La XXX Universiade si è svolta a Napoli dal 2 al 14 luglio. La manifestazione sportiva, nella sua versione estiva, ha visto la partecipazione di 118 paesi, 18 sport con 222 discipline e ben 8000 atleti. Una grande opportunità per la città di Napoli e per la Campania in generale. Il 5 marzo 2016, dopo la rinuncia di Brasilia per problemi finanziari, Napoli diventa la città ospitante delle Universiadi. Gli ispettori della FISU (Federazione Internazionale Sport Universitari) nel mese di febbraio 2016 visitarono la città partenopea per tre giorni, al fine di visionare la qualità degli impianti sportivi, l’efficienza delle infrastrutture, della rete dei trasporti pubblici e i vari progetti proposti.

Le caratteristiche dell’evento

La riqualificazione degli impianti sportivi già esistenti in Campania ha visto a lavoro migliaia di volontari. I fondi pubblici stanziati dalla regione Campania per lo sviluppo e la preparazione delle Universiadi ammontano a 270 milioni. Gli atleti hanno alloggiato per tutto il periodo della manifestazione a bordo di due navi da crociera: la MSC Lirica e la Costa Victoria, ancorate al Molo Angioino della stazione marittima. Mascotte è la sirena Partenope, simbolo della città e della sua fondazione mitologica, ideata da una studentessa dell’accademia delle belle arti di Napoli, Melania Acanfora. La cerimonia di apertura si è svolta il 3 luglio presso lo stadio San Paolo. Presenti migliaia di persone e di personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport. Alla cerimonia di chiusura del 14 luglio, sempre allo stadio San Paolo, il ricordo di Pietro Mennea che, in occasione delle Universiadi del 1979, stabilì il record mondiale nei 200m piani. A conclusione della manifestazione, il medagliere vede in pole position il Giappone. Seguono la Russia e la Cina. L’Italia si posiziona al sesto posto con 44 medaglie.

La XXX Universiade si è svolta a Napoli dal 2 al 14 luglio

Universiadi e turismo: un trend positivo

L’evento “Universiade” ha innalzato la percentuale di turismo a Napoli nei primi giorni di luglio. Napoli è una delle città turistiche più visitate in Italia, ma questo evento è stato davvero importante dal punto di vista economico. Oltre agli alberghi pieni, si sono registrati più ingressi ai siti archeologici di Pompei ed Ercolano; il centro storico ha riscosso molto interesse e anche altri siti, sia a Napoli che in altre città campane, hanno aperto le porte a turisti e atleti. Per l’occasione i biglietti d’ingresso per alcuni siti avevano un prezzo ridotto. Questa manifestazione ha promosso, oltre allo sport, anche la città ospitante che, alla stregua dei tanti pregiudizi che la riguardano, ha saputo rispondere positivamente e con qualità alle aspettative. Ogni città ha un suo potenziale turistico. Basta saperlo valorizzare. La crescita economica passa anche attraverso eventi straordinari che interessano un territorio. L’Universiade è uno di questi. Di quello che hanno rappresentato le Universiadi per la città di Napoli e per la Campania in generale, ne parliamo con Valentina Zenga, sociologa e professionista nel campo della comunicazione.

L'evento "Universiade" ha innalzato la percentuale di turismo a Napoli nei primi giorni di luglio

Che valore ha assunto secondo lei un evento del genere nella e per la città di Napoli?
Può sembrare scontato dire che per la città di Napoli questo evento è stato davvero significativo per tanti motivi, ma è davvero così ed è fondamentale sottolinearne l’importanza. Un’intera città si è unita ed ha cercato di dare il meglio da un punto di vista organizzativo e di accoglienza. In questi giorni non era difficile vedere atleti con le maglie delle rispettive nazioni girare per le strade della città con aria piacevolmente sorpresa ma rilassata, felice. Come direbbe il grande Pino Daniele, ‘Napule è mille culure’. Ma la grandezza di questo evento è stata la valorizzazione anche di altre città della regione. Ricordiamo infatti che le varie gare/competizioni sono avvenute nel capoluogo e in altre città e questo non può che aggiungere valore a questo evento, soprattutto da un punto di vista culturale e turistico. La Campania, tesoro da scoprire: e questa è una cosa davvero molto bella“.

Quali sono state le sensazioni che ha provato durante la cerimonia di apertura?
Credo che possano essere racchiuse in due parole/concetti: l’universalità e l’accoglienza. Queste due parole, secondo me, non solo potrebbero racchiudere il senso di questo evento ma sono quelle che meglio descrivono la città di Napoli e la Campania tutta. In un clima internazionale come quello che viviamo oggi, è bello ed importante vedere tanti paesi del mondo ritrovarsi uniti e compatti in nome dello sport, della sana competizione e sicuramente in nome della vicinanza tra i popoli. Confesso che anche questo può sembrare banale e scontato. Mai come in questo periodo abbiamo bisogno di sentire profondamente questa sensazione di unità, di accoglienza, di uguaglianza e soprattutto di libertà. Sono state, insomma, emozioni da coltivare, custodire e proteggere gelosamente“.

Da sociologa e professionista per Federica Weblearning, come definirebbe questo evento?
Lo sport è cultura ed universalità. Federica Weblearning (piattaforma dell’Università Federico II di Napoli) è da sempre profondamente legata a concetti di universalità ed accessibilità applicati soprattutto ai saperi, in quanto piattaforma che divulga corsi universitari online in forma gratuita e quindi accessibili a tutti. Sappiamo infatti che l’universalità è una delle regole fondamentali di Internet, divenuto strumento oserei dire vitale per la nostra generazione. L’accesso libero ai contenuti dovrebbe, di norma, essere garantito a tutti. La condivisione dei saperi in primis, e soprattutto nel 2019, non può esimersi da questo discorso e Federica prova quotidianamente a fare del suo meglio. Presenziando all’evento volevamo dare il nostro supporto ai giovani universitari di tutto il mondo con la speranza che essi si facciano portatori di tutto questo“.

Secondo lei c’è relazione tra studio e sport?
Da figlia di insegnante di scienze motorie non posso che dire di sì. Ma nonostante questo, io ci credo profondamente. Lo sport fa bene alla salute e questo ormai è risaputo e questo aspetto non è certo da sottovalutare. Personalmente ho sempre creduto nel potere aggregativo dello sport, in particolare credo che per un’atleta essere apprezzato e premiato anche solo per essersi messo in gioco sia fondamentale. Ed è questo che, secondo me, lega lo sport e lo studio. Entrambe rappresentano una crescita dal punto di vista umano, fisico e spirituale. È bello ed importante insegnare ai ragazzi il valore dello sport, quello vero. In particolare, far capire loro che la serietà, il rispetto delle regole e per il prossimo sono fondamentali nello sport come nella vita. Nello studio bisogna cercare di trasmettere questi valori. Dove c’è un giovane atleta e studente rispettoso oggi, ci sarà anche un cittadino rispettoso domani“.

Filomena Oronzo

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