Secondo l’ipotesi dei sei gradi di separazione, ognuno può essere legato ad un altro attraverso una catena di conoscenze che passa tra cinque individui. La prima formulazione della teoria non ha in realtà origine scientifica o statistica, ma si ritrova piuttosto in un racconto, intitolato “Catene“, scritto nel 1929 dall’autore ungherese Frigyes Karinthy. Nel racconto, si riflette su come “la rapidità con cui si diffondono le notizie e l’utilizzo di mezzi di trasporto sempre più veloci abbia reso il mondo più piccolo rispetto al passato“. I protagonisti del racconto provano quindi a capire quante conoscenze sarebbero loro necessarie per entrare in contatto prima con il premio Nobel Selma Lagerlöf, poi con un metalmeccanico della Ford e successivamente ancora con altri individui. Il risultato che emerge da questo esperimento è che non sono mai necessari più di cinque anelli di una catena per raggiungere la persona ricercata.

L’esperimento di Milgram

A quasi quarant’anni di distanza dal racconto “Catene“, nel 1967 il sociologo americano Stanley Milgram mise in pratica un esperimento volto a dare una conferma scientifica alla teoria, da lui battezzata “teoria del mondo piccolo”. Scelse alcuni cittadini americani del Midwest, e chiese loro di spedire un pacco a un abitante del Massachussets a loro del tutto estraneo. I partecipanti all’esperimento conoscevano il nome del destinatario e lo Stato dove viveva, ma non l’indirizzo. Fu quindi chiesto di inviare il pacco alla persona di loro conoscenza che ritenessero avere più probabilità di conoscere il destinatario. Questa persona avrebbe poi a sua volta eseguito lo stesso compito, fino ad arrivare a consegnare il pacco al prescelto. L’esperimento dimostrò che, per arrivare al destinatario finale, in tutti i casi ci vollero fra i cinque e i sette passaggi. La pubblicazione di questi risultati sulla rivista “Psychology Today” e l’eco che ne derivò portò alla nascita dell’espressione “sei gradi di separazione” come la conosciamo oggi e alla sua rapida diffusione. Nonostante la comunità scientifica sia scettica riguardo l’effettiva portata della teoria, principalmente a causa del fatto che il numero di pacchi spediti nell’esperimento di Milgram fosse piuttosto ridotto e dunque probabilmente statisticamente insufficiente a dimostrare quanto sostenuto, il concetto dei sei gradi di separazione divenne in pochi anni molto noto nella cultura popolare. La diffusione della teoria fu senz’altro agevolata prima da uno spettacolo teatrale intitolato proprio “Sei gradi di separazione” firmato da John Guare che nel 1990 venne presentato a Broadway e, successivamente, dall’omonimo film uscito nel 1993 per la regia di Fred Schepisi e con protagonista Will Smith.

Esperimento dei nostri tempi

Nell’autunno dello scorso anno, alcuni informatici dell’Università degli Studi di Milano insieme ad alcuni colleghi di Facebook, hanno messo a punto un esperimento per calcolare i gradi di separazione fra gli utenti di Facebook. Dall’algoritmo sviluppato, è emerso che in media i gradi di separazione su Facebook sono 3,74: una cifra molto inferiore rispetto a quanto emerso dagli esperimenti di Milgram. La portata dell’analisi è lodevole sapendo che il campione utilizzato comprende 65mila utenti di Facebook. Anche Linkedin si basa su questa teoria, riprende il concetto dei gradi che è visibile nella ricerca delle persone con cui collegarsi. Ad esempio, se una persona è un tuo collegamento il grado è 1, se invece cerchi una persona con cui hai collegamenti in comune puoi notare che compare “2°” accanto al nome, se cerchi qualcuno che non ha collegamenti in comune con te puoi notare “3°” e cosi via. Con la nascita dei social network, veramente aumenta la possibilità di conoscere tutti tramite tutti. Tra te e Oprah ci sono sono solo sei gradi di separazione!

Barbara Petrano

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