Storie di sociologia“: abbiamo deciso di chiamarlo così questo nuovo progetto perché in effetti di storie di sociologia si tratta. Le storie di tutti noi, amanti, studiosi o semplici appassionati della sociologia. Il punto di partenza è stato tanto semplice quanto interessante: quanti di coloro che si sono laureati in sociologia svolgono a tutti gli effetti una professione inerente a ciò che hanno studiato? Sono stati coerenti con i propri studi o hanno virato su qualcos’altro per cercare di trovare il proprio posto nel mondo? E da queste domande che proveremo a raccontare le nostre, le vostre, storie di sociologia. Oggi vi raccontiamo la storia di Elena, 34enne originaria di un piccolo paese della provincia di Reggio Emilia, che dopo due lauree a pieni voti con lode, due maternità e un lavoro nella ditta di famiglia, non si ferma e continua ad inseguire i suoi sogni.

Allora Elena, raccontaci il tuo percorso di studi.
Mi sono laureata nell’ottobre 2006 alla triennale di Sociologia presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Mi sono subito iscritta alla specialistica in Occupazione, mercato e ambiente e dopo il primo anno comune ho scelto il percorso ‘ambiente’. A causa di alcuni problemi familiari e la nascita della mia prima figlia, sono riuscita a laurearmi a pieni voti con lode solo nel marzo del 2014, dopo un bellissimo tirocinio presso l’ufficio per l’immigrazione, la coesione e l’integrazione sociale del Comune di Reggio Emilia, con una tesi in comunicazione sociale sul tema delle migrazioni“.

Dopo la Triennale, la tua vita è cambiata. Sei diventata mamma e hai iniziato a lavorare.
Nel 2007 ho iniziato a lavorare presso la ditta di autotrasporti di famiglia, mentre frequentavo la Specialistica. Lavoro che continuo a svolgere tutt’ora. In questi anni ho svolto supplenze come insegnante ed educatrice presso le scuole per l’infanzia e i nidi del mio comune e inoltre si sta concludendo l’esperienza presso un altro comune della mia zona come rilevatrice per il censimento della popolazione e delle abitazioni“.

Quindi non hai “sfruttato” particolarmente il tuo titolo di studio.
La laurea in Sociologia credo non serva solo per esercitare la professione di sociologo. Serve tutti i giorni, nella vita quotidiana. Ti arricchisce di chiavi di lettura per capire o approfondire tutto ciò che incontriamo nella vita di tutti i giorni, dalle relazioni sociali con le altre persone ai comportamenti quotidiani, fino a fenomeni sociali più complessi. Al momento dell’iscrizione non ho mai avuto dubbi sulla mia scelta. Sapevo che probabilmente non sarei riuscita a convertire la mia laurea in opportunità lavorative abitando in un piccolo paese lontano dalle grandi città. Ma non me ne sono mai pentita perché ho fatto ciò che mi è sempre piaciuto. E dopo due lauree a pieni voti con lode, dedico i miei successi accademici alla professoressa delle medie che tentò di convincere mia madre a non permettermi di iscrivermi al liceo socio-psico-pedagogico perché a detta sua non ce l’avrei fatta. E invece ce l’ho fatta eccome!“.

Quindi pienamente soddisfatta delle tue scelte?
Assolutamente sì. Ho sempre creduto in me stessa e sono fiera di quello che ho costruito. Nonostante sia più che felice della mia vita familiare e professionale, continuerò comunque a cercare un lavoro più inerente ai miei studi. La speranza è l’ultima a morire“.

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