Ne sentiamo parlare da anni ormai, come soluzione definitiva a qualsiasi tipo di problema economico. Sembra la cosa più facile del mondo, che ti permette di guadagnare ingenti somme di denaro in poco tempo. Stiamo parlando del trading online e la sua diffusione negli ultimi dieci anni è stata capillare. Iniziare a fare trading è semplice: basta avere un computer, collegarlo a Internet e creare un proprio conto presso una società di intermediazione sul web, chiamate anche “broker“. Ma in fin dei conti, in cosa consiste il trading online?

Che cos’è il trading online?

Nel linguaggio economico per trading online, spesso abbreviato con l’acronimo TOL,  si intende la compravendita via Internet di strumenti finanziari. Questi “strumenti finanziari” possono essere tangibili, come ad esempio le materie prime, o virtuali, come ad esempio le valute. La parola ha origini anglosassoni e tradotta letteralmente vuol dire “negoziazione digitalizzata”: l’acronimo TOL sta proprio ad indicare che la fase operativa di compravendita avviene tramite Internet. Coloro che si impegnano nel fare trading online hanno un solo obiettivo: fare profitto, ovviamente. Come? Acquistando i famosi strumenti finanziari di cui sopra (quindi beni, tangibili o virtuali che siano) e rivendendoli a prezzi più alti di quelli acquistati. C’è però una regola di base che tutti quelli che fanno trading online o coloro che sono interessati a farlo dovrebbero seguire: non esiste il guadagno facile. Questo tipo di attività può essere indubbiamente molto redditizia, negoziando praticamente di tutto, dagli indici alle azioni fino alle valute, comprando e rivendendo. Ma un professionista non è colui che passa le sue ore davanti allo schermo di un computer. Il professionista è colui che non solo è abile nella negoziazione vera e propria ma soprattutto è in grado di pianificare una strategia e analizzare l’andamento dei mercati e dei risultati ottenuti. Concetto fondamentale è che il trading online è soggetto a tutta una serie di rischi ma un bravo trader non ha paura quando perde, se è sicuro dei suoi mezzi e ha pianificato per bene e in maniera coerente la sua strategia. Come in tutte le attività, capacità e competenza la fanno da padrone.

Il trading online in Italia

Il 1993 è l’anno in cui tutto ha inizio: la Borsa Italiana decide di accettare le connessioni delle SIM (Società di Intermediazione Mobiliare) negoziatrici, non più solo da terminali ma anche da altri elaboratori, per permettere la trascrizione automatica degli eseguiti nei sistemi contabili delle stesse. Due anni dopo nasce così Directa Sim, il primo operatore a offrire una piattaforma di trading online in Italia. Nel 1999 viene emanato dalla Consob, l’organismo che vigila sulla trasparenza del mercato finanziario italiano, quello che è il vero e proprio regolamento del trading online. Da lì in poi, grazie anche alla capillare diffusione di Internet e a connessioni sempre più veloci, il popolo dei piccoli trader ha iniziato a crescere man mano sempre più. Alla crescita del trading online ha dato una mano anche l’espansione dei servizi di home banking. Dalla fine degli anni ’90, infatti, gli istituti di credito hanno pian piano affiancato all’offerta del conto corrente allo sportello anche conti online, tant’è che attualmente secondo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, ci sono più di 10 milioni di italiani che hanno accesso a un conto corrente online e, potenzialmente quindi, a una piattaforma di trading.

La figura del broker

Passaggio essenziale per poter iniziare a fare trading online è quello di selezionare un mediatore o una società che faccia da intermediario tramite servizi. Di norma offrono una piattaforma di trading attraverso la quale eseguire gli ordini (www.migliorbrokerforex.net/trading-online.html). La negoziazione viene ordinata dal trader online e realizzata tramite un intermediario finanziario autorizzato, che viene chiamato broker online. In poche parole, il trader indica al broker il titolo su cui vuole effettuare la contrattazione, se vuole acquistare o vendere, la quantità di quel titolo che vuole acquistare o vendere e il tempo di validità dell’ordine. Ovviamente, a fronte di tale servizio, il broker percepisce una commissione. A questo punto la domanda sorge spontanea: come essere sicuri di affidarsi a un broker che “sappia il fatto suo”? L’aspetto più importante di cui tener conto è senza ombra di dubbio la legalità. Bisogna quindi investire esclusivamente su piattaforme di trading online regolamentate da un’autorità sovranazionale. Ogni paese europeo ha un suo organismo che si occupa di censire e dare le autorizzazioni alle società finanziarie che operano in questo settore. In Italia questo è la Consob che offre due pagine sul sito per indicare le società con succursale e senza succursale in Italia. Che abbiano o meno una sede nel territorio italiano non è importante; fondamentale però è che i broker si trovino nell’elenco della Consob per tre motivi principali: 1) le società sono controllate; 2) il trader è a riparo da eventuali truffe; 3) i software sono testati e verificati.

Le regole del trading online

La prima e probabilmente più importante regola d’oro del trading online è “no all’improvvisazione”. L’improvvisazione a tutti i livelli è deleteria, nel trading online ancor di più perché in ballo ci possono essere anche ingenti somme di denaro. Chi vuole prendere confidenza con i mercati finanziari spesso non ha la minima cognizione di come funzionino. Ecco perché è fondamentale studiare e informarsi. Il trading può essere fatto anche da gente alle prime armi, ma non da gente senza formazione o che non ha voglia di apprendere. Altro aspetto importante è quello di elaborare una strategia. Come in tutte le attività, la preparazione di un piano e l’elaborazione di una strategia vincente sono il punto di partenza. Queste stesse regole valgono anche sui mercati finanziari. Soprattutto se si è alle prime armi, l’ideale sarebbe non puntare troppo in alto, cercando di creare una strategia che punti all’inizio a piccoli guadagni per poi estenderli successivamente. E se le cose non vanno come preventivato, non scoraggiarsi: il mercato è volatile. Una volta elaborata la strategia, occorre metterla in pratica. Ma soprattutto non va mai sospeso lo studio attraverso libri, corsi di formazione gratuiti e a pagamento, eventi formativi. Il mercato pullula di iniziative didattiche che, con investimenti modesti, consentono di avere un primo contatto con il trading e con chi lo fa da anni e può dare molti consigli utili su quali tipi di strumenti finanziari o di mercati puntare.

Il ruolo della psicologia

Altro elemento da tenere bene in considerazione quando si fa trading online è il fattore emozionale. Quando si chiede ai trader di lungo corso qual è l’elemento più difficile da gestire nel trading la risposta che si ottiene è sempre la stessa: se stessi. La psicologia è probabilmente l’aspetto più importante dell’attività di negoziazione, ed è strettamente legata a quello che più che un fenomeno è una necessità: la gestione delle perdite. Il trader, come detto in precedenza, deve sviluppare un piano ed elaborare una strategia, studiare tecniche e mercato e fare propria una determinata metodologia: in sostanza, il trader deve darsi delle regole. Per esempio, darsi un obiettivo realistico di guadagno e vendere i titoli posseduti quando questi raggiungono i livelli ipotizzati senza sperare che migliorino ulteriormente, così come darsi un massimo di perdite sostenibili. La psicologia occupa un ruolo fondamentale nella quotidianità di un trader: accettare le perdite che ci sono e ci saranno sempre, gestire la paura del tracollo e l’eccessivo entusiasmo sono alla base di “sane e corrette” negoziazioni.

Una nuova dipendenza?

Associato all’aspetto psicologico c’è anche quello relativo alla perdita di controllo. Negli ultimi anni si è assistito a un esponenziale aumento delle tecnologie informatiche, e con esso un conseguente sviluppo di tutta una serie di nuove dipendenze, con preoccupanti risvolti disadattivi sul piano personale, familiare, sociale ed economico. Si tratta di dipendenze comportamentali riferite ad attività socialmente accettate, che si strutturano quando un determinato comportamento torna nella mente di un soggetto più volte in una giornata e in maniera ossessiva. Caratteristica di queste nuove dipendenze è la voglia di aumentare le “dosi”, ripetendo più volte lo stesso comportamento per ottenere un effetto di euforia, eccitazione e gratificazione. Esempi ne sono il gioco d’azzardo online, la dipendenza da Internet e da videogiochi, il cyber-sex. E talvolta anche il trading online. La soluzione? Banale ma efficace: darsi delle regole.

Dario Mastellone

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