Nel mio ultimo articolo, ho trattato la tematica del matrimonio in versione odierna, delineando l’esperimento sociale attuato nella trasmissione televisiva “Matrimonio a prima vista Italia” in cui perfetti sconosciuti si sposano, per poi conoscersi. Tali sconosciuti sono individuati come anime gemelle da un team di esperti: Mario Abis, sociologo, docente, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerca Makno; Gerry Grassi, psicologo, psicoterapeuta e co-fondatore del Centro di Ricerca in Psicologia e Comunicazione Strategica TIB (Terapie Innovative Brevi); e Nada Loffredi, sessuologa, psicoterapeuta e docente. Ho avuto il grande onore d’intervistare il Professor Mario Abis che, molto gentilmente, si è reso disponibile a rispondere ad alcuni quesiti.

Chi è il partecipante ideale a questo tipo di esperimento?

Le posso dire chi partecipa a quest’esperimento. Nel senso che se dovessimo fare una lettura statistico-sociale, abbiamo tendenzialmente degli uomini tra i 33-38 anni (massima concentrazione statistica intorno ai 35 anni) e delle donne tra i 29-35 anni (massima concentrazione statistica intorno ai 32 anni). Sul profilo strutturale, innanzitutto, c’è un dato abbastanza sorprendente: il livello culturale e d’istruzione è molto elevato, abbiamo un grande numero di laureate o con ruolo importante (almeno 1/3, se non di più) all’interno di organizzazioni di aziende e di servizi pubblici, questo è il dato più interessante. Dal punto di vista ideale e della riuscita dell’operazione dell’esperimento, forse avremmo bisogno di avere persone leggermente più giovani, perché chi partecipa, almeno al primo livello di casting, tendenzialmente proviene da storie difficili e lunghe, quindi il candidato “ideale” mio dovrebbe essere un po’ più giovane di 2/3 anni e con esperienze meno caratterizzate dal punto di vista sentimentale. Altro dato strutturale interessante è la provenienza da aree non metropolitane, dalla provincia, abbastanza equamente distribuiti tra Nord, Centro e Sud. All’ultima edizione, si sono presentate quasi 2.000 persone (1.800) contro 500 della prima e 600 della seconda.

Quali criteri sono utilizzati per stabilire se due persone sono anime gemelle?

Sono stati fatti diversi test di tre tagli: di carattere psicologico, per stabilire le affinità (effettuati da Gerry Grassi); di empatia sessuale e colloqui interpersonali (effettuati da Nada Loffredi); invece io ho fatto test inerenti al quadro sociale, comportamentale e valoriale, perché uno dei punti fondamentali di quest’esperimento è l’analisi dei contesti di relazione, cioè le affinità passano anche attraverso degli elementi di contesti economici, sociali, ambientali o di attrazione per cose diverse, lontane. Tenga conto che, il primo anno, abbiamo sperimentato moltissimo dei crash tra Nord/Sud, piccola città/grande città, abbiamo cercato di creare delle affinità per opposizione di contesti che sono andate relativamente bene; poi, in effetti, abbiamo dovuto cambiare per motivi pratici, visto che l’uno si deve trasferire a casa dell’altro, quindi siamo andati verso situazioni più contigue. C’è tutta una parte di analisi dei valori, di stili di vita, abitativi, perché addirittura la casa è un punto molto importante. La componente fondamentale di questi tre livelli di testaggio è il fatto d’incrociarli con indicatori sintetici che hanno portato a trovare questi indici di compatibilità o affinità: la combinazione di tutti questi elementi in un indice di tipo nuovo. Abbiamo costruito dei grafi che mettono insieme i profili delle personalità e questi tre punti di vista, poi vengono confrontati l’uno con l’altro.

Dal punto di vista sociologico, quando quest’esperimento può dirsi riuscito? Solo nel caso di proseguo del matrimonio oppure esistono altre situazioni?

Non m’interessa che rimangano sposati, al netto delle questioni tecnico-scientifiche, c’è un problema di connessione e di compatibilità fra l’approccio televisivo, l’approccio tecnico e psico-sociale, perché le esigenze di un autore televisivo sono molto importanti (ad esempio, una persona funziona o non funziona televisivamente) e le scelte finali le fanno gli autori: questo è il problema numero uno rispetto al successo dell’esperimento. Se vogliamo dirla in maniera molto diretta, per me, l’esperimento è riuscito quando sento che queste persone cambiano, cioè l’interesse di quest’esperienza talmente violenta e forte deve produrre dei cambiamenti nello stile di vita, nella personalità e, molto spesso, chi partecipa è una personalità che ha bisogno di cambiamenti. Indipendentemente dal fatto che rimangano sposati o no,  a me interessa relativamente, l’importante è che l’esperimento trasformi positivamente una persona, le dia più sicurezza, più fiducia in se stessa, con il rapporto con la vita. Quasi sempre ciò è successo, le persone sono cambiate da un punto di vista di rapporto con gli altri, con la vita, con il contesto. L’esperimento ha successo quando produce dei cambiamenti che si vedono nel tempo, ben aldilà dell’esperienza televisiva, si vedono nei mesi successivi. Molte di queste persone sono rimaste in contatto, alcune con me, si creano dei rapporti interpersonali. Moltissimi di quelli che hanno lasciato l’esperienza ed il matrimonio è finito lì, in realtà, grazie agli strumenti psicologici che l’esperimento ha dato loro, successivamente sono riusciti a trovare un compagno o una compagna, spesso, a risposarsi.

Quanto incide l’attrazione fisica, la cosiddetta “chimica a pelle” in un rapporto nato in questo modo?

Punto fondamentale dell’esperimento su cui io posso fare poco, dipende dalla mia collega e amica (Nada Loffredi). È la cosa più difficile, nel senso che i test sessuologici hanno dei grossi limiti e non si può mai dire come va a finire. Quasi sempre gli esperimenti sono falliti dal punto di vista della continuità della coppia, perché non c’era la “chimica della pelle”. In alcuni casi, addirittura, è scoppiata subito, altre volte, invece, non è scoppiata proprio per niente, ovviamente se non si crea, il matrimonio si chiude. Tenga conto che noi abbiamo sottolineato che è un lavoro, un processo di costruzione di un rapporto forte, solido e anche della sessualità, nessuno s’illude di scoprire subito l’innamoramento. Naturalmente ci devono essere delle precondizioni per farlo. Il grande tema di quest’esperimento è il limite di tempo, purtroppo, per motivi essenzialmente televisivi e di costi di produzione, loro possono stare insieme solo un mese, mentre, in realtà, dovrebbe durare molto più a lungo.

Secondo lei, perché oggi risulta così semplice lasciarsi?

Lasciarsi oggi è facile perché ci sono delle condizioni diverse, innanzitutto, perché il ruolo fondamentale della donna è cresciuto moltissimo, le donne contrattano, si relazionano. Scommetto che se facessimo un’analisi statistico-sociale, risulterebbe che sono soprattutto le donne a lasciare nei rapporti lunghi di coppia. Un primo punto fondamentale è che i soggetti negoziali sono cambiati. Secondo, è più facile lasciarsi, perché c’è un elemento di superficialità, oggi il rapporto effettivo di coppia, aldilà del matrimonio, è estremamente fragile e, per certi versi, superficiale; le motivazioni per metterlo in discussione sul piano sessuale, sul piano del comportamento, di vita, degli stili sono moltissime. Questi meccanismi di attrazione fuori dal rapporto di coppia sono tantissimi, quindi è più facile chiudere un rapporto perché si hanno stimoli esterni che, una volta, sarebbero stati meno forti, soprattutto, avrebbero avuto un codice di valore meno significativo. Ci si lascia perché ci sono tante motivazioni esterne che inducono a lasciarsi. C’è un terzo elemento fondamentale, un livello di deresponsabilizzazione rispetto al rapporto che, molto spesso, diventa anche infantilismo determinante questo tipo di facilità. Il sistema d’informazione e di comunicazione in cui viviamo crea diversi modelli di riferimento rispetto al fatto per cui il lasciarsi ha quasi più valore dello stare insieme. È una società che propone essenzialmente una rappresentazione individualista della vita, quindi la coppia è fortemente messa in discussione.

Arianna Caccia

Print Friendly, PDF & Email