Perché al giorno d’oggi le persone parlano così tanto di sesso? È questa una delle domande fondamentali che si pone l’autorevole filosofo Michel Foucault nel primo volume di “Storia delle sessualità” (1976).

Questione di conoscenza

Secondo Foucault, la confessione, la verità e il sesso sono legati da un’importante relazione, e per comprendere la sessualità occidentale è necessario capire come opera la conoscenza, e come particolari forme di conoscenza – per esempio la scienza della sessualità e la psicologia – hanno esercitato una crescente influenza sul nostro modo di pensare il genere e la sessualità. Queste conoscenze sono una forma di discorso, ovvero modi di organizzare la conoscenza del mondo che generano verità proprie. L’incitamento al discorso, afferma Foucault, ha avuto inizio in Occidente quattro secoli fa. Nel XVII secolo, l’enfasi posta dalla Chiesa cristiana sui peccati della carne portò a una maggiore consapevolezza della sessualità e alla comparsa, il secolo successivo, di libri scandalosi: resoconti fittizi di comportamenti sessuali illeciti. Il discorso culminò nella scienza del sesso del XIX secolo, che diede vita alla sessualità moderna: dall’essere un atto, la sessualità si trasformo in un’identità.

Confessione scientifica

Alla fine del XIX secolo, con l’emergere della psichiatria e della psicologia, il rituale cristiano della confessione (l’amministrazione dei peccati e la penitenza imposta da un sacerdote per riconquistare la grazia divina) fu riformulato in termini scientifici: la rivelazione delle abitudini e dei desideri sessuali era considerata un modo per far emergere il sé autentico. Secondo Foucault, la confessione è diventata uno degli strumenti più apprezzati dalla nostra società per svelare la verità e, da un semplice rituale, si è estesa entrando a far parte della vita familiare, dei rapporti, del lavoro, della medicina e delle forze dell’ordine. Come afferma il sociologo Frank Furedi, la confessione oggi domina la vita personale, sociale e culturale, e i programmi TV e le piattaforme dei social media, come Facebook e Twitter ne sono esempi eclatanti.

Sorveglianza e manipolazione

I rapporti sani implicano il racconto della verità e affidano a un esperto (un terapeuta o un medico, per esempio) lo svelamento del nostro sé autentico. L’allettante promessa implicita nella confessione è che più dettagliato è il resoconto, più verremo a sapere di noi stessi, maggiore sarà l’effetto di liberazione a una persona che ha subìto un trauma viene chiesto di raccontare nuovamente l’accaduto per esserne curata. Tuttavia, Foucault sostiene che questa volontà di verità è una strategia del potere che può tramutarsi in una forma di sorveglianza e manipolazione. La confessione non rivela la verità, la crea. A partire dagli anni ’80, l’opera di Foucault ha avuto un enorme impatto sul femminismo e sugli studi della sessualità, influenzando in particolare il sociologo britannico Jeffrey Weeks, che ha svelato i meccanismi grazie ai quali la legislazione definisce il genere e la sessualità all’interno della società.

Gianni Broggi

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