Diritto e norma sociale costituiscono, nell’ambito della nostra società, i poli di una dialettica ineliminabile. Nei casi concreti presi singolarmente, i suoi sbocchi appaiono diversificati. Vi sono molti fattori possibili con possibilità di influenza. Tra questi troviamo sicuramente la natura, oltre che l’entità degli interessi posti in discussione dalla controversia e, naturalmente, il potere detenuto dai gruppi sociali. E’ proprio all’interno di questo quadro che si colloca la problematica relativa alla devianza dei cosiddetti colletti bianchi e, di conseguenza, Edwin Sutherland.

Sutherland e i colletti bianchi

Non tutti i comportamenti devianti si collocano sullo stesso piano tra i diversi gruppi sociali. Si può notare come ogni gruppo produce un particolare tipo di comportamento deviante. Se questo, oggi, appare quasi ovvio, non lo era fino alla prima metà dello scorso secolo. All’epoca il concetto di devianza coincideva con quello di criminalità e questa veniva riscontrata nelle classi inferiori: omicidi, furti, prostituzione, delinquenza giovanile e potremmo andare avanti.

Le statistiche mostravano come questo tipo di reati appartenesse alle classi inferiori. Contavano le registrazioni di quanto succedeva tra tribunali e posti di polizia. In questo tipo di contesto storico si inserì Edwin Sutherland. Con un saggio quale giungeva a sostenere l’esistenza di un tipo di devianza che era attribuibile alle persone rispettabili, in possesso di uno status socio professionale alto, col colletto pulito e, di conseguenza, bianco.

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L’autore affermò in “White Collar Criminality” che questo tipo di violazioni erano “commesse da persone rispettabili, in possesso di alto status sociale, nell’espletamento dei loro ruoli professionali”. Si prendevano in in esame, particolarmente, il mondo degli affari e quello della medicina. Per il primo contavano manipolazioni di borsa, fasi in diritto finanziario, corruzione di pubblici ufficiali, agevolazioni nella legislazione, truffe pubblicitarie. Per il secondo vendita prodotti proibiti, aborto, cure a criminali latitanti, falsi referti, divisione di parcelle tra colleghi.

Caratteristiche dei colletti bianchi

La situazione è quella in cui il deviante sfrutta le proprie conoscenze professionali per raggiungere un traguardo contrario alla sua deontologia professionale. Per Sutherland “white collar crime is real crime”. È un tipo di devianza vera e, questo, per tre ordini di motivi decisi.

Dal punto di vista giuridico e sociale si tratta di comportamenti proibiti da disposizioni giuridiche ben precise e contravvengono alle aspettative sociali condivise. Sotto l’aspetto economico sottraggono ricchezza alla collettività. Ultimo, ma non ultimo, dal punto di vista etico la devianza dei colletti bianchi si realizza alle spalle e ai danni di vittime impotenti come piccoli risparmiatori, consumatori e individui in stato di necessità. Sutherland non si fermò al saggio e, nel 1950 scrisse il libro “White Collar Crime” nel quale delineava la storia di 70 corporations americane, tutte oggetto di procedimenti penali o civili. In questo libro si manteneva la definizione di devianza dei colletti bianchi come: “a crime committed by a person of respectability and high social status in the course of his occupation”.

Comportamento appreso

Possiamo trovare alcuni punti significativi della teoria di Sutherland. Il primo è che il comportamento criminale viene appreso, in particolare, attraverso l’interazione con altre persone durante il processo di comunicazione. L’apprendimento del comportamento criminale si verifica, in gran parte, in gruppi personali affiatati. Questo comprende tecniche idonee alla commissione di un crimine (semplici o complesse a seconda dei casi); motivi, atteggiamenti, razionalizzazioni ed iniziativa; queste direzioni sono apprese attraverso definizioni favorevoli o meno di codici legali. Da ciò deriva che la persona diventa delinquente nel momento in cui le definizioni favorevoli alla violazione della legge sono maggiori di quelle sfavorevoli.

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Le associazioni possono variare in frequenza, durata, priorità e intensità. L’apprendimento del comportamento criminale lo possiamo definire come un processo nel quale sono implicati tutti quei meccanismi insiti in qualsiasi altro comportamento. Probabilmente il pregio più importante della teoria di Sutherland è che ha permesso di scardinare quella relazione quasi sistematica tra devianza e povertà.

Provocare un mutamento sociale

Da Sutherland in poi a questo tipo di categoria è spettato un successo importante con interi volumi dedicati. Alcuni limiti, però, possono essere evidenziati su una teoria elaborata con scarso rigore concettuale. Sutherland aveva l’obiettivo principale di provocare un mutamento sociale, traguardo che è stato raggiunto.

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L’autore aveva l’intento di cambiare il pensiero dominante. Ad esempio, trovare un medico che aveva rubato, non rappresentava solo un reato, ma anche motivo di scandalo, un declassamento, proprio perché aveva compiuto un comportamento deviante non appartenente al suo status sociale. Se da un lato viene valutata negativamente una rapina, magari anche con omicidio, dall’altro lato si è portati a considerare negativa anche un’evasione fiscale senza che ci siano morti.

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