In America, dagli anni ‘90 si è registrato un progressivo aumento di morti di overdose da oppiacei, nel paese nel 2017 le persone morte per overdose da farmaci oppioidi sono state ben 70.237, numero in aumento rispetto all’anno precedente. Tra gli oppioidi consumati più famosi in America troviamo il Fentanyl, un farmaco venduto non solo nel mercato legale ma diffuso anche nell’economia sommersa del paese.

Questo farmaco, che ha dimostrato essere un degno rivale dell’eroina, è 50 volte più potente di questa e addirittura 100 volte più potente della morfina. E’ un oppioide sintetico prodotto in cina e poi importato in America, ed è uno degli antidolorifici più potenti ed efficaci di sempre. Uno dei più importanti effetti collaterali di questo farmaco, però, è il rischio di sviluppo di dipendenza, per questo motivo dovrebbe essere prescritto con grande parsimonia dai medici.

Cos’è l’epidemia da oppioidi americana?

Negli Stati Uniti, però, ad oggi si è sviluppato un problema sociale inquietante, che ruota intorno all’uso di  questi farmaci da prescrizione. Ad oggi ci sono più di due milioni di tossicodipendenti da oppioidi (OUD – Opioid Use Disorder), prevalentemente maschi (60%), circa il 30 % tra i 18 e i 34 anni, la metà con basso reddito, e il 55% di questi ultimi è assistito da Medicaid (programma federale degli Stati Uniti che provvedeva a fornire aiuti a famiglie con basso reddito). Dal 1999 fino ad oggi  il numero di overdose da oppioidi da prescrizione  nel paese è costantemente aumentato, fino a diventare una vera e propria piaga sociale: per intenderci, nel 2021 il Fentanyl è stato responsabile per il 90% dei circa 80.000 decessi correlati agli oppiacei negli Usa.

Una ricostruzione sociale della possibile causa

Alcuni studi dimostrano come il valore del marketing diretto al medico da parte delle aziende farmaceutiche sia molto diffuso negli Stati Uniti, valore che è stato associato ad una maggiore prescrizione di questi farmaci in determinate contee del paese. Tra il 2013 e il 2015, infatti, 1 medico statunitense su 12 è stato soggetto a campagne di marketing per la vendita di farmaci oppioidi, e studi dimostrano che, soprattutto tra i medici che prestavano assistenza ai cittadini tramite Medicare, l’attività di marketing ad essi rivolta era direttamente correlata ad un successivo aumento della prescrizione di questi oppioidi ai pazienti.

Gli studiosi Scott E. Hadland; Ariadne Rivera-Anguirre et al. hanno cercato di condurre un’analisi sulla misura in cui il marketing legato agli oppioidi è appunto associato alla loro successiva prescrizione e quindi ai decessi da overdose. Con uno studio approvato dal comitato di revisione istituzionale della Brown University, hanno dimostrato che le contee che ricevevano una forte commercializzazione e  una strategia di marketing aggressiva intorno vendita di oppioidi, successivamente sperimentavano una mortalità elevata di overdose di questi farmaci da prescrizione.

Lo studio sul marketing delle industrie farmaceutiche

I tassi di prescrizione di oppioidi in questo caso erano fortemente associati all’onere della loro commercializzazione. In conclusione, sulla base di questi dati si è identificata un’associazione tra il marketing degli oppioidi da parte delle industrie farmaceutiche e i decessi per overdose da queste sostanze. In altre parole, la sregolata, non regolamentata ed eccessiva prescrizione di questi farmaci da parte dei medici (prescritti per comuni e banalissimi dolori) ha portato ad uno sviluppo collettivo di dipendenza da oppiacei che si è trasformata in una strage collettiva di individui delle classi medio-basse americane dalla portata nazionale.

I soggetti coinvolti: il ruolo dei medici

Ad oggi i medici sono un’importante fonte di oppioidi da prescrizione per persone che ne fanno uso a scopo non medico. Come se ciò non bastasse, il ricorso a oppioidi illeciti (quando i medici ne rifiutano la prescrizione) ha portato ad un ulteriore prepotente sviluppo di un mercato illegale intorno a questi farmaci.

Come ha mostrato la serie tv Netflix Painkiller, uscita non molto tempo fa, certi farmaci hanno cominciato a circolare e ad essere legalmente  pubblicizzati sul mercato americano dalla fine degli anni ’90, grazie a campagne di marketing costruite ad hoc dalle industrie farmaceutiche (è celebre il caso della Purdue Pharma con il farmaco Oxycontin). Nonostante fossero consapevoli dell’enorme rischio di sviluppo di dipendenza che deriva dall’uso smisurato e prolungato di questi farmaci, le industrie farmaceutiche già dalla fine degli anni ’90 cominciarono a sviluppare campagne pubblicitarie centrate sugli effetti miracolosi e benefici di questi farmaci, capaci di “regalare la felicità” agli americani.

E’ stata proprio questa la strategia utilizzata per la vendita dell’ossicodone o Oxycontin: dopo la corruzione di alcuni esponenti della Dea (la Drug Enforcement Administration), che approva l’immissione dell’antidolorifico sul mercato, questo comincia a circolare legalmente nelle mani di comuni cittadini, sportivi, infortunati, persone con lievi dolori fisici, grazie alla sregolata prescrizione da parte di medici indotti dalle campagne di marketing aggressivo delle industrie farmaceutiche, ma anche corrotti dalle percentuali di guadagno che ottenevano dalle prescrizioni. E’ così che ha avuto inizio la tanto citata epidemia da oppioidi americana contemporanea, diventata oggi una vera e propria piaga sociale.

La situazione degli oppioidi oggi

Sebbene lo scenario appena presentato ad oggi sia mutato, in quanto dal 2010 c’è stata una riduzione complessiva della prescrizione da oppioidi da parte dei medici statunitensi, a causa delle denunce e della maggiore consapevolezza degli effetti collaterali che l’abuso di questi farmaci porta con sé, si prevede che le morti per overdose  da oppioidi illeciti aumenteranno fino a raggiungere le 67.900 morti annuali, con un incremento del 259% per cento dal 2015 al 2025. Bisogna inoltre comunque tenere in considerazione che gli attuali tassi di prescrizione di oppioidi da parte dei medici rimangono ben tre volte più alti rispetto al 1999 e che non sono diminuiti poi così rapidamente in tutte quelle regioni con alti livelli di mortalità per overdose da questi farmaci. L’emergenza dunque rimane più viva che mai.

Inoltre, ad oggi, le pratiche sociali che ruotano intorno al consumo da oppioidi sono mutate rispetto al passato: ad esempio, mentre le tendenze storiche dimostrano che l’uso di oppiacei da prescrizione è sempre stato un mezzo per intraprendere un percorso di abuso che poi sfociava nel consumo di eroina, oggi molte più persone cominciano direttamente con l’uso di oppiacei illegali.

Aumento della pericolosità degli oppioidi

Ma non solo, si è  registrato anche un aumento della pericolosità e della letalità degli oppiacei illeciti, e questo perché nei laboratori di produzione illegali vengono associate sostanze come fentanyl e metanfetamina per la produzione delle pasticche. Si è, cioè, registrata la tendenza da parte dei produttori di droghe ad associare uno stimolante ad un depressivo (che provoca nel consumatore il cosiddetto effetto speedball, che aumenta il rischio di overdose, a causa degli effetti depressivi che ha sul sistema respiratorio).

Un esempio è l’associazione di Fentanyl a cocaina o metanfetamina, mix che i produttori di droghe utilizzano per creare maggiore dipendenza nei consumatori, che faranno di tutto per acquistare dosi sempre maggiori. Ad oggi il Fentanyl, a livello sociale, è dunque doppiamente pericoloso, perché oltre ad essere consumato “singolarmente”, è utilizzato dagli spacciatori per contaminare altre droghe stimolanti e per aumentare la dipendenza dei consumatori dalle droghe che vendono. L’epilogo di tutto ciò è facilmente intuibile.

La responsabilità delle industrie farmaceutiche

Alla luce di quanto analizzato, l’ammissione di responsabilità da parte delle case farmaceutiche  per le milioni di vittime da overdose da oppiacei in America è fondamentale. Solo pochi anni fa in Oklahoma un giudice ha infatti ritenuto responsabile la Johnson & Johnson per lo sviluppo della crisi degli oppioidi nello stato, condannandola a pagare 572 milioni di dollari di risarcimento.

Come affermato dagli studiosi Scott E. Hadland; Ariadne Rivera-Anguirre et al., le industrie farmaceutiche investono decine di milioni di dollari nella commercializzazione diretta di oppioidi ai medici ogni anno, e le aziende non spenderebbero tutto questo denaro in marketing se non fossero sicure che questo aumenta i tassi di prescrizione o comunque se non avessero la certezza che ciò serve per mantenere costanti i livelli di vendita dei prodotti.

Oppioidi: tra marketing e responsabilità

Gli studi citati, dunque, dimostrano come le pratiche di marketing delle aziende farmaceutiche potrebbero essere uno dei fattori principali che hanno contribuito allo sviluppo delle prime fasi della crisi di overdose da oppioidi americana, durante le quali erano prescritti in eccesso e senza alcun controllo. Come già affermato, oggi è in atto un cambio di paradigma in quanto i consumatori spesso sono più propensi a fare riferimento ad un mercato di produzione di oppioidi illegale, ma ciò non toglie la grandissima responsabilità e il coinvolgimento che da sempre hanno avuto e hanno tuttora le aziende farmaceutiche nella nascita e nello sviluppo di questa piaga sociale americana.

Ancora oggi il marketing dell’industria rivolta ai medici potrebbe andare contro gli sforzi  promossi dallo Stato volti a frenare la prescrizione eccessiva di questi oppioidi, e alla luce di ciò forse la politica statunitense dovrebbe considerare la possibilità di limitare la misura in cui le aziende farmaceutiche possono contribuire alla prescrizione inappropriata di questi farmaci, limitando la possibilità di sviluppare campagne pubblicitarie aggressive rivolte ai medici e ai cittadini intorno a farmaci così pericolosi per la salute fisica e la vita dei pazienti.

Mayla Bottaro

Bibliografia

Hadland S E, Rivera-Aguirre A, Marshall B D L, Cerdá M. Association of Pharmaceutical Industry Marketing of Opioid Product With Mortality From Opioid-Related Overdoses JAMA Network Open 2019;2(1):e186007.

Print Friendly, PDF & Email