Sarah Thornton è una sociologa e autrice britannica, famosa per le sue ricerche e il suo lavoro sul mondo dell’arte contemporanea e sulla cultura in generale. La sua carriera è caratterizzata dall’analisi dei meccanismi sociali, economici e culturali che governano il sistema dell’arte, cercando di comprendere come l’arte sia prodotta, consumata e valutata. Vediamo in dettaglio la vita, il pensiero e le opere di questa sociologa contemporanea.

Chi è Sarah Thornton

Sarah Thornton è nata nel Regno Unito e ha studiato sociologia all’Università di Oxford, dove ha approfondito il suo interesse per la cultura e l’arte. La sua carriera accademica l’ha vista come docente e ricercatrice in diverse università, e ha collaborato con numerosi istituti di ricerca. Il perso della sua ricerca è stato l’analisi del mondo culturale e artistico contemporaneo, con un interesse particolare per il modo in cui gli artisti, le gallerie, i collezionisti e gli altri attori dell’arte interagiscono e si influenzano reciprocamente.

La sua ricerca si concentra principalmente su come le pratiche culturali, e in particolare il mondo dell’arte, siano organizzate, valutate e legittimate. È riconosciuta per l’approccio sociologico che adotta nel descrivere le dinamiche sociali e culturali che si celano dietro la produzione artistica e la sua commercializzazione. Una parte significativa del suo lavoro riguarda anche la nozione di capitale culturale e capitale subculturale, influenze che derivano dalla sociologia di Pierre Bourdieu, ma che vengono applicate e adattate a contesti particolari, come quello delle subculture musicali e del sistema artistico contemporaneo.

Pensiero e teorie di Sarah Thornton

Come già intuito, le principali teorie di Sarah Thornton, possono essere sintetizzate in due grandi aree: la costruzione sociale del valore nell’arte e il concetto di capitale culturale e subculturale.

Sarah Thorton
Sarah Thornton, sociologa

Nel primo caso, Thornton è particolarmente interessata a come l’arte contemporanea acquisti valore e come tale valore venga costruito e distribuito attraverso un sistema di attori sociali, tra cui critici, galleristi, collezionisti, curatori e case d’asta. In questo sistema, l’arte non ha un valore intrinseco e oggettivo, ma viene legittimata in base a una serie di criteri sociali e culturali condivisi. Thornton si concentra sull’analisi delle pratiche che determinano questo valore, dal modo in cui le gallerie selezionano gli artisti da rappresentare, fino alla partecipazione degli artisti a fiere internazionali o alle case d’asta. Il suo approccio sociologico non si limita a descrivere i fenomeni del mercato, ma cerca di capire come le dinamiche sociali e culturali alimentano la creazione di un “sistema di valore” che favorisce alcuni artisti rispetto ad altri.

Capitale culturale e subculturale per Sarah Thornton

Un concetto fondamentale nel lavoro di Thornton è quello di capitale culturale, mutuato dalla teoria di Pierre Bourdieu, ma con un’applicazione specifica al campo dell’arte. Il capitale culturale non si limita alla semplice competenza estetica o alla conoscenza di un determinato settore, ma si estende alla capacità di navigare e interagire efficacemente all’interno delle reti sociali che definiscono il mondo dell’arte. Tuttavia, Thornton introduce anche una nozione più specifica, quella di capitale subculturale, un concetto che si applica alle subculture, come nel caso della musica da club, dove l’appartenenza a una particolare scena musicale conferisce uno status che va oltre l’acquisto e la fruizione dell’arte stessa. In questo senso, Thornton esplora come i partecipanti a queste scene subculturali guadagnano e scambiano questo tipo di capitale, che è distinto ma non meno influente del capitale culturale.

Il sistema globale dell’arte per Sarah Thornton

In linea con l’idea di capitale culturale, un’altra delle teorie di Thornton riguarda la globalizzazione del mondo dell’arte. Le sue analisi mettono in evidenza come il sistema dell’arte contemporanea sia diventato sempre più globalizzato e interconnesso, dove le istituzioni e gli attori dell’arte operano a livello internazionale. Gli artisti non sono più limitati a contesti locali, ma partecipano a una rete globale che influenza il valore della loro opera. Le fiere d’arte, le gallerie e le aste sono ora pervasivamente internazionali, e le dinamiche di queste transazioni globali sono essenziali per comprendere come l’arte venga percepita e scambiata nel mercato globale.

Il riconoscimento sociale e l’accesso all’elite culturale

Un altro tema che emerge nel pensiero di Thornton è la questione del riconoscimento sociale. In Seven Days in the Art World, ad esempio, l’autrice esplora come gli artisti e gli operatori del settore cercano di ottenere un “biglietto d’ingresso” in un mondo elitario, dove il riconoscimento, il legittimo valore e la visibilità pubblica sono difficili da ottenere. Ciò implica che il valore nell’arte non si determina solo dalla qualità intrinseca delle opere, ma anche da chi promuove, supporta e apprezza quell’arte. L’accesso a un circolo esclusivo di collezionisti e critici può fare la differenza tra il successo e l’oblio per un artista.

Opere di Sarah Thornton

Il lavoro di Sarah Thornton ha prodotto diverse opere che hanno avuto un impatto significativo sul panorama accademico e sull’opinione pubblica. Tra i suoi libri più importanti abbiamo Seven Days in the Art World (2008), un’inchiesta sociologica che esplora il sistema dell’arte attraverso sette “giorni”, ognuno dedicato a un aspetto fondamentale del mercato e delle pratiche artistiche. Ogni capitolo è un’indagine su come funziona il mondo dell’arte: da una giornata trascorsa a una fiera d’arte internazionale, a un’asta di opere d’arte, alla preparazione di una mostra o all’attività di un critico d’arte. Il libro offre una visione profonda e al contempo accessibile delle dinamiche di produzione e consumo nell’arte, con un taglio giornalistico che lo rende leggibile anche per chi non è esperto di sociologia.

Dai club ai rave: musica, media e capitale sottoculturale di Sarah Thornton
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In Club Cultures: Music, Media, and Subcultural Capital (1995) Thornton, esplora la cultura delle discoteche e delle subculture giovanili in relazione alla musica da club. In questo libro, introduce il concetto sopracitato di capitale subculturale, che descrive lo status e il riconoscimento che i membri di una subcultura ottengono attraverso il loro impegno e la loro conoscenza della cultura di riferimento. Un concetto che si rivelerà fondamentale anche per il suo lavoro successivo, ma che in questo caso è applicato in un contesto musicale e giovanile.

In 33 Artists in 3 Acts (2014) invece, Thornton si concentra su 33 artisti contemporanei e descrive il loro percorso attraverso tre “atti”: la formazione dell’artista, il riconoscimento da parte della critica e, infine, la gestione della carriera. Ogni “atto” esplora le diverse tappe che un artista attraversa nel proprio percorso professionale, ma il libro non si limita solo alla biografia degli artisti, bensì analizza il loro inserimento in un sistema di valori sociali e culturali che influenzano la loro visibilità. Questo lavoro è anche un’indagine sociologica che cerca di capire le logiche del successo nell’arte contemporanea.

Riferimenti

  1. Thornton, Sarah. Seven Days in the Art World. New York: W.W. Norton & Company, 2008.
  2. Thornton, Sarah. 33 Artists in 3 Acts. New York: W.W. Norton & Company, 2014.
  3. Thornton, Sarah. Club Cultures: Music, Media, and Subcultural Capital. Hanover: Wesleyan University Press, 1995.
  4. Bourdieu, Pierre. La Distinzione: Critica sociale del giudizio. Milano: Il Saggiatore, 1979.
  5. Becker, Howard S. Art Worlds. Berkeley: University of California Press, 1982.
  6. Velthuis, Olav. Talking Prices: Symbolic Meanings of Prices on the Market for Contemporary Art. Princeton: Princeton University Press, 2005.