Il tema della moralità è stato oggetto di studio da parte di vari settori ,che al giorno d’ oggi vengono considerati come delle vere proprie discipline,tra cui “la storia, l’ antropologia, la filosofia, la sociologia, la psicologia…”.
Negli ultimi anni la psicologia ha avuto un ruolo importante sul tema della moralità, poiché tale disciplina in se può essere definita come ”lo studio della mente e dei processi psichici e mentali di tipo cognitivo, di tipo affettivi in riferimento alla vita e condotta dell’ uomo. L’ interesse maggiore verso la moralità è legato al capire il tipo di collegamento che vi è tra sviluppo morale, sviluppo psicologico e cognitivo. Un autore che ha fornito maggiori contributi in questo campo è Jean Piaget, psicologo e pedagogista.
La moralità ai tempi di Omero ed Esiodo
Nell’ antica Grecia la moralità era associata al tema della cosiddetta “vita buona” ovvero una vita guidata dalle virtù. Il tema della morale era già presente nei cosiddetti poemi Omerici, in cui emerge l’ eccellenza del lavoro in vari campi, poiché c’è chi eccelle nel parlare, chi nel correre… solo il successo garantisce il possesso delle virtù. Il tema delle virtù è molto presente anche nei poemi di Esiodo in cui è presente una società dalla produzione dei beni, dalla cooperazione, collaborazione.

La moralità secondo Jean Piaget
Jean Piaget, pedagogista e psicologo svizzero, intorno al 1932 pubblicò uno studio “il giudizio morale nel fanciullo”, nella quale venivano presentati due grandi fasi dello sviluppo morale. Il primo stadio viene riconosciuto come “Moralità Eteronoma”, in cui vi è l’ idea che la regola proviene dall’ autorità e quindi è sacra e va rispettata; inoltre, i comportamenti sono giudicati giusti o sbagliati soltanto sulla base delle conseguenze morali. Il secondo stadio è riconosciuto come” Moralità Autonoma”, in cui vi è l’ idea che l’ efficacia e la validità delle regole non è assoluta, essa nasce dall’ accordo tra chi le adotta e dall’ efficacia nel prevenire e risolvere le varie situazioni conflittuali. I vari studi di Piaget sono stati ripresi e approfonditi intorno agli anni 60 dallo psicologo americano: Lawrence Kohlberg.

Lo sviluppo morale: l’ interpretazione di Lawrence Kohlberg
Kohlberg psicologo americano iniziò a studiare lo sviluppo del giudizio morale estendendo i suoi studi su adolescenti ed adulti. Ha distinto tre livelli dello sviluppo morale,ognuno dei quali comprende due fasi per un totale quindi di sei fasi.
Livello Pre-convenzionale
I comportamenti morali sono tipici delle società primitive, in questo primo livello vi sono due stadi:
- Orientamento alla punizione e all’ ‘obbedienza: un’ azione è giudicata sulla base delle sue possibili conseguenze, infatti il bene ed il male vengono identificati tramite dei premi o delle punizioni da parte dell’ autorità.
- Orientamento individualistico e strumentale: in questo stadio vi è l’ idea che le esigenze e gli obiettivi variano da un individuo all’ altro. Inoltre l’ individuo può pensare che sia giusto ciò che viene considerato come leale è soprattutto ciò che porta a soddisfare le esigenze altrui come uno scambio alla pari.
Livello Convenzionale
in questo livello vi è un profondo interesse da parte dell’ individuo di essere accettato dal gruppo, anche in questo livello vi sono altri due stadi:
- Orientamento del bravo ragazzo: l’ individuo è interessato ad ottenere l’ approvazione altrui e cercherà di conseguenza di seguire i canoni morali e la buona condotta
- Orientamento all’ ordine sociale: in questo l’ attenzione è data alle leggi e al rispetto per le autorità che le rappresenta, il giudizio è finalizzato alla conservazione dell’ ordine sociale esistente.
Livello Post – convenzionale
Vi è l’ idea di un comportamento morale autonomo sorretto dalla razionalità e dalla nozione di dovere, anche in questo 3 livello vi sono due stadi:
- Orientamento al contratto sociale: l’ idea dominante è che la convivenza collettiva è possibile attraverso l’ adesione ad un contratto sociale che prevede il rispetto di alcune norme, nello stesso tempo possono essere messe in discussione se violano i diritti degli individui.
- Orientamento al principio etico universale: la persona costruisce la sua moralità in base a come crede che la società dovrebbe essere e non come la società si impone.
Gli studi dell’ autore sono stati punto di riferimento per eventuali modificazione di pensiero da parte da vari autori.
Lo sviluppo morale di Kohlberg:altri punti di vista
Le ricerche e gli studi di kohlberg sono stati interpretati da vari autori che hanno cercato di migliorare alcuni aspetti oppure ne hanno esaltato la positività. Tra i vari autori si riscontrano ad esempio Damon e Hart che sostengono che kohlberg studia il giudizio morale e la moralità attraverso il concetto di giustizia, ed in tal modo vi è il limite di identificare solo un tipo di moralità. Anche Gilligan sostiene che la moralità non si esaurisce nella giustizia, ma in verità il problema morale è concepito in termini di cura, responsabilità nelle relazioni e non in termini di leggi o norme.
La moralità: la prospettiva della psicoanalisi
La psicoanalisi, corrente psicologica il cui fondatore ed esponente principale è Sigmund Freud. L’ autore individua alla base dell’ azione umana tre aspetti situati profondamente nella psiche.
Il primo è noto come Es rappresenta gli impulsi, gli istinti; il secondo è il Super-Io che rappresenta la coscienza morale ovvero l’ interiorizzazione di tutti i divieti e le regole ai quali ogni individuo obbedisce; il terzo aspetto è l’ Io che ha il compito di mediare la realtà esterna e le pulsioni profonde che il Super-Io cerca di non controllare.
Freud in un’ opera “il disagio della civiltà” espone il tema della morale che viene paragonata a un Super-Io creato dal processo di civilizzazione.
Far rispettare le regole ai bambini: consigli pratici
Nella vita quotidiana uno dei compiti che un genitore si prefigge è quello di riuscire a far rispettare le regole ai propri figli, ma bisogna in primis sostenere che non è un compito facile soprattutto se questi sono piccoli. Ci sono dei metodi molto semplici che portano al rispetto delle norme eccone alcune:
- Per ottenere il rispetto delle regole occorre focalizzarsi sulla situazione
- E’ molto importante che i genitori si chiedano su quali sono le regole che vogliono far rispettare al proprio figlio, molto utile è ad esempio attaccare in punti della casa in cui il bambino li nota dei mini cartelloni con le regole da rispettare.
- L ‘ incoerenza e la confusione degli adulti disorientano il piccolo che lo impediranno al rispetto delle regole. Inoltre è molto importante che il genitore si rivolga al bambino in modo chiaro e senza alzare la voce o sgridarlo.

Il ruolo dell’ obbedienza
In ambito morale l’ obbedienza è stata oggetto di analisi. Ma che cos’ è l’ obbedienza?
Sicuramente l’ obbedienza non è un’ valore assoluto poiché se fosse cosi tenderebbe a inibire, soffocare la libertà, la creatività che vengono identificati come valori. In ambito psicopedagogico è stato riscontrato che uno squilibrio o un conflitto tra i vari valori se prevale l’ obbedienza i bambini tendono a diventare o dei soldatini oppure troppo calmi.
In caso contrario se in un conflitto l’ obbedienza alle regole non è rilevante, i bambini tendono ad essere incapaci di portare al termine un compito o un progetto. L’ equilibrio e quindi l’ eliminazione del conflitto tra valori può avvenire grazie all’ introduzione delle regole.
In ambito filosofico il tema dell’ obbedienza è emerso maggiormente grazie alla figura di “Hannah Arendt” che notò un’ aspetto importante ovvero se l’ obbedienza è vista in modo positivo nella cultura a cui si appartiene, addirittura può portare l’ individuo a non accorgersi delle conseguenze delle proprie azioni. Inoltre ogni atteggiamento deve essere considerato in base al contesto in cui si manifesta ovvero a volte un comportamento può essere nocivo in un’ambiente e positivo in un altro.
Maristella Ienco
Bibliografia e sitografia
Neri Demetrio, Filosofia Morale;Manuale Introduttivo,Nuova edizione-Guerini scientifica 2013 Palmonari A,Psicologia dell’ adolescenza,seconda edizione,Il Mulino – Bologna 1997
https://lamenteemeravigliosa.it/teoria-dello-sviluppo-della-moralità
https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/come-far-rispettare-le-regole
https://www.uppa.it/educazione/pedagogia/lobbedienza



































