La comunicazione in sociologia è percepita come un flusso informativo in cui gli individui sono immersi. È una situazione connettiva e collettiva dove gli emittenti e i destinatari spesso vengono a sovrapporsi ridefinendo i propri rapporti di potere, bandendo l’eterodirezione informativa, ovverosia   il   ruolo   attivo   e    passivo   dei   soggetti   interpellati   nell’atto comunicativo. Più che “trasmissione” si considera la comunicazione come un atto di condivisione, altresì “un processo di costruzione collettiva e condivisa del significato, un processo dotato di livelli diversi di formalizzazione, consapevolezza e intenzionalità” (Luciano Paccagnella, 2004, p.27).

La comunicazione in rete

Il terreno di studio della sociologia della comunicazione si suddivide in tre macro aree:
– la comunicazione interpersonale;
– la comunicazione di massa;
– la comunicazione su Internet.
La comunicazione in rete o CMC (comunicazione tramite computer), in particolare, acquisisce una sua ricchezza sociale non tanto per la potenzialità tecnica dello strumento macchinico, ma per la capacità di integrare al meglio possibile le azioni comunicative umane. Traslare l’immediatezza comunicativa de visu nei contesti di rete è un processo molto complesso, soprattutto per via del feedback che si necessita avere in tempi ristretti e per il rischio di entropia. Il web risolve solo in parte questo gap, ed è per questo che si è reso necessario un nuovo linguaggio semplificato per ottimizzare il grado di partecipazione mediale degli utenti alla comunicazione.

Alfabetizzazione 2.0

Non bisogna dimenticare tuttavia che al giorno d’oggi la maggior parte dei documenti sono in formato digitale e ciò ne semplifica la memorizzazione e la visualizzazione ma anche l’estrazione delle informazioni e dei dati significativi attraverso software appositamente sviluppati. I processi di alfabetizzazione informatica infatti, hanno permesso di cambiare il modo di scrivere, leggere e reperire testi, soprattutto il modo di interpretarli. In particolare, nella nuova sfera del digitale, la comunicazione è fatta di contenuti scritti, postati, visibili, tanto da poter diventare facilmente una base-dati degna di interesse, pronta e disponibile da analizzare.

Nessuna privacy

La vera e propria rivoluzione però consiste nel progressivo abbattimento dei livelli di privacy a favore di una maggiore fruibilità e accesso da parte del vasto pubblico della rete. Posta elettronica, messaggi e commenti sui social network, forum telematici, album e raccolte video online, sono la versione attualizzata di una serie di documenti intesi in senso classico ma prodotti con mezzi differenti. Ciò che li unisce è la produzione spontanea da parte dei soggetti, per fini completamente diversi da quelli della ricerca; questi documenti diventano così documenti personali pubblicati. Questo nuovo approccio porta con sé vantaggi e limiti. Se da un lato esso apre la dimensione espressiva della soggettività a platee di grandi dimensioni, d’altro canto però si va a creare una inibizione della parte più intima del sé che era possibile, ad esempio, con i diari cartacei ai quali nessuno avrebbe avuto accesso se non il legittimo proprietario.

Un mare di informazioni

Un ricercatore che ha a che fare con un materiale costituito su tali presupposti, deve ovviamente fare i conti con i nuovi vantaggi e i nuovi limiti dovuti alla mediazione della rete. Data la grande quantità di informazioni che possono essere reperite in rete, una delle prime difficoltà è sicuramente quella di riuscire a selezionare in maniera corretta il materiale da utilizzare, senza però perdere mai di vista l’obiettivo della propria ricerca.

Francesco D’Ambrosio

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La conoscenza sociologica può creare individui migliori, consapevoli“. Laureato in Sociologia e in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica con lode, mi interesso di immaginario mediale, ludicità e intercultura. Sono un topo di biblioteca e anche una buona forchetta.