia l’attore sociale.

Le azioni razionali

Max Weber, sociologo tedesco, ha suddiviso l’agire sociale in quattro diversi tipi. Il primo riguarda l’azione razionale rispetto allo scopo. Questa tipologia di agire sociale può essere determinata da aspettative dell’atteggiamento di oggetti del mondo esterno e di altri uomini. Le aspettative possono essere impiegate come mezzi o obiettivi desiderati e considerate razionalmente come conseguenze. Se chi agisce valuta razionalmente i mezzi rispetto agli scopi che propone, considera gli scopi in rapporto alle conseguenze che potrebbero derivarne, paragona i diversi scopi possibili e i loro rapporti.

Successivamente vi è l’agire razionale rispetto al valore. In tali circostanze a spingere le persone all’azione sono credenze di vario genere: etiche, religiose, estetiche. In questo caso chi effettua questo tipo di azione compie ciò che ritiene gli sia comandato dal dovere, dalla dignità, da un precetto religioso, da una causa che reputa giusta, senza doversi preoccupare delle conseguenze, costi quel che costi. Anche questa tipologia rientra nell’azione razionale, in quanto implica una scelta consapevole e una valutazione se il comportamento sia effettivamente congruente con il valore che si intende dimostrare.

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Agire affettivo e tradizionale

La terza tipologia descritta da Max Weber di agire sociale è l’azione affettiva, determinata, appunto, da affetti e da stati attuali del sentire. Si tratta di pure manifestazioni di ciò che si prova, variando dalla gioia alla gratitudine, oppure ad esempio alla vendetta. Proprio come l’azione razionale rispetto al valore, questo tipo di agire sociale ha senso per sé stesso, senza riferimento alle possibili conseguenze. Sono diverse, però, perché non vi è un riferimento consapevole all’affermazione di un valore, trattandosi piuttosto dell’espressione di un bisogno interno.

Infine, l’ultima tipologia è l’azione tradizionale, compiuta in base ad abitudini acquisite, reazioni abitudinarie a stimoli ricorrenti. Nell’agire tradizionale i comportamenti vengono ripetuti senza porsi domande su alternative possibili oppure sul valore. Non ci si pongono interrogativi se esistono altri modi per raggiungere gli stessi scopi.

I due ultimi tipi dell’agire sociale, ossia l’azione affettiva e quella tradizionale possono essere considerate come al limite fra vere e proprie azioni sociali consapevolmente orientate da un senso conferito dagli attori sociali e i comportamenti puramente reattivi, ossia risposte automatiche a stimoli provenienti dall’esterno.

Combinazioni di azioni

Di rado un concreto comportamento può essere classificato con riferimento ad una sola delle categorie indicate. Normalmente, infatti, per comprendere e descrivere il tipo di azione compiuta bisogna fare riferimento alla combinazione di diversi tipi di agire. Facendo un esempio, un comportamento che rientra nell’azione tradizionale può coincidere anche con un’azione razionale rispetto al valore, come può essere una preghiera dettata dalla propria religione. Oppure il comportamento compiuto da chi ha intenzione di affermare un proprio valore può essere realizzato mediante un’azione razionale rispetto allo scopo, nella scelta dei mezzi da utilizzare per raggiungere l’obiettivo.

Descrivere le tipologie di azione sociale non spiega integralmente i comportamenti effettuati dalle persone ma può rappresentare uno strumento utile per impostare un’analisi. Classificare le azioni concrete secondo tipi o combinazioni, riflettendo su argomentazioni che si portano a sostegno delle scelte può essere un ottimo esercizio di immaginazione sociologica e rappresentare una fonte di ipotesi interpretative. Compiere questo tipi di esercizi può rivelarsi particolarmente utile nel momento in cui si confrontano comportamenti compiuti in contesti culturali diversi, quando spesso è in gioco l’utilizzazione della combinazione dell’azione razionale rispetto allo scopo e l’agire tradizionale.

Bibliografia

  • Bagnasco A., Barbagli M., Cavalli A., (2007), Corso di Sociologia, Il Mulino;
  • digilander.libero.it/sociologiateramo/menu/weber/tipi
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