Smart working: un’esperienza più che positiva. Quasi un dipendente su due che ha avuto la possibilità di lavorare da casa ne ha assaporato il significato tanto che non vorrebbe tornare più indietro. L’Istituto Noto Sondaggi ha interpellato un campione di lavoratori proprio sull’argomento e per il 65% si è trattato, appunto, di un’esperienza positiva. Lo smart working avrebbe migliorato non solo le performance dei lavoratori ma anche, addirittura, la qualità della vita personale. La tranquillità dell’ambiente casalingo avrebbe aiutato, inoltre, ad aumentare la produttività. Spostamenti casa-lavoro, a volte lunghi e stressanti sono venuti meno. Un lato negativo consisterebbe nella mancanza del rapporto umano con i colleghi anche se non per tutti può essere considerato in questi termini. Ci sono persone che amano lavorare in modo solitario. Potrebbero, certamente, persistere problemi organizzativi, di comunicazione o connessione.

Smart working - lavoro agile

Gratificazione personale ma non solo fattori positivi

Per il 44% degli interpellati è aumentato il tempo dedicato a relazioni, famiglia, cura personale. Questo è un dato che porta a dedurre una crescita della gratificazione personale. Per il 65% dei casi esaminati lavorare da soli, inoltre, ha prodotto risultati professionali positivi, contro una valutazione negativa del 25%. Effettuare un lavoro nel proprio ambiente domestico porterebbe ad una maggiore concentrazione.  La tranquillità, la serenità di lavorare a casa è, comunque, il fattore principale che porta ad una valutazione positiva dello smart working, con il risultato del 34%.

Segue, un altro fattore importante come il risparmio di denaro, oltre che di tempo (specie spostamento casa-lavoro-casa) con il 28%. 19 casi su 100 evidenziano, invece, come la maggiore libertà rispetto al relazionarsi con gli altri colleghi sia positivo.  Analizzando quel 25%, però, bisogna tenere presente che questi lavoratori hanno accusato stress e ansia (24%). Questi tipi di problemi hanno riguardato per il 21% gli uomini e un po’ di più (27%) le donne. Al contrario le difficoltà organizzative sono state più presenti negli uomini 32%, contro il 10% delle donne.

Lavorare da casa significa lavorare meno?

Forse da sempre si è pensato che mettersi a lavorare a casa potesse essere un pensiero associato al lavorare di meno. Non è così. O almeno, per 44 dipendenti su 100 che hanno lavorato in smart working il tempo dedicato all’attività è rimasto essenzialmente lo stesso, mentre per il 39% è addirittura aumentato. Maggiore responsabilizzazione, riconoscenza nei confronti del datore di lavoro, questi e altri possono essere i motivi per i quali lavorare da casa non coinciderebbe con il lavorare meno.

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I vantaggi in generale

Chi ha provato lo smart working e ne ha tratto un’esperienza positiva non vuole più tornare indietro. Lo stesso ambiente ne ha giovato con un crollo del traffico e, quindi, di consumi ed emissioni. Secondo il 72% dei casi (76%) di donne lavorare da casa dovrebbe rappresentare una scelta sempre possibile da compiere. Il tema orologio non è da sottovalutare. Spesso, smart working significa lavorare senza essere legati ad un orario ben preciso.

E su questo, gli italiani, sembrano essere abbastanza d’accordo. Obiettivi da raggiungere ma con la possibilità di organizzarsi in modo libero. Il 47% accetterebbe di essere retribuito con premi variabili di produzione legati proprio ai risultati conseguiti, piuttosto che essere legati al pagamento degli straordinari.  In definitiva, il 56% dei casi esaminati è praticamente convinto che lo smart working sia destinato a consolidarsi nel tempo sostituendo progressivamente il modello di lavoro ufficio. In questa percentuale troviamo, particolarmente i giovani con il 71%.

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Problematiche generali

Sopra abbiamo parlato di ansia, stress e problemi organizzativi. Ma in linea generale ci possono essere ulteriori problemi dello smart working. Aiuta a far fronte all’alienazione da lavoro, oppure finirebbe con l’aumentarla? Innanzitutto un problema basilare riguarda la rete. Per lavorare in smart working si necessita, quasi sempre, di una connessione ed un italiano su tre lamenta questo tipo di difficoltà, oltre alla mancanza dell’attrezzo principale da lavoro, ossia il computer. Inoltre la connessione deve essere veloce e non sempre è così. Una parte degli italiani ha affermato che lavorando da casa porta a non staccarsi mai. Tema concentrazione: lavorare da soli può essere positivo ma attenzione a quando si vive con coinquilini, bambini e tentazioni di distrazioni come una televisione accesa. Insomma lo smart working ha innumerevoli lati positivi ma anche lati negativi. Probabilmente, così come in tutte le cose, va trovato il giusto equilibrio.

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