Da sempre attingiamo al sapere degli antichi per ideare soluzioni per il nostro futuro. La nostra mente e la nostra anima sono ancora ciò che contemplarono i grandi filosofi e i sapienti che seppero percorrere la via della perfezione?

La Mindfulness di Kabat-Zinn

Jon Kabat-Zinn in meditazione
Jon Kabat-Zinn in meditazione

Nel 1979 il biologo statunitense Jon Kabat-Zinn, per rispondere ai crescenti problemi di burn-out (sindrome da stress lavorativo – ndr), pensò di lanciare un programma di riduzione dello stress per mezzo di tecniche meditative (MBSR – Mindfulness-Based Stress Reduction) presso l’Università del Massachussets. Il protocollo utilizzava principalmente gli insegnamenti della meditazione Vipassana, basata sull’attenzione al momento presente e agli stimoli nella tradizione buddista Theravada. Recentemente è stato messo a punto un protocollo per prevenire le ricadute negli affetti da depressione (MDD – Major Depressive Disorder), la cui sperimentazione sembra avere esisti interessanti. Malgrado questa tecnica sia associata alla scuola di psicoterapia cognitivo-comportamentale (MBCT – Mindfulness-Based Cognitive Therapy), sembra che l’utilizzo della meditazione possa avere portata più ampia ed essere adottata trasversalmente in più orientamenti terapeutici. I protocolli Kabat-Zinn e quelli di Segal, Williams e Teasdale, lungi dall’essere definitivi, possono essere costantemente rivisti e approfonditi, per ampliarne portata e applicazioni. Lo stesso corso di formazione messo a punto dal biologo statunitense appare riduttivo rispetto alla profondità e competenza acquisibile dal terapeuta di mindfulness che voglia seriamente impegnarsi su questa strada.

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Meditazione e consapevolezza

Praticata da tempi immemorabili in più parti del globo, la meditazione è da sempre un ponte tra il benessere psicologico e l’innalzamento spirituale. Il platonismo e i suoi precursori, i culti misterici del mondo classico, le varie correnti del buddismo, il sufismo, i gimnosofisti (yogin) le pratiche  animiste-sciamaniche, il cristianesimo carmelitano, hanno contemplato tecniche introspettive e/o di concentrazione per l’acquisizione di un stato di perfezionamento dello spirito per mezzo degli stati alterati di coscienza. Secondo i neoplatonici, l’anima è strutturata in più strati e dimensioni, che possono incontrarsi per mezzo della dialettica e dell’approfondimento estrospettivo e introspettivo. “Conosci te stesso” esortava una scritta nel tempio di Apollo a Delfi. Pagani e monoteisti, filosofi e religiosi hanno spesso prestato attenzione a tutto ciò che può renderci più consapevoli, nella speranza che ciò ci renda anche migliori e più felici.

La psicologia del benessere profondo

Gruppo di Mindfulness
Gruppo di Mindfulness

A questo punto distinguiamo un concetto di psiche medicalizzato, che vede nella sofferenza e inefficienza il sintomo di un disturbo fisiologico da curare con soluzioni chimico-medicali, e un’idea di psiche come un sistema immateriale, disteso tra terra e cielo (come espresso in molte metafore platoniche, tra cui possiamo ricordare la favola di Psiche e Amore), tra istintualità, ragione, azione, pensiero e desiderio. Secondo quest’ultima corrente di pensiero, la psicoterapia corrisponde a una crescita interiore, un processo di individuazione che porti a una realizzazione delle ragioni profonde della nostra esistenza. Il sintomo psicopatologico non sarebbe altro che un segnale di un bisogno esistenziale non soddisfatto. Un percorso complesso e mai concluso, non una semplice terapia. Le guide per la Mindfulness dovrebbero quindi essere psicologi specializzati, esperti e praticanti da tempo di vari tipi di meditazione; dovrebbero unire le conoscenze teoriche all’esercizio delle varie tecniche, nella speranza che ciò non venga commercializzato in facili corsi e onerose quanto superficiali scuole, come spesso accade in questa fase del capitalismo in cui le certificazioni hanno sostituito le reali competenze.

Barbara GV Lattanzi

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