Il Natale è una festività quasi universale che ha la capacità di coinvolgere miliardi di persone nel mondo trascendendo la dimensione legata alle credenze religiose.

Nella tradizione cristiana, il Natale rappresenta la festa che ricorda la nascita di Gesù Cristo ma, nei tempi moderni, la sacralità che la contraddistingue si è ridotta in favore di una dimensione più laica e influenzata da sfumature storico – culturali differenti.

Le origini del Natale

La ricorrenza della festa è il 25 dicembre anche se nessuno dei vangeli menziona con chiarezza la data della nascita di Gesù Cristo a Betlemme, anzi, la scelta del giorno in cui festeggiare fu per molto motivo di dibattito. Si pensa che l’associazione con questa data derivi da una festa pagana risalente all’antica Roma: i Saturnalia e il solstizio d’inverno.

I Saturnalia si celebravano in un periodo compreso tra il 17 e il 23 dicembre in onore del Dio dei raccolti, Saturno. In questo periodo, tutto il popolo di Roma di tutte le classi sociali, poteva godere di qualche giorno di ozio e festeggiare l’arrivo del nuovo anno scambiandosi doni simili agli attuali cesti natalizi.

Questa festa era legata al solstizio d’inverno, che nell’epoca romana ricorreva proprio il 25 Dicembre e che rappresentava la fine delle giornate più fredde dell’anno e il passaggio ad una stagione più calda (culto del Sole). I cristiani scelsero la data convenzionale del 25 dicembre per celebrare la nascita di Gesù Cristo. Nel 529 D.C., l’imperatore Giustiniano ufficializzò questa data. Saranno poi numerose le contaminazioni culturali che introdussero una serie di elementi che arricchirono il Natale rendendolo ciò che conosciamo oggi.

Origine dei simboli natalizi

Nel corso dei secoli il Natale si è arricchito di nuovi simboli. Nell’Inghilterra medievale, ad esempio, le festività natalizie avevano una durata di dodici giorni caratterizzati da banchetti, cortei e scambi di regali di vario tipo che celebravano la nascita di Gesù. Il presepe è una tradizione nata in Italia risalente anch’essa nel Medioevo ad opera di San Francesco d’Assisi che nel 1223 rappresentò la prima natività a Greccio, in provincia di Rieti. La Germania, invece, è considerata la patria dell’albero di Natale che di fatto è la modernizzazione di una tradizione pagana che consisteva nella decorazione di piante sempreverdi. Questa tradizione prese piede quando le famiglie introdussero alberi da decorare nelle proprie abitazioni. Nei paesi scandinavi nacque invece la tradizione del pupazzo di neve per simboleggiare la ciclicità della natura: con il freddo il pupazzo di neve prende vita e con il caldo si scioglie.

Infine, il personaggio di Babbo Natale è ispirato alla figura di San Nicola, vescovo Greco del III secolo vissuto nella città di Myra che desiderava coinvolgere tutti i bambini che non ne avessero la possibilità di recarsi in chiesa per celebrare il Natale a causa delle condizioni atmosferiche. Decise di recarsi personalmente di famiglia in famiglia portando con sé un dono per ogni bambino compiendo un’opera di evangelizzazione. Da quel momento molti parroci decisero annualmente di emulare queste gesta aiutandosi negli spostamenti con delle slitte trainate da cani.

Il significato sociologico del Natale

Sotto il profilo sociologico il Natale è ricco di riferimenti che coinvolgono usi, costumi e tradizioni dei popoli nell’arco della storia, la dimensione famigliare, i rituali religiosi, il senso di comunità e la dimensione morale, in sostanza, la cultura viva. Pur non avendo mai condotto studi specifici sulla cultura gli studi di Emile Durkheim incentrati sulla religione, sui valori, sulla morale e sulla dimensione simbolica. Il Natale, in quanto elemento proprio di una cultura, ha un carattere istituzionale, quindi, di fatto, è un’istituzione sociale. Essendo un elemento regolatore del comportamento degli individui, ha forza per regolare il comportamento degli individui orientandolo.

La letteratura e la cinematografia aiutano a comprenderne la dimensione morale. Il Natale è spesso associato alla naturale bontà delle azioni umane. Ogni uomo, a Natale è naturalmente spinto a compiere buone azioni (pensiamo, ad esempio al noto signor Scrooge di Dickens). Questo aspetto, coinvolge la dimensione morale di ogni individuo che fin da piccolo, attraverso i modelli educativi verso cui viene indirizzato.

Rimanendo legati agli studi del sociologo francese, il Natale, in quanto festività religiosa, rinsalda la comunità (religione come collante sociale) e coinvolge gli individui che ne fanno parte.

Il Natale e il consumismo

Nella modernità, il Natale si è legato indissolubilmente al consumismo. La Confcommercio, per il 2023, ha ipotizzato, in Italia, una spesa di circa otto miliardi di euro per il Natale, per la cena/pranzo di Natale si stimano circa 106 euro a famiglia. Di fatto, il Natale aiuta, con un grande contributo, a far girare l’economia del paese producendo, di fatto, posti di lavoro e occasioni di guadagno ovviamente ampliate dalle attività di e-commerce. il rischio, seppur remoto, è che la dimensione puramente economica del Natale fagociti quella millenaria tradizione, che a prescindere dal credo religioso o dall’appartenenza culturale, è diventa simbolo universale di bontà, fratellanza e unione.

Andrea Zampieri

Riferimenti

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