Primo articolo del nuovo anno e nuovo progetto che nasce. È una rubrica, un semplice contenitore di informazioni, che speriamo possa piacervi e stimolare quel pensiero critico tanto caro a noi di Sociologicamente. “Storie di sociologia“: abbiamo deciso di chiamarlo così questo nuovo progetto perché in effetti di storie di sociologia si tratta. Le storie di tutti noi, amanti, studiosi o semplici appassionati della sociologia. Il punto di partenza è stato tanto semplice quanto interessante: quanti di coloro che si sono laureati in sociologia svolgono a tutti gli effetti una professione inerente a ciò che hanno studiato? Sono stati coerenti con i propri studi o hanno virato su qualcos’altro per cercare di trovare il proprio posto nel mondo? E da queste domande che proveremo a raccontare le nostre, le vostre, storie di sociologia. E visto che Capodanno è da poco passato, iniziamo subito col botto: ecco la storia di Alessio. Leggetela, ne vale davvero la pena!

La storia di Alessio, 37 anni, è un po’ diversa da quelle a cui siamo abituati. Per capirci, finisci le superiori, ti iscrivi all’università, ti laurei e inizi a cercare un lavoro, possibilmente che ti piaccia e ti permetta di vivere dignitosamente. Ecco, Alessio, come un abile matematico, ha deciso che cambiando l’ordine degli addendi il risultato non sarebbe cambiato. E alla fine ha avuto ragione lui. Alessio si è laureato nel 2011 in Sociologia presso la facoltà di Scienze Sociali dell’Università “Gabriele D’Annunzio” di Chieti. Il fatto è che lui un lavoro già ce l’aveva.

Dal gennaio 2006 svolgo la professione di operaio metalmeccanico presso lo stabilimento FCA di Termoli (CB), in Molise. Fare l’operaio, per me, è il lavoro più bello che ci sia, quello più umile. Non ho mai pensato di intraprendere una strada diversa, non ho mai desiderato fare altro. Faccio lo stesso lavoro di mio padre e in un certo senso la vedo come una continuità di famiglia“.

Con un lavoro già avviato, come mai hai deciso di rimetterti sui libri?
Ho deciso di intraprendere gli studi perché sono sempre stato affascinato dai fenomeni sociali che evolvono la nostra società. In più ho voluto sfidare me stesso, mettermi in gioco, provare a fare qualcosa di straordinario nel mio piccolo. Credo che le soddisfazioni personali siano le più gratificanti“.

Non solo operaio e sociologo, sei anche un poeta.
Da settembre curo una rubrica settimanale di poesie su primonumero.it, primo quotidiano telematico in Molise. Le ho ribattezzate ‘Fantapoesie’, dove alla poesia narrativa cerco di applicare tutta la mia immaginazione. Un’inventiva sensibile, che ha come scopo quello di entrare in punta di piedi, con leggerezza ed educazione, nel cuore dei lettori, dando voce a chi non ce l’ha. Anche qui faccio entrare la sociologia. Nel mio piccolo cerco di analizzare i fatti sociali, in maniera semplice e leggera“.

Insomma, cosa rappresenta per te la sociologia?
La sociologia è tutta la mia vita. Ho discusso la tesi sulla comunicazione del Made in Italy, e in particolare sulla comunicazione interna ed esterna allo stabilimento FCA di Termoli. È stata un’esperienza stupenda, lavorare e contemporaneamente ricercare ed analizzare dati nell’azienda, confrontandomi con dirigenti e sindacati“.

Semplicemente Alessio, 37 anni, operaio metalmeccanico che tra un motore e un cambio ha trovato la sua felicità.

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