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	<description>Fatti sociali, Sociologia, Informazione</description>
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		<title>&#8220;Gamer society&#8221;: un testo base per la Sociologia del videogame</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 08:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
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		<category><![CDATA[sociologia dei videogiochi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il videogioco non è più – se mai lo è stato – un semplice passatempo tecnologico. È ambiente sociale, linguaggio culturale, infrastruttura economica, spazio politico. Con Gamer Society. Per una sociologia del videogame (Infinito edizioni, 2025), Emiliano Chirchiano e Alberto Maria De Mascellis propongono un’operazione ancora difficilmente affermata nel panorama italiano: trattare il videogioco non [&#8230;]</p>
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<p>Il videogioco non è più – se mai lo è stato – un semplice passatempo tecnologico. È ambiente sociale, linguaggio culturale, infrastruttura economica, spazio politico. Con <em>Gamer Society. Per una sociologia del videogame</em> (Infinito edizioni, 2025), Emiliano Chirchiano e Alberto Maria De Mascellis propongono un’operazione ancora difficilmente affermata nel panorama italiano: trattare il videogioco non come oggetto marginale di costume, ma come fenomeno strutturale fondamentale della contemporaneità. Ma vediamo in dettaglio tutto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un medium neotenico</h2>



<p>Fin dalle prime pagine, gli autori introducono un concetto chiave: la “neotenia mediologica”. Il videogioco, pur avendo oltre sessant’anni di storia, continua a presentarsi come medium giovane, in continua trasformazione. Questa apparente perenne novità non è immaturità, ma tratto strutturale: <strong>il videogioco si rinnova perché è intrecciato a doppio filo con l’innovazione tecnologica e con la mutazione delle forme narrative.</strong> La forza del libro sta proprio qui: non si limita a raccontare una storia dell’industria, ma legge l’evoluzione tecnica come trasformazione culturale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle origini militari alla cultura pop globale</h2>



<p>La ricostruzione storica occupa una parte consistente del volume, comprensibile dalla formazione e gli studi mediologici degli autori. Dalle prime sperimentazioni degli anni Cinquanta ai legami con l’industria militare, fino alla stagione arcade e alla rivoluzione domestica di Atari e Nintendo, il videogioco viene collocato dentro un più ampio processo di trasferimento tecnologico e rimediazione (Bolter e Grusin, 2005).</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-1024x683.jpg" alt="libri sui videogiochi controller play station" class="wp-image-15321" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-1024x683.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-300x200.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-768x512.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-1536x1025.jpg 1536w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-696x464.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-1068x712.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station-630x420.jpg 630w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/07/libri-sui-videogiochi-controller-play-station.jpg 1619w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://sociologicamente.it/i-migliori-libri-sui-videogiochi-consigliati-dalla-redazione/" type="link" id="https://sociologicamente.it/i-migliori-libri-sui-videogiochi-consigliati-dalla-redazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">I migliori libri sui videogiochi e le scienze umane e sociali consigliati dalla redazione</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Particolarmente interessante è il modo in cui gli autori mostrano la continuità tra tecnologie belliche, simulatori e sviluppo ludico. <strong>Non si tratta di un dettaglio tecnico: è un’indicazione sociologica.</strong> Il videogioco nasce dentro apparati di controllo e simulazione e progressivamente si trasforma in dispositivo di massa.</p>



<p>Allo stesso modo, la sezione dedicata all’ascesa del Giappone – da Space Invaders a Super Mario Bros. – non è una semplice celebrazione nostalgica, ma un’analisi dei processi di ibridazione culturale. Il successo globale dei videogiochi giapponesi viene letto come fenomeno di transculturalità: elementi locali che diventano universali senza perdere specificità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il videogioco come ambiente di socializzazione</h2>



<p>Uno dei contributi più solidi del libro riguarda la dimensione comunitaria. Riprendendo McLuhan, Jenkins e le teorie della cultura partecipativa, Gamer Society insiste su un punto decisivo: <strong>il videogioco è un medium ad alta partecipazione.</strong></p>



<p>Non è solo fruizione, ma co-costruzione. Le community online, il modding, il lore condiviso, le dinamiche multiplayer trasformano il giocatore in agente attivo. In questo senso, <strong>il videogioco diventa spazio di ri-tribalizzazione digitale</strong>: nuove comunità si formano non attorno alla prossimità fisica, ma attorno a pratiche ludiche condivise. Il gamer non è più una figura marginale o caricaturale, ma un attore culturale inserito in reti globali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Etica, economia, conflitto</h2>



<p>Il libro non si sottrae ai nodi problematici. Ampio spazio è dedicato a monetizzazione e free-to-play, modelli economici platform-based, dinamiche competitive e META, rappresentazione di genere, violenza e devianza. Particolarmente interessante è il <strong>parallelo/gioco di parole tra etica protestante e spirito del free-to-play</strong>: la logica della performance, dell’accumulazione e dell’ottimizzazione viene letta come traduzione ludica di valori tipici del capitalismo contemporaneo.</p>



<p>Qui il testo si fa più critico: <strong>il videogioco non è solo spazio creativo, ma anche laboratorio di nuove forme di lavoro leggero e sfruttamento invisibile.</strong> Le economie interne ai giochi e le logiche di engagement permanente sollevano interrogativi che vanno oltre il settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Macchina dell’Empatia</h2>



<p>Una delle sezioni più suggestive è quella dedicata alla possibilità di un videogioco come “Macchina dell’Empatia”. Attraverso l’analisi di autori come Kojima e l’idea di conscious gaming, il libro esplora la capacità del medium di affrontare temi sociali complessi e di produrre riflessione etica.</p>



<p>Qui emerge un punto cruciale: il videogioco può sospendere le regole del reale, ma non è mai neutrale. Anche negli spazi simulati si giocano partite culturali decisive. Valori, ideologie, conflitti trovano nel medium una forma narrativa e interattiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un manuale introduttivo necessario?</h2>



<p>Va chiarito un punto: <strong>Gamer Society è, dichiaratamente, un manuale introduttivo.</strong> E proprio in questa sua natura risiede uno dei suoi principali punti di forza. L’ampiezza dei temi trattati – dalla genealogia tecnologica alle community online, dall’etica del free-to-play alle questioni di genere, fino all’intelligenza artificiale – non ambisce alla specializzazione estrema, ma alla <strong>costruzione di una mappa orientativa solida e coerente.</strong></p>


<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro.png"><img decoding="async" width="1024" height="663" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-1024x663.png" alt="homo ludens libro" class="wp-image-18786" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-1024x663.png 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-300x194.png 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-768x497.png 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-1536x994.png 1536w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-696x450.png 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-1068x691.png 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro-649x420.png 649w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-libro.png 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://sociologicamente.it/il-pianeta-dellhomo-ludens-consiglidilettura/" type="link" id="https://sociologicamente.it/il-pianeta-dellhomo-ludens-consiglidilettura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Approfondisci la tematica con questo altro articolo dedicato a un testo sull&#8217;argomento</a></figcaption></figure>
</div>


<p>In un contesto accademico italiano in cui la sociologia del videogioco fatica ancora a trovare uno spazio sistematico nei percorsi universitari, un testo di questo tipo svolge una funzione fondamentale: fornisce coordinate teoriche, riferimenti bibliografici, cornici interpretative.<strong> È uno strumento di accesso, non un esercizio di iper-specializzazione.</strong></p>



<p>La scelta di mantenere un equilibrio tra densità teorica e chiarezza espositiva rende il volume adatto tanto a studenti e studiosi in formazione quanto a lettori interessati a comprendere il fenomeno senza perdersi in tecnicismi settoriali. In questo senso, Gamer Society colma un vuoto: non pretende di esaurire il campo, ma di renderlo praticabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché leggerlo oggi</h2>



<p>Nel 2025 il videogioco è una delle principali industrie culturali globali, supera per fatturato cinema e musica, struttura comunità transnazionali e influenza linguaggi, estetiche e immaginari. Ignorarlo significherebbe non comprendere la società contemporanea.</p>



<p>Gamer Society offre strumenti per leggere questo scenario senza moralismi e senza entusiasmi ingenui. Non demonizza il medium, ma nemmeno lo idealizza. Lo tratta per quello che è diventato: un dispositivo culturale totale.</p>



<p>E forse è proprio questa la sua tesi più forte: se vogliamo capire le trasformazioni dell’identità, del lavoro, della politica e della socialità digitale, dobbiamo passare anche dal controller.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Bittanti, M<strong>.</strong> (a cura di) (2017). <em>Machinima. Dal videogioco alla videoarte</em>. Milano: Mimesis Edizioni.</li>



<li>Bolter, J. D., &amp; Grusin, R. (2005). <em>Remediation: Competizione e integrazione tra media vecchi e nuovi</em>. Milano: Guerini e Associati.</li>



<li>Huizinga, J. (1967). <em>Homo ludens</em>. Milano: Il Saggiatore.</li>



<li>Jenkins, H. (2007). <em>Cultura convergente. Quando i media si mescolano e il pubblico conta</em> (it. trad. di <em>Convergence Culture</em>). Milano: Apogeo.</li>



<li>McLuhan, M. (1967). <em>Gli strumenti del comunicare</em>. Milano: Il Saggiatore.</li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;La religione degli intellettuali&#8221;, il nuovo testo di Cipriani</title>
		<link>https://sociologicamente.it/la-religione-degli-intellettuali-il-nuovo-testo-di-cipriani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 00:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il rapporto tra intellettuali e religione è tornato a occupare uno spazio ambiguo nel dibattito culturale: non più centrale come in passato, ma neppure del tutto marginale. È proprio questa zona grigia che il libro di Roberto Cipriani La religione degli intellettuali, Ardigò, Del Noce, Ferrarotti, Vinay prova a esplorare, interrogandosi su [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/la-religione-degli-intellettuali-il-nuovo-testo-di-cipriani/">&#8220;La religione degli intellettuali&#8221;, il nuovo testo di Cipriani</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli ultimi anni il rapporto tra intellettuali e religione è tornato a occupare uno spazio ambiguo nel dibattito culturale: non più centrale come in passato, ma neppure del tutto marginale. È proprio questa zona grigia che il libro di <a href="https://amzn.to/3ZtejRG" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roberto Cipriani <em>La religione degli intellettuali</em>, <em>Ardigò, Del Noce, Ferrarotti, Vinay</em></a> prova a esplorare, interrogandosi su come il pensiero critico continui a confrontarsi con il sacro in una società che si definisce secolarizzata. <strong>Culmine di una ricerca durata oltre 50 anni, il testo si presenta come una vera fonte enciclopedica sull&#8217;argomento.</strong></p>



<p>Il testo non propone una difesa della religione né una critica militante delle istituzioni ecclesiastiche. <strong>Adotta piuttosto uno sguardo sociologico che mette al centro gli intellettuali come figure simboliche: </strong>soggetti spesso distanti dalla fede confessionale, ma ancora attraversati da domande di senso, inquietudini morali e tensioni che rimandano a una dimensione propriamente religiosa, seppur trasformata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi dell’impegno come punto di partenza</h2>



<p>Uno degli aspetti più convincenti del libro è il modo in cui la riflessione sulla religione degli intellettuali viene collocata all’interno di un preciso contesto storico. La crisi dell’impegno, che emerge con forza a partire dalla fine degli anni Settanta, non viene letta semplicemente come un declino del ruolo pubblico degli intellettuali, ma come una trasformazione delle modalità attraverso cui il pensiero critico si rapporta alla società.</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/01/robertocipriani.jpg"><img decoding="async" width="766" height="389" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/01/robertocipriani.jpg" alt="Roberto_Cipriani_professore religione religiosità sociologicamente" class="wp-image-12026" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/01/robertocipriani.jpg 766w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/01/robertocipriani-300x152.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/01/robertocipriani-696x353.jpg 696w" sizes="(max-width: 766px) 100vw, 766px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">approfondisci con <a href="https://sociologicamente.it/intervista-a-roberto-cipriani-la-prospettiva-della-sociologia-della-religione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Intervista a Roberto Cipriani: la prospettiva della sociologia della religione&#8221;</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Venuto meno il legame diretto con la politica e con i grandi progetti collettivi, l’intellettuale perde centralità ma non funzione. Al contrario, si ritrova in una posizione più fragile e meno riconosciuta, nella quale riemerge con maggiore evidenza una domanda che la modernità non riesce a neutralizzare del tutto: quella sul senso dell’agire umano e sul destino della storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La religione come tensione simbolica, non come appartenenza</h2>



<p>In questo contesto, il libro propone una ridefinizione netta della nozione di religione. Parlare di religione degli intellettuali non significa attribuire loro una fede nascosta o una forma mascherata di appartenenza confessionale. Significa, piuttosto,<strong> riconoscere l’esistenza di una tensione simbolica persistente</strong>, che attraversa il pensiero critico anche quando esso si dichiara esplicitamente laico.</p>



<p>Molti degli intellettuali presi in esame nel volume mantengono una distanza critica dalle istituzioni religiose, ma proprio questa distanza consente loro di continuare a interrogarsi su temi che restano strutturalmente religiosi: il problema del male, il limite dell’umano, la responsabilità morale, il senso della storia. La religione, così intesa, non è un insieme di risposte, ma una grammatica della domanda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intellettuali e spazio pubblico nella società secolarizzata</h2>



<p>Il libro insiste su un punto spesso trascurato nel dibattito contemporaneo: il ruolo degli intellettuali nello spazio pubblico non coincide con la produzione di soluzioni o con l’offerta di visioni pacificate. La loro funzione è piuttosto quella di mantenere aperti i problemi, di resistere alla semplificazione, di sottrarsi alla chiusura ideologica.</p>



<p>In questo senso, la dimensione religiosa del pensiero critico si manifesta come rifiuto delle risposte definitive. <strong>L’intellettuale diventa una figura liminale</strong>, sospesa tra appartenenza e distanza, capace di mettere in discussione tanto le istituzioni religiose quanto le ideologie secolari. È una posizione scomoda, spesso marginale, ma socialmente necessaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il rapporto con la Chiesa come conflitto simbolico</h2>



<p>Particolare attenzione viene riservata al rapporto tra intellettuali e Chiesa, intesa non solo come istituzione religiosa, ma come soggetto storicamente investito di un’autorità sul senso. Il confronto che emerge dal libro non è riducibile a una logica di adesione o di opposizione. Si tratta piuttosto di un conflitto simbolico strutturale, che riguarda il diritto di interpretare il mondo e di offrire cornici di significato condivise.</p>



<p>L’intellettuale, in quanto figura critica, mette costantemente in tensione questa pretesa di autorità. Non per <strong>sostituirla con un’altra forma di dogmatismo</strong>, ma per mantenerla aperta alla problematizzazione. È in questa dialettica che prende forma una religione senza dogma, una religiosità che si esprime attraverso il dubbio e la responsabilità simbolica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre la dicotomia tra sacro e profano</h2>



<p>Una delle tesi di fondo che attraversano <em>La religione degli intellettuali</em> è il superamento della tradizionale opposizione tra sacro e profano. <strong>La secolarizzazione non coincide con la scomparsa della religione</strong>, ma con la trasformazione delle sue forme. Il sacro non domina più lo spazio pubblico, ma continua a circolare in modo diffuso, sotto forma di etica, impegno morale, attenzione per il fragile e per il limite.</p>



<p>In questo scenario, gli intellettuali appaiono come luoghi di condensazione simbolica. Anche quando rifiutano ogni riferimento esplicito alla religione, continuano a confrontarsi con ciò che eccede il calcolo, l’efficienza, la tecnica. Il libro mostra come questa dimensione non sia residuale, ma centrale per comprendere la cultura contemporanea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché questo libro parla ancora al presente</h2>



<p><em>La religione degli intellettuali</em> non è un testo da leggere come semplice ricostruzione storica, ma come uno strumento interpretativo del presente. La sua forza sta nel mostrare come la domanda di senso non possa essere espulsa dallo spazio pubblico e come il pensiero critico continui a svolgere una funzione insostituibile, anche quando appare isolato e privo di riconoscimento.</p>



<p>In un’epoca segnata dalla semplificazione e dalla polarizzazione, <strong>il libro suggerisce che l’inquietudine non è una debolezza del pensiero, ma una risorsa sociale</strong>. Se esiste ancora una religione degli intellettuali, essa coincide con la responsabilità di non smettere di interrogare il senso, anche quando questo significa restare in una posizione scomoda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Bauman, Z. (2000). <em>La modernità liquida</em>. Roma-Bari: Laterza.</li>



<li>Berger, P. L. (1969). <em>La sacra volta. Elementi per una teoria sociologica della religione</em>. Milano: SugarCo.</li>



<li>Berger, P. L. (2014). <em>I molti altari della modernità</em>. Bologna: Il Mulino.</li>



<li>Goffman, E. (1969). <em>La vita quotidiana come rappresentazione</em>. Bologna: Il Mulino.</li>



<li>Habermas, J. (2005). <em>Tra scienza e fede</em>. Roma-Bari: Laterza.</li>



<li>Luckmann, T. (1973). <em>La religione invisibile</em>. Bologna: Il Mulino.</li>



<li>Simmel, G. (2011). <em>Sociologia</em>. Milano: Edizioni di Comunità. (Opera originale pubblicata nel 1908)</li>



<li>Taylor, C. (2009). <em>L’età secolare</em>. Milano: Feltrinelli.</li>



<li>Weber, M. (2012). <em>Sociologia della religione</em>. Milano: Edizioni di Comunità.</li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/la-religione-degli-intellettuali-il-nuovo-testo-di-cipriani/">&#8220;La religione degli intellettuali&#8221;, il nuovo testo di Cipriani</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Luiz Valério P. Trindade: una sociologia del discorso d’odio online</title>
		<link>https://sociologicamente.it/luiz-valerio-p-trindade-una-sociologia-del-discorso-dodio-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 08:09:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[social media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il discorso d’odio online è entrato stabilmente nel lessico pubblico come uno dei tratti più problematici della comunicazione contemporanea. Viene spesso descritto come una deriva improvvisa del linguaggio, favorita dai social media e dall’assenza di filtri. In Fruste digitali. Discorsi d’odio e razzismo: i social media per educare e punire, Luiz Valério P. Trindade prende [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/luiz-valerio-p-trindade-una-sociologia-del-discorso-dodio-online/">Luiz Valério P. Trindade: una sociologia del discorso d’odio online</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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<p>Il discorso d’odio online è entrato stabilmente nel lessico pubblico come uno dei tratti più problematici della comunicazione contemporanea. Viene spesso descritto come una deriva improvvisa del linguaggio, favorita dai social media e dall’assenza di filtri. In <em>Fruste digitali. Discorsi d’odio e razzismo: i social media per educare e punire</em>, <strong>Luiz Valério P. Trindade</strong> prende le distanze da questa lettura riduttiva e propone un’analisi sociologica che restituisce profondità storica e densità politica al fenomeno. L’odio che circola nelle piattaforme digitali, sostiene Trindade, non nasce con il web, ma trova nel digitale un ambiente capace di renderlo più visibile, più reiterato e, soprattutto, più normalizzato.</p>



<p>Il libro si colloca così oltre le spiegazioni emergenziali e moralistiche. I social media non vengono trattati come la causa del razzismo online, ma come uno spazio in cui <strong>gerarchie simboliche già esistenti</strong> vengono rimesse in circolazione con maggiore efficacia. In questa prospettiva, il discorso d’odio non è soltanto un problema di linguaggio o di educazione civica, ma una pratica sociale che produce effetti concreti: delimita confini, assegna ruoli, segnala chi può esporsi senza conseguenze e chi, invece, paga un prezzo per la propria visibilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La normalizzazione dell’odio nello spazio digitale</h2>



<p>Uno degli snodi più rilevanti dell’analisi di <strong>Trindade</strong> riguarda il processo di normalizzazione. L’odio online non si manifesta soltanto attraverso insulti diretti o attacchi espliciti, ma prende forma in una miriade di espressioni quotidiane: commenti svalutanti, ironie ricorrenti, allusioni che sembrano innocue. È proprio questa dimensione ordinaria a renderlo socialmente efficace. Quando la violenza simbolica diventa prevedibile e ripetuta, smette di apparire come un’eccezione e comincia a funzionare come una regola implicita della comunicazione pubblica.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_.jpg"><img decoding="async" width="739" height="1024" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-739x1024.jpg" alt="trindade libro fruste digitali" class="wp-image-18847" style="width:476px;height:auto" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-739x1024.jpg 739w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-217x300.jpg 217w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-768x1064.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-1109x1536.jpg 1109w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-696x964.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-1068x1479.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_-303x420.jpg 303w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/Fruste-ditigali_cover_con-contorno_.jpg 1444w" sizes="(max-width: 739px) 100vw, 739px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/48LLVOY">RECUPERA IL TESTO QUI</a></figcaption></figure>
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<p>Nel lavoro di Trindade, le piattaforme digitali emergono come spazi di apprendimento sociale, in cui si interiorizzano limiti e gerarchie. Non perché “insegnino” esplicitamente l’odio, ma perché rendono accettabile un certo registro comunicativo. La rapidità delle interazioni, la ricerca di visibilità e la logica della reazione immediata abbassano il costo sociale del dire, contribuendo a rendere l’aggressività una possibilità ordinaria dell’interazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ironia e ambiguità come dispositivi di potere per Trindade</h2>



<p>Un passaggio particolarmente incisivo del libro riguarda l’analisi delle forme ambigue del razzismo online. <strong>Trindade</strong> mostra come l’ironia e l’umorismo funzionino spesso da schermo protettivo per contenuti discriminatori. La battuta consente di dire molto senza esporsi completamente, lasciando sempre aperta la possibilità di ritirarsi dietro l’idea dello scherzo.</p>



<p>Questa ambiguità produce un evidente squilibrio comunicativo. Chi parla può sempre negare l’intenzionalità offensiva, mentre chi subisce l’attacco deve scegliere se tacere o esporsi a una nuova delegittimazione. In questo senso, il discorso d’odio non colpisce solo per ciò che dice, ma per ciò che rende difficile dire in risposta. L’odio agisce così come una <strong>tecnica di silenziamento</strong>, riducendo lo spazio di parola per alcuni soggetti e rendendo più costosa la loro partecipazione allo spazio pubblico digitale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi viene colpito: una lettura intersezionale</h2>



<p>Uno degli aspetti più solidi di <em>Fruste digitali</em> è l’attenzione a chi diventa bersaglio del discorso d’odio online. L’analisi proposta da <strong>Trindade</strong> mostra con chiarezza che l’odio non si distribuisce in modo casuale. Alcuni gruppi risultano strutturalmente più esposti, in particolare le donne nere, collocate all’intersezione tra razzializzazione, genere e visibilità sociale.</p>



<p>L’approccio intersezionale consente di comprendere perché proprio queste soggettività diventino obiettivi ricorrenti. L’odio online segue linee di potere già tracciate nella società offline e tende a colpire chi occupa posizioni sociali più fragili. Il digitale, in questo senso, non livella le disuguaglianze, ma spesso le accentua, trasformando la visibilità in una forma di esposizione e, talvolta, di punizione simbolica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia che continua nel presente</h2>



<p>Un ulteriore elemento di forza del libro di <strong>Luiz Valério P. Trindade</strong> è il continuo rimando alla dimensione storica. Il discorso d’odio online viene messo in relazione con l’eredità del colonialismo, dello schiavismo e della costruzione della bianchezza, mostrando come molte delle rappresentazioni che oggi circolano sui social abbiano radici profonde. Il digitale non cancella il passato, ma lo riattiva sotto nuove forme.</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online.png"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-1024x576.png" alt="iscorsi d'odio sui social online" class="wp-image-14575" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-1024x576.png 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-300x169.png 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-768x432.png 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-1536x864.png 1536w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-696x392.png 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-1068x601.png 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online-747x420.png 747w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2023/02/discorsi-dodio-sui-social-online.png 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://sociologicamente.it/?s=TRINDADE" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leggi gli altri articoli che Trindade ha scritto su sociologicamente.it <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></a></figcaption></figure>
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<p>In questa prospettiva, i social media possono essere letti come spazi di esposizione pubblica in cui la punizione non è fisica, ma simbolica; non è centralizzata, ma diffusa; non è imposta dall’alto, ma praticata collettivamente. L’odio educa implicitamente, perché segnala i confini del dicibile e contribuisce a riprodurre un ordine sociale che appare naturale solo perché è storicamente sedimentato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contributo di Trindade al dibattito contemporaneo</h2>



<p>Il valore di <em>Fruste digitali</em> sta nella capacità di sottrarre il discorso d’odio online alla banalità con cui spesso viene trattato. <strong>Trindade</strong> non propone soluzioni rapide né scorciatoie normative, ma strumenti concettuali per comprendere un fenomeno complesso, che attraversa comunicazione, storia e potere.</p>



<p>In un contesto in cui l’assuefazione al linguaggio violento rischia di diventare la norma, il contributo di <strong>Luiz Valério P. Trindade</strong> offre una chiave di lettura preziosa per riconoscere l’odio per ciò che è: non un rumore inevitabile del web, ma una pratica sociale che può essere analizzata, problematizzata e, proprio per questo, messa in discussione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Crenshaw, K. (1991). <em>Mapping the margins: Intersectionality, identity politics, and violence against women of color</em>. Stanford Law Review, 43(6), 1241–1299.</li>



<li>Giomi, E. (2025). Prefazione. In L. V. P. Trindade, <em>Fruste digitali. Discorsi d’odio e razzismo: i social media per educare e punire</em>. Capovolte.</li>



<li>Nicita, A. (2025). <em>Nell’età dell’odio</em>. Bologna: Il Mulino.</li>



<li>Pérez, R. (2017). Racism without hatred? Racist humor and the myth of colorblindness. <em>Sociological Perspectives</em>, 60(5), 956–974.</li>



<li>Sue, D. W., Capodilupo, C. M., Torino, G. C., et al. (2007). Racial microaggressions in everyday life. <em>American Psychologist</em>, 62(4), 271–286.</li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
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		<title>Il Pianeta dell’Homo Ludens #consiglidilettura</title>
		<link>https://sociologicamente.it/il-pianeta-dellhomo-ludens-consiglidilettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 00:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia dei media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gioco, oggi, non è un altrove spensierato: è un dispositivo culturale, un motore di immaginazione e un laboratorio cognitivo. La letteratura sociologica negli ultimi anni si sta ampliando molto su questo tema, eppure, un manuale, un testo che sia utile a inquadrare il fenomeno e rimanere aggiornato è cosa difficile da trovare. Devono esserci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il gioco, oggi, non è un altrove spensierato: è un <strong>dispositivo culturale</strong>, un motore di immaginazione e un laboratorio cognitivo. La letteratura sociologica negli ultimi anni si sta ampliando molto su questo tema, eppure, un manuale, un testo che sia utile a inquadrare il fenomeno e rimanere aggiornato è cosa difficile da trovare. Devono esserci libri che non si devono limitare a raccogliere saggi: devono aprire percorsi, e<strong> <em>Il Pianeta dell’Homo Ludens</em>, volume curato da Somma, Pellegrini e Fattori,</strong> appartiene a questa categoria secondo chi scrive. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pianeta-dellhomo-ludens-libro-copertina.jpg"><img decoding="async" width="656" height="1000" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pianeta-dellhomo-ludens-libro-copertina.jpg" alt="il pianeta dell'homo ludens libro copertina" class="wp-image-18782" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pianeta-dellhomo-ludens-libro-copertina.jpg 656w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pianeta-dellhomo-ludens-libro-copertina-197x300.jpg 197w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/il-pianeta-dellhomo-ludens-libro-copertina-276x420.jpg 276w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/4qcwKpp" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recupera il testo qui</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Il testo si legge come un viaggio che attraversa mondi differenti – scuole di magia, terre sconosciute, deserti post-apocalittici, archivi instabili e relazioni altre – ma che interroga il nostro modo di abitare il presente, e soprattutto, lo racconta con una cura collettiva: diversi autori, diversi stili, ma una stessa direzione. È come se il volume, nel suo insieme, raccontasse una stessa storia da angolazioni diverse: quella di individui che imparano, scelgono, falliscono, si legano agli altri e immaginano il futuro <strong>dentro ambienti simulativi che non funzionano come evasione, ma come addestramento simbolico alla realtà</strong>. Proviamo a dare uno sguardo al testo&#8230; ma senza troppi spoiler.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Homo Ludens: tra pianeti e ambienti</h2>



<p>C’è un momento, entrando nei mondi videoludici analizzati in <em>Il Pianeta dell’Homo Ludens</em>, in cui ci si accorge che il gioco non è più una parentesi dell’esperienza, ma una sua forma strutturante. Non perché tutto sia diventato “ludico” in senso superficiale, ma perché il gioco si è trasformato in un <strong>dispositivo di mediazione tra soggetto, sapere e mondo</strong>.</p>



<p>Nei mondi videoludici, l’apprendimento non è mai trasmissivo. Non c’è una verità che viene spiegata: c’è un problema che chiede di essere affrontato. Si impara facendo, tentando, sbagliando. Questa logica, che richiama da vicino il metodo delle congetture e confutazioni, non è solo una struttura di gameplay, ma una metafora potente del modo in cui oggi costruiamo conoscenza in contesti complessi e instabili. Il sapere non è più un capitale da accumulare, ma una competenza situata, sempre esposta al rischio dell’errore.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-1.jpg"><img decoding="async" width="525" height="776" data-id="18785" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-1.jpg" alt="" class="wp-image-18785" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-1.jpg 525w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-1-203x300.jpg 203w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-1-284x420.jpg 284w" sizes="(max-width: 525px) 100vw, 525px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-2.jpg"><img decoding="async" width="517" height="801" data-id="18784" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-2.jpg" alt="" class="wp-image-18784" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-2.jpg 517w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-2-194x300.jpg 194w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homo-ludens-pianeta-2-271x420.jpg 271w" sizes="(max-width: 517px) 100vw, 517px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homu-ludens-pianeta-3.jpg"><img decoding="async" width="507" height="374" data-id="18783" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homu-ludens-pianeta-3.jpg" alt="" class="wp-image-18783" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homu-ludens-pianeta-3.jpg 507w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homu-ludens-pianeta-3-300x221.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/12/homu-ludens-pianeta-3-80x60.jpg 80w" sizes="(max-width: 507px) 100vw, 507px" /></a></figure>
</figure>



<p>In questo senso, i mondi di gioco funzionano come <strong>ambienti epistemici</strong>: spazi che insegnano non tanto dei contenuti, quanto un modo di stare nel mondo. Scalare una montagna, esplorare una scuola labirintica, combinare oggetti per costruire strumenti improbabili non sono semplici azioni ludiche; sono esercizi di orientamento cognitivo. Il giocatore impara a leggere segnali, a valutare limiti, a riconoscere possibilità. Impara, soprattutto, che il mondo risponde alle azioni, ma non sempre come previsto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La costruzione dell&#8217;identità relazionale dell&#8217;Homo Ludens</h2>



<p><strong>Questa dimensione attiva dell’esperienza si riflette direttamente sulla costruzione dell’identità.</strong> Nei giochi – e nei mondi narrativi che con essi dialogano – il soggetto non è mai dato una volta per tutte. È un <em>sé in prova</em>, che si definisce attraverso le scelte, le traiettorie percorse, le relazioni attivate. L’identità diventa così processuale, performativa, continuamente riscritta. Non è difficile riconoscere, in questa dinamica, un tratto tipico della modernità avanzata: l’individuo come progetto aperto, costretto a negoziare costantemente il proprio posto nel mondo.</p>



<p><strong>Anche le relazioni, in questi universi, non sono semplici sfondi narrativi. </strong>Famiglie, amicizie, comunità emergono come sistemi fragili, da mantenere, riparare o abbandonare. Le simulazioni della vita quotidiana mostrano con chiarezza come affetti, lavoro e tempo libero siano intrecciati in una logica gestionale che non è poi così lontana da quella reale. Il gioco, qui, diventa uno specchio deformante ma rivelatore delle tensioni sociali contemporanee: il bisogno di controllo, l’ansia della prestazione, la ricerca di equilibrio tra desiderio e norma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comunione tra cinema e altre forme mediali</h2>



<p>Quando, nel testo, il discorso si allarga ai linguaggi transmediali, questa dinamica si fa ancora più evidente. Le storie non si limitano più a essere raccontate: chiedono di essere attraversate. Cinema, serie e videogiochi condividono mondi, personaggi, atmosfere, ma soprattutto pratiche interpretative. L’utente non è più soltanto spettatore o giocatore: è un <strong>abitante temporaneo di universi narrativi</strong>, chiamato a ricostruire senso attraverso frammenti, archivi, scelte morali. La narrazione diventa un territorio da esplorare, non una sequenza da seguire.</p>



<p>È forse nella riflessione sulle catastrofi che il volume raggiunge uno dei suoi punti più intensi. Le apocalissi videoludiche non sono solo spettacoli della distruzione: sono <strong>forme simboliche attraverso cui la società pensa i propri limiti</strong>. La fine del mondo, ripetuta, simulata, giocata, smette di essere un evento definitivo e diventa un ciclo, un loop, un esercizio immaginativo. In questi scenari, la rovina non chiude il discorso, ma lo rilancia: cosa resta dei legami? Che senso ha ricominciare? Chi siamo quando tutto deve essere ricostruito?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gioco come occasione socio-pedagogica</h2>



<p>In questo contesto, il gioco si avvicina pericolosamente alla vita. Le simulazioni strategiche, le narrazioni post-umane, i mondi in cui il rischio è costante mostrano come il confine tra rappresentazione e realtà sia sempre più sottile. La “quarta parete” non viene semplicemente infranta: viene resa porosa. Il giocatore porta con sé, fuori dallo schermo, competenze, immaginari, aspettative. E, allo stesso tempo, il mondo reale assorbe logiche ludiche: metriche, sfide, ranking, performance.</p>



<p>Il filo che tiene insieme queste esperienze è la figura dell’homo ludens contemporaneo: non più colui che gioca per sottrarsi al mondo, ma colui che <strong>usa il gioco per orientarsi dentro un mondo complesso, incerto, spesso opaco</strong>. Il gioco diventa dunque una forma di alfabetizzazione simbolica, una palestra dell’agire sociale, un modo per prendere confidenza con l’errore, con il limite, con la possibilità di ricominciare.</p>



<p>In definitiva, <em>Il Pianeta dell’Homo Ludens</em> non offre una teoria unitaria del videogioco, e forse è proprio questo il suo punto di forza. Propone invece una costellazione di sguardi che, intrecciandosi, raccontano una trasformazione più ampia: quella di una società che ha imparato a pensarsi, sempre più spesso, <strong>attraverso il linguaggio del gioco</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Bauman, Z. (2000). <em>Liquid modernity</em>. Polity Press.</li>



<li>Bogost, I. (2007). <em>Persuasive games: The expressive power of videogames</em>. MIT Press.</li>



<li>Goffman, E. (1959). <em>The presentation of self in everyday life</em>. Anchor Books.</li>



<li>Huizinga, J. (1949). <em>Homo ludens: A study of the play-element in culture</em>. Routledge.</li>



<li>Jenkins, H. (2006). <em>Convergence culture: Where old and new media collide</em>. NYU Press.</li>



<li>Popper, K. R. (2009). <em>Conjectures and refutations</em>. Routledge. (Original work published 1963)</li>



<li>Simmel, G. (1908/2011). <em>Sociologia</em>. Edizioni di Comunità.</li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/il-pianeta-dellhomo-ludens-consiglidilettura/">Il Pianeta dell’Homo Ludens #consiglidilettura</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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		<title>I migliori manuali di sociologia consigliati dalla redazione</title>
		<link>https://sociologicamente.it/i-migliori-manuali-di-sociologia-consigliati-dalla-redazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 00:06:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama sociologico attuale i libri dei classici della sociologia la fanno da padrone, eppure, complice l&#8217;uso didattico-universitario, molti di più sono i manuali di sociologia. A tal proposito, come spesso accade, la redazione di sociologicamente.it torna con i suoi #consiglidilettura, una lista di testi da prendere in considerazione. A rigor del vero&#8230; stavolta è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel panorama sociologico attuale i libri dei classici della sociologia la fanno da padrone, eppure, complice l&#8217;uso didattico-universitario, molti di più sono i manuali di sociologia. A tal proposito, come spesso accade, la redazione di sociologicamente.it torna con i suoi <strong>#consiglidilettura</strong>, una lista di testi da prendere in considerazione. A rigor del vero&#8230; stavolta è stata davvero dura scegliere! perciò se hai qualche suggerimento, non mancare di farlo sapere alla redazione e si inserirà il tutto nell&#8217;elenco dei migliori manuali di sociologia. Ma adesso vediamone qualcuno insieme.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due tra i migliori manuali di sociologia della comunicazione</h2>



<p>Il primo manuale di sociologia consigliato è <a href="https://amzn.to/44H45AU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;<strong>Manuale di Sociologia della comunicazione&#8221;  di Marino Livolsi</strong></a>. L&#8217;autore presenta un quadro esaustivo delle tematiche relative al processo di comunicazione, con particolare riferimento a quello veicolato dai mass media. Basato sulle più recenti acquisizioni delle teorie sociologiche, il volume è una guida essenziale alla conoscenza di tutto il sistema comunicativo, dalla natura sociale del linguaggio al rapporto tra comunicazione, testualità e narrazione fino alle modalità produttive dei media e agli effetti del loro grande impatto sulla società.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-5 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/1.jpg"><img decoding="async" width="576" height="1280" data-id="18206" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/1.jpg" alt="migliori manuali di sociologia" class="wp-image-18206" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/1.jpg 576w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/1-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/1-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/1-189x420.jpg 189w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/2.jpg"><img decoding="async" width="720" height="1280" data-id="18207" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/2.jpg" alt="migliori manuali di sociologia" class="wp-image-18207" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/2.jpg 720w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/2-169x300.jpg 169w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/2-576x1024.jpg 576w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/2-696x1237.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/2-236x420.jpg 236w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/3.jpg"><img decoding="async" width="720" height="1280" data-id="18210" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/3.jpg" alt="" class="wp-image-18210" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/3.jpg 720w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/3-169x300.jpg 169w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/3-576x1024.jpg 576w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/3-696x1237.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/3-236x420.jpg 236w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/4.jpg"><img decoding="async" width="720" height="1280" data-id="18209" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/4.jpg" alt="" class="wp-image-18209" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/4.jpg 720w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/4-169x300.jpg 169w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/4-576x1024.jpg 576w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/4-696x1237.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/4-236x420.jpg 236w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5.jpg"><img decoding="async" width="855" height="1280" data-id="18208" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5.jpg" alt="" class="wp-image-18208" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5.jpg 855w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5-200x300.jpg 200w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5-684x1024.jpg 684w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5-768x1150.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5-696x1042.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/5-281x420.jpg 281w" sizes="(max-width: 855px) 100vw, 855px" /></a></figure>
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<p>Il secondo manuale consigliato dalla redazione è &#8220;<a href="https://amzn.to/4lBWDwF" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Sociologia delle comunicazioni di massa&#8221; di Renato Stella.</strong></a> Per l&#8217;autore uno degli obiettivi del testo è imparare le grammatiche che stanno dietro i meccanismi con cui si produce l&#8217;informazione della stampa o dei tg; oppure essere avvertiti delle regole che danno o tolgono capacità persuasiva alle campagne pubblicitarie e sociali; o infine capire come alcune persone che compaiono in tv o al cinema divengano modelli di comportamento per molte altre. Per raggiungerlo vengono toccati i principali ambiti teorici ed empirici di discussione dei media studies, esplorando il lungo cammino che dalle interpretazioni comportamentiste degli anni Cinquanta giunge fino agli approcci culturalisti contemporanei. Utilizzando una strumentazione didattica orientata allo studente, che si avvale di figure, schemi e attività pratiche, questo testo fondamentale si affianca al lettore nel suo processo di apprendimento stimolandone con efficacia la curiosità e l&#8217;interesse critico.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-24-26.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18212" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-24-26-461x1024.jpg" alt="migliori manuali di sociologia" class="wp-image-18212" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-24-26-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-24-26-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-24-26-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-24-26.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-24-26.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18215" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-24-26-461x1024.jpg" alt="migliori manuali di sociologia" class="wp-image-18215" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-24-26-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-24-26-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-24-26-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-24-26.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-24-14.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18216" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-24-14-461x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18216" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-24-14-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-24-14-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-24-14-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-24-14.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-24-14.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18214" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-24-14-461x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18214" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-24-14-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-24-14-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-24-14-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-24-14.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Il top tra i manuali di sociologia della religione?</h2>



<p><strong>I<a href="https://amzn.to/3TTg5sN" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l <em>Nuovo Manuale di Sociologia della Religione</em> di Roberto Cipriani</a></strong> rappresenta uno dei manuali di sociologia più famosi del settore. Esso si presenta come una sintesi ampia e approfondita dell’evoluzione teorica e metodologica della disciplina, offrendo al lettore un panorama articolato delle principali scuole di pensiero e dei contributi più rilevanti, sia a livello internazionale sia italiano. L’autore aggiorna e amplia significativamente il suo precedente lavoro del 1997, integrando nuovi sviluppi teorici e aprendo lo sguardo verso ambiti di ricerca emergenti. </p>


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<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/pppp.jpg"><img decoding="async" width="617" height="1024" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/pppp-617x1024.jpg" alt="migliori manuali di sociologia religione cipriani" class="wp-image-18218" style="width:247px;height:auto" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/pppp-617x1024.jpg 617w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/pppp-181x300.jpg 181w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/pppp-696x1155.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/pppp-253x420.jpg 253w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/pppp.jpg 750w" sizes="(max-width: 617px) 100vw, 617px" /></a></figure>
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<p><strong>Uno dei maggiori punti di forza del testo è la capacità di coniugare rigore scientifico e chiarezza espositiva,</strong> rendendolo accessibile non solo agli specialisti ma anche a un pubblico più ampio interessato alle dinamiche religiose nella società contemporanea. Particolarmente apprezzabile è l’attenzione dedicata ai contesti socioculturali in trasformazione, come la secolarizzazione, il pluralismo religioso e le forme di spiritualità individualizzata. L’inserimento di una sezione specifica sui sociologi italiani, spesso trascurati nelle trattazioni manualistiche, costituisce un ulteriore elemento di originalità, contribuendo a colmare una lacuna nella letteratura accademica. Il volume si distingue infine per l’equilibrio tra approfondimento teorico e attenzione empirica, con esempi di ricerche e casi di studio che arricchiscono e concretizzano le analisi proposte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra i migliori manuali di oggi&#8230; quello di Gammaitoni</h2>



<p>Bisogna dirlo: non tutti i manuali di sociologia sono alla portata di tutti. E nell&#8217;infinità di testi italiani e stranieri l&#8217;occhio è caduto su una recente scoperta: <a href="https://amzn.to/3GYCaDj" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><em>La sociologia. Storia e storie. Teorie e ricerca empirica</em> di Milena Gammaitoni.</strong></a> Questo manuale si distingue per un’impostazione originale che intreccia l’evoluzione delle teorie sociologiche con le traiettorie personali e intellettuali di coloro che le hanno elaborate. Più che una successione lineare di correnti e concetti, il testo propone un racconto dinamico, in cui le idee si radicano nei contesti storici e culturali che le hanno generate. <mark style="background-color:#fcb900" class="has-inline-color">Una particolare attenzione è riservata alle figure femminili della disciplina</mark>, spesso trascurate nelle narrazioni canoniche, restituendo così una rappresentazione più inclusiva del sapere sociologico. <strong>L&#8217;autrice adotta un approccio metodologico aperto, in cui la ricerca empirica si articola attraverso l’uso integrato di strumenti quantitativi e qualitativi, riflettendo la complessità dei fenomeni sociali contemporanei. </strong></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-50-58.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18222" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg" alt="migliori manuali di sociologia gammaitoni" class="wp-image-18222" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-50-58-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-50-58-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_1_2025-07-21_18-50-58.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-50-58.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18219" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg" alt="migliori manuali di sociologia gammaitoni 2" class="wp-image-18219" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-50-58-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-50-58-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_2_2025-07-21_18-50-58.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-50-58.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18221" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18221" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-50-58-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-50-58-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_3_2025-07-21_18-50-58.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-50-58.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18224" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18224" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-50-58-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-50-58-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_4_2025-07-21_18-50-58.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_5_2025-07-21_18-50-58.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18223" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_5_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18223" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_5_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_5_2025-07-21_18-50-58-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_5_2025-07-21_18-50-58-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_5_2025-07-21_18-50-58.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_6_2025-07-21_18-50-58.jpg"><img decoding="async" width="461" height="1024" data-id="18220" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_6_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg" alt="" class="wp-image-18220" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_6_2025-07-21_18-50-58-461x1024.jpg 461w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_6_2025-07-21_18-50-58-135x300.jpg 135w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_6_2025-07-21_18-50-58-189x420.jpg 189w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/07/photo_6_2025-07-21_18-50-58.jpg 576w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></figure>
</figure>



<p><strong>Il risultato è un manuale che va oltre la didattica tradizionale,</strong> stimolando la riflessione critica e offrendo al lettore una sociologia viva, situata e consapevole della propria dimensione storica, culturale e relazionale. Si tratta di un testo che invita non solo a conoscere la disciplina, ma anche a comprenderne la genesi e la funzione sociale, sottolineando la connessione profonda tra biografie individuali, trasformazioni collettive e produzione teorica. In definitiva può, per chi scrive, rientrare presto tra i migliori manuali di sociologia in circolazione.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/i-migliori-manuali-di-sociologia-consigliati-dalla-redazione/">I migliori manuali di sociologia consigliati dalla redazione</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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		<item>
		<title>Estate 2025: i libri di sociologia scovati per voi</title>
		<link>https://sociologicamente.it/estate-2025-i-libri-di-sociologia-scovati-per-voi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 00:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo all&#8217;inizio dell’estate 2025, alcuni programmano le vacanze, altri le stanno già vivendo. E come sempre, chi vi scrive vi viene in soccorso con i #consiglidilettura, una breve lista di testi da prendere in considerazione per accompagnare la tintarella. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quelli sostanziosi degli anni precedenti con nuovi testi freschi di stampa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo all&#8217;inizio dell’estate 2025, alcuni programmano le vacanze, altri le stanno già vivendo. E come sempre, chi vi scrive vi viene in soccorso con i <strong>#consiglidilettura</strong>, una breve lista di testi da prendere in considerazione per accompagnare la tintarella. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quelli sostanziosi degli anni precedenti con nuovi testi freschi di stampa e interessanti riproposte. Insomma, ecco a voi alcuni testi scelti per essere i migliori libri per l’estate 2025.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il primo testo per l&#8217;estate 2025 è sul lavoro povero</h2>



<p><strong>Cos&#8217;è il lavoro povero? Come fronteggiarlo?</strong> perchè sì, anche sotto l&#8217;ombrellone bisogna capire i problemi che ci affliggono oggi, soprattutto se riguardano la costruzione di un progetto di vita personale. Il volume, a cura di Daniele Di Nunzio <strong><a href="https://amzn.to/3ZUiLK0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Il lavoro povero. Fattori di vulnerabilità e azioni di contrasto&#8221;</a></strong>, presenta un&#8217;analisi del lavoro povero come fenomeno multifattoriale e delle pratiche necessarie per contrastarlo. In particolare, la ricerca ha analizzato il ruolo della contrattazione (nazionale, aziendale, territoriale) e le azioni di carattere sociale e istituzionale. Il lavoro povero è considerato come un fenomeno complesso che riguarda il modello di sviluppo ed è messo in relazione a un ampio spettro di fattori: la condizione occupazionale e famigliare dell&#8217;individuo; il contesto aziendale e produttivo; il contesto sociale e istituzionale. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-lavoro-povero.jpg"><img decoding="async" width="500" height="751" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-lavoro-povero.jpg" alt="estate 2025 libri lavoro povero" class="wp-image-18097" style="width:301px;height:auto" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-lavoro-povero.jpg 500w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-lavoro-povero-200x300.jpg 200w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-lavoro-povero-280x420.jpg 280w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/3ZUiLK0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ACQUISTA QUI IL LIBRO</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Questi ambiti di vita e di lavoro sono degli spazi di intervento, tra loro in relazione, nei quali gli attori sociali e politici dovrebbero operare per favorire l&#8217;aumento dei salari e, più in generale, il superamento degli elementi di vulnerabilità e precarietà del lavoro. La metodologia si basa su un approccio di ricerca-intervento, con diverse tecniche di indagine quantitative e qualitative. Il volume riporta una ricostruzione storica e teorica del rapporto tra lavoro e povertà, l&#8217;analisi degli assetti normativi e dei sistemi di relazioni industriali,<strong> l&#8217;evoluzione recente del fenomeno secondo i dati statistici,</strong> i risultati di cinque studi di caso condotti in differenti settori e territori ad alta vulnerabilità. Il progetto «Contrasto al lavoro povero e dialogo sociale» è stato coordinato dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e condotto in collaborazione con il Centro di Studi e Iniziative per la Riforma dello Stato con un gruppo di ricerca interdisciplinare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Intelligenza Artificiale Generativa come oggetto e strumento di ricerca</h2>



<p>Il Libro <strong><a href="https://amzn.to/3HzK2Lq" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Sociologia digitale 2.0. L&#8217;Intelligenza Artificiale Generativa come oggetto e strumento di ricerca&#8221;</a></strong> di Federico Pilati si propone di <strong>esplorare i molteplici usi dell&#8217;Intelligenza Artificiale Generativa nella sociologia digitale, </strong>intrecciando riflessioni teoriche, analisi metodologiche e casi di studio empirici. Suddiviso in tre capitoli, il libro offre una visione articolata delle potenzialità e dei limiti dell&#8217;IA generativa come oggetto di studio e strumento di ricerca. Il primo capitolo esamina l&#8217;Intelligenza Artificiale Generativa come oggetto di studio, fornendo una panoramica storica e concettuale dello sviluppo dei modelli generativi. Vengono analizzate le implicazioni sociali e culturali di questi sistemi, focalizzandosi sulla loro natura di assemblaggi socio-tecnici e il loro ruolo nella produzione culturale, concludendo con riflessioni epistemologiche sul duplice ruolo dell&#8217;IA come oggetto e agente nella società. Il secondo capitolo si concentra sull&#8217;uso dell&#8217;IA Generativa come strumento per la ricerca qualitativa, esplorando il suo impiego in ambito etnografico. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale.jpg"><img decoding="async" width="719" height="1024" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale-719x1024.jpg" alt="libri estate 2025 intelligenza artificiale" class="wp-image-18099" style="width:401px;height:auto" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale-719x1024.jpg 719w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale-211x300.jpg 211w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale-768x1094.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale-696x992.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale-295x420.jpg 295w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-intelligenza-artificiale.jpg 1000w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/3HzK2Lq" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ACQUISTA IL LIBRO QUI</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Nel testo, vengono presentati strumenti specifici, come Whisper AI per la trascrizione automatica e NotebookLM per l&#8217;indicizzazione e l&#8217;analisi dei testi, con un&#8217;attenzione particolare alle sfide metodologiche e pratiche che emergono dall&#8217;<strong>integrazione tra approcci computazionali ed etnografici.</strong> Il terzo capitolo affronta le pratiche sperimentali, presentando casi concreti di applicazione dell&#8217;IA in vari contesti di ricerca, tra cui la creazione di una &#8220;riflessività sintetica&#8221; che utilizza l&#8217;IA per riflettere su bias e posizionamenti sociali dei suoi utenti e del ricercatore. Le conclusioni offrono una sintesi critica sull&#8217;integrazione tra IA Generativa ed etnografia, delineando prospettive future per lo sviluppo della ricerca sociale con intelligenza artificiale. Questo libro non si propone come un testo definitivo, ma come un contributo al dibattito sulle metodologie di ricerca sociale nell&#8217;era dell&#8217;IA Generativa, invitando a nuove riflessioni, sperimentazioni e innovazioni metodologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per questa estate 2025 capiamo le radici della rabbia sociale</h2>



<p>Un testo interessante individuato per questa estate 2025 è quello di Carmelo Guarino, <strong><a href="https://amzn.to/4kDdxLa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Arrabbiati. Alle radici della rabbia sociale&#8221;</a></strong>. Secondo l&#8217;autore, Siamo dinanzi a mutamenti inimmaginabili di cui non comprendiamo ancora portata e significato e che attraversano tutti i paesi del mondo: dal disagio delle democrazie alla crisi dei partiti tradizionali, dal fenomeno pervasivo delle dimissioni di massa (great resignation) all&#8217;affermazione delle forze sovraniste, nazionaliste e di ultradestra nel mondo, dalle culture wars fino al crollo irrefrenabile della natalità e dei matrimoni, nell&#8217;assenza di un&#8217;autentica nuova narrazione capace di rifuggire da spiegazioni approssimative, ingannevoli politicamente e intellettualmente esecrabili. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati.jpg"><img decoding="async" width="663" height="1024" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati-663x1024.jpg" alt="libri estate 2025 arrabbiati" class="wp-image-18101" style="width:357px;height:auto" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati-663x1024.jpg 663w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati-194x300.jpg 194w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati-768x1186.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati-696x1075.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati-272x420.jpg 272w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-arrabbiati.jpg 971w" sizes="(max-width: 663px) 100vw, 663px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/4kDdxLa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ACQUISTA IL LIBRO QUI</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Ma c&#8217;è qualcosa di ancora più profondo che pare celarsi dietro queste tendenze e che sembra montare in maniera preoccupante nella retorica pubblica, dal dibattito politico-culturale alla vita privata di ognuno di noi: la rabbia, appunto. Uno stato emotivo che <strong>sulla falsariga di Zygmunt Bauman</strong> potremmo intendere come la risposta sociale a una drammatica crisi di fiducia pubblica nello Stato, esito di una profonda crisi di rappresentanza che è, innanzitutto, politica, oltreché istituzionale. </p>



<p>Il presente lavoro indaga proprio la rabbia sociale, pur nella consapevolezza della complessità e della multidimensionalità del fenomeno e senza la pretesa di esaurire un tema così complesso da impegnare secoli di storia del pensiero e discipline differenti, dalle filosofie alle psicologie fino alle scienze della vita. Si rivela comunque interessante esplorare e tentare di comprendere, mediante un&#8217;ampia revisione della letteratura esistente e con riferimento alle principali evidenze scientifiche, l&#8217;universo delle motivazioni che inducono la rabbia nelle persone, i contesti in cui si manifesta con maggiore evidenza e gli effetti che questa può determinare sulla qualità delle relazioni sociali, oltre che sulla tenuta della società.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dimensione sociale della coscienza</h2>



<p>L&#8217;ultimo libro consigliato per la lettura in questa estate 2025 è di Gianfranco Pecchinenda, &#8220;<strong><a href="https://amzn.to/43XpGmS" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La dimensione sociale della coscienza. Neuroscienze e sociologia della conoscenza&#8221;</a></strong>. Secondo l&#8217;autore, le discipline scientifiche e quelle umanistiche sono sempre state caratterizzate da una reciproca diffidenza. Per quanto riguarda la sociologia, fin dai suoi albori ha proposto paradigmi di ricerca il più possibile aperti su entrambi i fronti. Ciononostante, alcuni concetti fondamentali per le sue stesse teorie, primo fra tutti quello di coscienza, non sono mai stati tematizzati in modo adeguatamente approfondito, finendo per assumere contorni ambigui e talvolta assai controversi. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-PECCHINENDA.jpg"><img decoding="async" width="500" height="749" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-PECCHINENDA.jpg" alt="libri  neuroscienze" class="wp-image-18102" style="width:296px;height:auto" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-PECCHINENDA.jpg 500w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-PECCHINENDA-200x300.jpg 200w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/06/libri-di-sociologia-estate-2025-PECCHINENDA-280x420.jpg 280w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/43XpGmS" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ACQUISTA IL LIBRO QUI</a></figcaption></figure>
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<p>In questo saggio, partendo dal metodo fenomenologico, che considera la coscienza come un prodotto delle interazioni sociali, l&#8217;autore assume una prospettiva interdisciplinare, proponendo di integrare le tradizionali teorie sociologiche con i più recenti contributi derivanti da discipline sia scientifiche (la biologia, la fisica quantistica, il neoevoluzionismo e, soprattutto, le neuroscienze cognitive), sia umanistiche (l&#8217;antropologia filosofica, la linguistica, la psicoanalisi e la semiotica), senza trascurare gli indispensabili saperi ereditati dal nostro inesauribile e preziosissimo universo artistico e letterario.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
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		<title>&#8220;Il sistema degli oggetti&#8221; di Jean Baudrillard</title>
		<link>https://sociologicamente.it/il-sistema-degli-oggetti-di-jean-baudrillard/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 07:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Baudrillard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sistema degli oggetti è un saggio scritto dal sociologo e filosofo francese Jean Baudrillard nel 1968. In questa opera, Baudrillard analizza il ruolo degli oggetti nella società contemporanea, andando oltre il loro utilizzo pratico per esplorare il loro valore simbolico e sociale. Il libro offre una critica della società dei consumi, mettendo in luce [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/il-sistema-degli-oggetti-di-jean-baudrillard/">&#8220;Il sistema degli oggetti&#8221; di Jean Baudrillard</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Il sistema degli oggetti</em> è un saggio scritto dal sociologo e filosofo francese <strong>Jean Baudrillard</strong> nel 1968. In questa opera, Baudrillard analizza il ruolo degli oggetti nella società contemporanea, andando oltre il loro utilizzo pratico per esplorare il loro valore simbolico e sociale. Il libro offre una critica della società dei consumi, mettendo in luce come gli oggetti siano parte di un sistema di segni che influenza il comportamento umano e le dinamiche sociali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La logica della classificazione degli oggetti</h2>



<p>Baudrillard introduce il concetto di funzionalità degli oggetti, distinguendo tra la loro funzione d&#8217;uso, la loro collocazione in un sistema più ampio e il loro valore simbolico. Secondo l&#8217;autore, la società moderna dà maggiore importanza al valore simbolico degli oggetti piuttosto che alla loro utilità.</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard-1024x576.jpg" alt="Jean Baudrillard: per una sociologia del consumismo" class="wp-image-4885" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard-1024x576.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard-300x169.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard-768x432.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard-696x392.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard-1068x601.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard-747x420.jpg 747w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/12/Jean-Baudrillard.jpg 1408w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">APPROFONDISCI CON &#8211; <a href="https://sociologicamente.it/jean-baudrillard-per-una-sociologia-del-consumismo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jean Baudrillard: per una sociologia del consumismo, di Valerio Adolini</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Gli oggetti, in questa prospettiva, non esistono isolatamente, ma sono parte di <strong>un sistema di classificazione basato su modelli e criteri di prestigio</strong>. La produzione industriale genera oggetti simili, ma con piccole variazioni che ne determinano l’esclusività. Alcuni beni acquisiscono un valore elevato per la loro rarità o per il loro legame con determinate classi sociali. Questo meccanismo rafforza la logica della differenziazione, elemento fondamentale della società dei consumi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sistema degli oggetti tra Saussure e Barthes</h2>



<p>Baudrillard si ispira alla semiotica di Saussure e Barthes per descrivere come gli oggetti funzionino come segni linguistici. In questa prospettiva il consumo diventa una forma di comunicazione: <strong>possedere determinati oggetti significa trasmettere un messaggio sociale</strong>. La pubblicità e il marketing amplificano questo processo, trasformando gli oggetti in simboli di status e appartenenza. Il capitalismo sfrutta questa dinamica per stimolare il consumo continuo, creando il bisogno di possedere sempre nuovi oggetti per affermare la propria identità.</p>



<p><strong>Il desiderio di possedere oggetti non nasce da un bisogno reale</strong>, ma da un meccanismo sociale in cui il consumo diventa una forma di distinzione. Gli oggetti vengono desiderati più per il loro valore simbolico che per la loro utilità, e il capitalismo alimenta continuamente nuovi bisogni, rendendo rapidamente obsoleti quelli precedenti. Questo porta a una sorta di alienazione, in cui l’identità personale è definita da ciò che si possiede piuttosto che da ciò che si è.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La società come sistema di segni</h2>



<p>Nell&#8217;ultimo capitolo, in particolare, Baudrillard amplia la sua analisi al contesto sociale. La società contemporanea funziona come un sistema di segni in cui tutto, dagli oggetti alla moda, comunica un messaggio. <strong>Il consumo diventa un meccanismo di inclusione ed esclusione sociale</strong>, mantenendo le disuguaglianze e facendo credere che il successo sia raggiungibile attraverso il possesso di determinati beni. Questa riflessione anticipa molte analisi sulla postmodernità e sul consumismo contemporaneo.</p>



<p><em>Il sistema degli oggetti</em> si presenta come una critica della società dei consumi e del modo in cui gli oggetti vengono usati per costruire identità e differenze sociali. Baudrillard mostra che<strong> il capitalismo non vende solo beni materiali, ma anche segni e significati</strong>, trasformando il consumo in un linguaggio che struttura la realtà sociale. Quest&#8217;opera è fondamentale per comprendere il rapporto tra oggetti, desiderio e identità nella società contemporanea e ha influenzato profondamente il pensiero sociologico e filosofico moderno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti</h2>



<p><a href="https://amzn.to/43CcKnU" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Baudrillard J., <em>Il sistema degli oggetti</em>, Bompiani, Milano, 2014 (formato KINDLE)</a></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/il-sistema-degli-oggetti-di-jean-baudrillard/">&#8220;Il sistema degli oggetti&#8221; di Jean Baudrillard</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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		<title>&#8220;Sull&#8217;intimità&#8221; di Georg Simmel</title>
		<link>https://sociologicamente.it/sullintimita-di-georg-simmel/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2025 11:56:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[Georg Simmel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pensiero di Georg Simmel sul tema dell&#8217;intimità è un’analisi profonda della condizione umana nella modernità e del modo in cui le dinamiche sociali influenzano le esperienze private degli individui. Sull&#8217;intimità è un testo che indaga l’evoluzione e la trasformazione di uno degli aspetti più personali e privati della vita umana, il legame intimo, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il pensiero di Georg Simmel sul tema dell&#8217;intimità è un’analisi profonda della condizione umana nella modernità e del modo in cui le dinamiche sociali influenzano le esperienze private degli individui. <strong><em>Sull&#8217;intimità</em> è un testo che indaga l’evoluzione e la trasformazione di uno degli aspetti più personali e privati della vita umana, il legame intimo,</strong> in un mondo sempre più moderno, frammentato e interconnesso. Proviamo a farne una panoramica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intimità come spazio privato</h2>



<p><strong>Per Simmel, l&#8217;intimità è fondamentalmente uno spazio privato</strong>, una sfera separata dalla vita pubblica in cui l’individuo può esprimere la propria autenticità. Questo concetto di intimità si lega alla possibilità di mantenere uno spazio di autonomia, lontano dalla pressione delle convenzioni sociali che, nella vita quotidiana, reggono le interazioni esterne. Se la vita sociale si caratterizza per la presenza di regole formali, obblighi, ruoli imposti e interazioni superficiali, l’intimità si configura come la dimensione in cui l’individuo può essere davvero se stesso, in modo diretto e non mediato.</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignleft size-medium"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t.jpg"><img decoding="async" width="300" height="188" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t-300x188.jpg" alt="Georg Simmel" class="wp-image-1941" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t-300x188.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t-768x480.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t-1024x640.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t-696x435.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t-1068x668.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t-672x420.jpg 672w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2016/11/georg_t.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption class="wp-element-caption">Georg Simmel</figcaption></figure>
</div>


<p>Nella visione di Simmel,<strong> l&#8217;intimità è il luogo dove le persone possono trovare un rifugio dalle strutture impersonali della società</strong>, ma è anche uno spazio che nasce da una condizione di &#8220;vicinanza&#8221; reciproca, di una relazione che, pur mantenendo un certo grado di individualità, si spinge verso un legame profondo. Questa zona privata è quindi un contraltare alla vita pubblica e collettiva, un mondo che, per Simmel, è essenziale per l’autoconsapevolezza dell&#8217;individuo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La modernità e la trasformazione dell&#8217;intimità</h2>



<p>Simmel sviluppa una riflessione sul cambiamento che la modernità porta con sé nella gestione dell&#8217;intimità. Se in passato, nelle società tradizionali, l’intimità non era separata in modo netto dalla sfera pubblica e familiare, <strong>nella società moderna questo spazio privato si distingue nettamente</strong>, e la separazione tra pubblico e privato diventa molto più definita.</p>



<p>Tuttavia, il passo verso una separazione marcata porta con sé alcuni paradossi. La modernità, con la sua accelerazione dei processi sociali e l’ingresso di una nuova forma di urbanizzazione e industrializzazione, costringe l&#8217;individuo a confrontarsi con un mondo sempre più frammentato e impersonale. Mentre la sfera pubblica si amplia e le interazioni sociali si intensificano, l&#8217;intimità diventa sempre più difficile da costruire. <strong>Le relazioni umane sono sempre più mediate dai mezzi tecnologici</strong> e da una rete di comunicazione che rende difficile, se non impossibile, il contatto profondo e autentico. Le persone, purtroppo, rischiano di rimanere isolate anche in mezzo a una rete di connessioni sociali.</p>



<p><strong>Questa riflessione porta Simmel a interrogarsi sull’effettivo significato dell’intimità nella modernità</strong>. Se da una parte la possibilità di ritagliarsi uno spazio privato sembra garantita dalla separazione tra il pubblico e il privato, dall’altra questa separazione può portare a una condizione di solitudine interiore, in cui il desiderio di intimità non trova più il suo corrispettivo in una relazione autentica e duratura. Simmel non la descrive come un rifugio ideale o utopico, ma come un desiderio che, sebbene essenziale, è messo a dura prova dal contesto sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La solitudine</h2>



<p>Un aspetto cruciale nel pensiero di Simmel sull&#8217;intimità è il legame che questa ha con la solitudine. L&#8217;intimità non è solo un desiderio di connessione profonda con gli altri, ma anche una risposta alla solitudine esistenziale che caratterizza la modernità. La solitudine che emerge nella riflessione di Simmel non è solo quella che deriva dal vivere da soli o dal mancare di legami sociali, ma è <strong>una solitudine che è legata alla condizione umana nella sua interezza. </strong>Si tratta di un isolamento psicologico e emotivo, che non dipende dall&#8217;assenza di relazioni, ma dalla loro superficialità.</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/02/intimita.jpg"><img decoding="async" width="1000" height="543" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/02/intimita.jpg" alt="intimità simmel sociologicamente" class="wp-image-17707" style="width:840px;height:auto" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/02/intimita.jpg 1000w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/02/intimita-300x163.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/02/intimita-768x417.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/02/intimita-696x378.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2025/02/intimita-773x420.jpg 773w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></figure>
</div>


<p>In un mondo dove le interazioni sociali si moltiplicano e diventano sempre più rapide e effimere, la solitudine emerge come un&#8217;esperienza interiore. Le persone, pur essendo continuamente connesse, si trovano sempre più isolate, incapaci di stabilire legami autentici e intimi. Questo paradosso, che Simmel coglie con acume, rende <strong>l&#8217;intimità un desiderio urgente ma difficile da raggiungere.</strong> La società moderna non solo rende l&#8217;intimità più desiderata, ma anche più rara, in quanto le strutture sociali e le tecnologie sembrano ostacolare la possibilità di stabilire contatti veramente significativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intimità come dialettica tra individuo e relazione</h2>



<p>L&#8217;intimità, nella visione di Simmel,<strong> si configura anche come un campo di tensione tra l&#8217;individuo e la relazione.</strong> Da un lato, l&#8217;individuo moderno è sempre più spinto a separarsi dal collettivo, a enfatizzare la propria individualità, la propria autonomia e la propria unicità. La moderna idea di &#8220;autodeterminazione&#8221; suggerisce che l&#8217;individuo debba costruire se stesso separandosi dagli altri, ma dall&#8217;altro, proprio in questa separazione, emerge il bisogno di connessione umana. La tensione tra l&#8217;affermazione dell&#8217;individualità e la necessità di relazione è una delle contraddizioni centrali del pensiero di Simmel sull&#8217;intimità.</p>



<p>In effetti, Simmel sottolinea che l’intimità non è mai una fusione totale tra le due persone coinvolte. Piuttosto, essa <strong>emerge dalla capacità di mantenere una propria individualità pur essendo in relazione.</strong> L’intimità non implica l’annullamento dell’individualità, ma la possibilità di condividerla, di aprirla e di viverla in modo autentico in relazione all’altro. Questo implica una sorta di &#8220;compromesso&#8221; tra il desiderio di autonomia e il bisogno di connessione, un equilibrio dinamico che definisce le relazioni intime.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://amzn.to/3CP9n1U" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Simmel G., Sull&#8217;intimità, Armando editore, Roma, 2005;</a></li>
</ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
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		<item>
		<title>Sociologia, i migliori libri per Natale 2024</title>
		<link>https://sociologicamente.it/sociologia-i-migliori-libri-per-natale-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 12:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo in procinto delle feste natalizie e ritorna la corsa ai regali. Come sempre, la redazione vi viene in soccorso con i&#160;#consiglidilettura, una breve lista di testi da tener presente se sotto l&#8217;albero volete (o volete far trovare) un libro di sociologia. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quello del 2020, quello del 2022 e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo in procinto delle feste natalizie e ritorna la corsa ai regali. Come sempre, la redazione vi viene in soccorso con i&nbsp;<strong>#consiglidilettura</strong>, una breve lista di testi da tener presente se sotto l&#8217;albero volete (o volete far trovare) un libro di sociologia. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quello del <a href="https://sociologicamente.it/i-migliori-libri-di-sociologia-per-natale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2020</a>, quello del <a href="https://sociologicamente.it/libri-di-sociologia-per-natale-i-consiglidilettura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2022</a> e quello del <a href="https://sociologicamente.it/sociologia-i-migliori-libri-per-natale-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2023</a>, con nuovi testi freschi di stampa e che, per chi vi scrive, sono i migliori libri per Natale 2024.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra i libri per Natale 2024&#8230; sociologia dei giovani</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/sociologia-dei-giovani.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/sociologia-dei-giovani.jpg" alt="" class="wp-image-17501" width="283" height="399" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/sociologia-dei-giovani.jpg 536w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/sociologia-dei-giovani-213x300.jpg 213w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/sociologia-dei-giovani-298x420.jpg 298w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/4iIshrx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA IL TESTO QUI</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Il primo testo proposto è <em>Sociologia dei giovani. Mobilità, culture, transizioni </em>di Alessandra Polidori. </p>



<p>Questo libro propone una &#8220;fotografia sociologica&#8221; dell&#8217;attuale condizione giovanile, esplorando le implicazioni scientifiche che essa genera all&#8217;interno delle teorie delle scienze sociali. In tal senso, viene offerta una <strong>sintesi storica degli studi sui giovani</strong> e una panoramica critica dei principali riferimenti che compongono il dibattito contemporaneo a livello internazionale.</p>



<p>Da questa base, si sviluppa una riflessione sul ruolo della mobilità nei percorsi biografici odierni i quali, per scelta o per necessità, si snodano attraverso contesti sociali e culturali disomogenei. La condizione giovanile e <strong>la mobilità rappresentano una sfida sia per le scienze sociali sia per la società nel suo complesso</strong>, poiché riguardano fasi di transizione sensibili, portatrici di esperienze e significati. Entrambe sono, inoltre, &#8220;condizioni&#8221; che si applicano ai differenti momenti della vita. Di conseguenza, tali questioni riguardano ogni individuo e sono in grado di stimolare dibattiti fertili, che nutrono sia il confronto scientifico sia quello pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa essere umani oggi?</h2>



<p>Il secondo testo consigliato è <em>L&#8217;animale che immagina. Per una visione diversa dell&#8217;uomo e del suo mondo, </em>di Fabio D&#8217;Andrea. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina-725x1024.jpg" alt="" class="wp-image-17502" width="331" height="467" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina-725x1024.jpg 725w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina-212x300.jpg 212w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina-768x1084.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina-696x983.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina-297x420.jpg 297w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/dandrea-libro-lanimale-che-immagina.jpg 1000w" sizes="(max-width: 331px) 100vw, 331px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/49NYrha" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA QUI IL TESTO</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Il tema di cosa significhi essere umani torna prepotentemente all’attenzione dopo un periodo nel quale lo si era ritenuto quasi privo di senso: <strong>dalla cultura pop all’arte, dalla scienza alla filosofia e alla narrativa, le riflessioni e gli stimoli in proposito sono numerosi, disordinati, contraddittori. </strong>Questo libro prova a tracciare un cammino out of the box, rinunciando a un arsenale di convinzioni rassicuranti per portare nel campo del consapevole la splendida difficoltà creativa dell’umano come divenire ininterrotto: un’umanità che sta diventando se stessa da milioni di anni, sempre più raffinata e adatta a essere parte di un processo universale, ma che negli ultimi millenni sembra aver smarrito la strada, fino ad affacciarsi sulla sua stessa autodistruzione. </p>



<p>D&#8217;Andrea non tratta l’umano come qualcosa di dato, di sacro e di immutabile: pensa anzi che la versione che ne stiamo offrendo oggi non sia che una delle tante possibili, parziale, megalomane e pericolosa, e che abbia tuttavia buone ragioni per esser così; ragioni che oggi avremmo gli strumenti per correggere, se ne avessimo davvero il desiderio. </p>



<p>Per comprendere la proposta diversa di umanità che l&#8217;autore articola in queste pagine,<strong> occorre essere disposti a sentirsi dire cose che vanno contro l’ovvio comodo e protettivo nel quale ci siamo ritirati</strong> da qualche secolo a questa parte; cose che ci chiamano direttamente in causa e ci mettono davanti a responsabilità verso noi stessi, gli altri e il mondo, cui ci stiamo sottraendo in ogni modo possibile. Occorre essere disposti a scendere dal piedestallo che ci siamo costruiti e a vedere come potrebbe essere vivere col resto del vivente, su un piede di pari dignità e non di brutale sfruttamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Analizzare i processi culturali</h2>



<p>Il libro successivo che rientra tra i testi consigliati per Natale 2024 c&#8217;è <em>La differenza che fa la differenza. L&#8217;analisi dei processi culturali</em> di Vittorio Iervese.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-iervese.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-iervese.jpg" alt="LIBRI PER NATALE 2024" class="wp-image-17503" width="230" height="346" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-iervese.jpg 500w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-iervese-199x300.jpg 199w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-iervese-279x420.jpg 279w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/4iX1tE6" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA IL TESTO QUI</a></figcaption></figure>
</div>


<p>La cultura non è qualcosa che si ha ma piuttosto qualcosa che si fa, più verbo che sostantivo, il frutto di una costruzione psico-sociale organizzata e condivisa con la funzione di permettere di orientarsi nella complessità del mondo. Piuttosto che costruire l&#8217;ennesima tassonomia della cultura questo libro fornisce indicazioni ed esempi sui modi di funzionamento dei processi culturali, ovvero su quelle operazioni che avvengono nel &#8220;territorio&#8221; e che costruiscono una &#8220;mappa&#8221; per muoversi in quel territorio. </p>



<p>Con una prima parte teorico-metodologica e una seconda che fornisce esempi di ricerca empirica, questo libro presenta un approccio di matrice costruttivista ai processi culturali. Come si accumulano e si organizzano i significati in una &#8220;mappa culturale&#8221;? Come questi significati orientano le interazioni e le comunicazioni? Come cambiano questi processi al modificarsi delle forme di comunicazione? Davvero la cultura è in grado ancora di orientarci nella complessità del mondo?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra i libri per Natale 2024&#8230; alterità somiglianti</h2>



<p>Il prossimo libro consigliato è <em>(Dis)identità e disuguaglianze. Per una sociologia delle alterità somiglianti </em>di Cristiana Ottaviano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-ottaviano.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-ottaviano.jpg" alt="LIBRI PER NATALE 2024" class="wp-image-17504" width="303" height="427" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-ottaviano.jpg 500w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-ottaviano-213x300.jpg 213w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/libro-ottaviano-298x420.jpg 298w" sizes="(max-width: 303px) 100vw, 303px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/3DpRt5X" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA IL LIBRO QUI</a></figcaption></figure>
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<p>Questo volume esplora diversi contesti e oggetti di ricerca, tenendo sempre la barra su tre elementi: <strong>Identità in movimento, disuguaglianze, somiglianze.</strong> La prima parte inquadra il presente, alla luce delle trasformazioni socioculturali più recenti, compresa la pandemia da Covid-19 e le nuove guerre. La seconda parte compie affondi su specifiche questioni come vulnerabilità, contro-narrazioni, corpi e cura. La terza parte è di tipo metodologico, con attenzione specifica all&#8217;epistemologia del Sud e alla sociologia visuale. </p>



<p>Nel complesso,<strong> si sperimenta un metodo innovativo &#8211; nell&#8217;impianto e nella scrittura</strong> &#8211; e si offrono strumenti non solo per la ricerca sociologica, alimentati da un continuo dialogo con una letteratura particolarmente aggiornata. Le frequenti incursioni nella filosofia e nell&#8217;antropologia servono per assumere prospettive che superino divisioni dualistiche oppositive e inconciliabili e valorizzino connessioni e reciproche interdipendenze, in uno stretto intreccio tra individualità, relazioni, alterità somiglianti. Perché questo mondo non ci renderà cattiv*.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra i libri per Natale 2024&#8230; il lascito di Ferrarotti</h2>



<p>L&#8217;ultimo testo consigliato è, per così dire, <strong>il lascito di Franco Ferrarotti.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/LIBRO-FERRAROTTI-LETTERA-A-UN-GIOVANE-SOCIOLOGO.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/LIBRO-FERRAROTTI-LETTERA-A-UN-GIOVANE-SOCIOLOGO.jpg" alt="LIBRI PER NATALE 2024 FERRAROTTI" class="wp-image-17505" width="250" height="375" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/LIBRO-FERRAROTTI-LETTERA-A-UN-GIOVANE-SOCIOLOGO.jpg 500w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/LIBRO-FERRAROTTI-LETTERA-A-UN-GIOVANE-SOCIOLOGO-200x300.jpg 200w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/12/LIBRO-FERRAROTTI-LETTERA-A-UN-GIOVANE-SOCIOLOGO-280x420.jpg 280w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/4fyZPWa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA QUI</a></figcaption></figure>
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<p>Secondo l&#8217;autore la sociologia è vittima del suo successo. Si è proposta come facile rimedio per studiosi sfortunati in altri campi. Nei casi migliori è divenuta giornalismo investigativo. In ogni caso, tende a perdere la visione d&#8217;insieme del sociale e la capacità di interconnettere in modo creativo i suoi vari aspetti. </p>



<p>In questo testo Ferrarotti sottolinea che i sociologi odierni, probabilmente sotto la pressione del mercato, hanno perso l&#8217;ancoraggio con le basi filosofiche da cui è nata la loro disciplina, non hanno tempo per riflettere sui loro testi classici, non sembrano avere interesse per costruire una tradizione sociologica in senso proprio. Per queste ragioni è plausibile che sfugga un aspetto essenziale: nella sua natura ibrida non risiede il limite, ma il primato di questa disciplina, la cui ottica è in grado di «afferrare» il reciproco condizionamento dei vari aspetti del sociale.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/sociologia-i-migliori-libri-per-natale-2024/">Sociologia, i migliori libri per Natale 2024</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Estate 2024: i libri sociologici da portare in vacanza</title>
		<link>https://sociologicamente.it/estate-2024-i-libri-sociologici-da-portare-in-vacanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco D'Ambrosio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 12:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#consiglidilettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo nel pieno dell&#8217;estate 2024, alcuni programmano le vacanze, altri le stanno già vivendo. E come sempre, la redazione vi viene in soccorso con i&#160;#consiglidilettura, una breve lista di testi da prendere in considerazione per accompagnare la tintarella. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quelli sostanziosi del&#160;2020&#160;e del&#160;2022, con nuovi testi freschi di stampa e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/estate-2024-i-libri-sociologici-da-portare-in-vacanza/">Estate 2024: i libri sociologici da portare in vacanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo nel pieno dell&#8217;estate 2024, alcuni programmano le vacanze, altri le stanno già vivendo. E come sempre, la redazione vi viene in soccorso con i&nbsp;<strong>#consiglidilettura</strong>, una breve lista di testi da prendere in considerazione per accompagnare la tintarella. Un nuovo appuntamento da aggiungere a quelli sostanziosi del&nbsp;<a href="https://sociologicamente.it/i-migliori-libri-sociologici-da-leggere-sotto-lombrellone/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2020</a>&nbsp;e del&nbsp;<a href="https://sociologicamente.it/libri-di-sociologia-per-lestate-ecco-le-ultime-uscite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2022</a>, con nuovi testi freschi di stampa e interessanti riproposte. Insomma, ecco a voi alcuni testi scelti per essere i migliori libri per l&#8217;estate 2024.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Che cos&#8217;è la Sociologia? il nuovo testo di Franco Ferrarotti per l&#8217;estate 2024</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/ferrarotti-sociologia.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/ferrarotti-sociologia.jpg" alt="ESTATE 2024 LIBRO SOCIOLOGIA #CONSIGLIDILETTURA LIBRI CONSIGLIATI FERRAROTTI" class="wp-image-16909" width="186" height="289" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/ferrarotti-sociologia.jpg 500w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/ferrarotti-sociologia-193x300.jpg 193w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/ferrarotti-sociologia-270x420.jpg 270w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/3RYXj2v" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA QUI IL TESTO</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Per certi versi un ritorno ai fondamentali per il grande studioso e professore Franco Ferrarotti, che, instancabile, propone il suo ultimo lavoro pubblicato lo scorso 28 giugno 2024, <strong>&#8220;<a href="https://amzn.to/3RYXj2v" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Che cos&#8217;è la Sociologia?&#8221;</a></strong>. L&#8217;autore parte dalle domande fondamentali: qual è il ruolo della scienza nella nostra società? perché non possiamo fare a meno dell&#8217;analisi socioeconomica per progettare un nuovo futuro? come possiamo comprendere l&#8217;interazione tra i fatti sociali in un sistema così complesso come quello delle nostre società attuali? </p>



<p>La sociologia non è la scienza della società nel suo insieme, analizzata in modo esaustivo. Non è nemmeno la traduzione, per così dire scientifica, di un giudizio politico. In questo saggio, <strong>Franco Ferrarotti propone una sociologia da intendersi come una scienza in grado di studiare i condizionamenti reciproci tra i diversi aspetti delle istanze sociali</strong>, come la scienza dei costi e delle ripercussioni psicologiche delle riforme sociali. Solo così essa può diventare uno strumento capace di demistificare la realtà e di analizzare il divario tra norme scritte e pratiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Luca Mecca e la Sociologia del consumo e della moda</h2>



<p>Il prossimo libro consigliato per l&#8217;estate 2024 è di <strong>Luca Mecca</strong> dal lungo titolo <strong><a href="https://www.ledizioni.it/prodotto/sociologia-del-consumo-e-della-moda-e-del-consumo-di-moda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;Sociologia del consumo e della moda e del consumo di moda. La moda come ecosistema che modella e riflette la società&#8221;</a></strong>. Secondo l&#8217;autore, l&#8217;industria della moda è un ecosistema complesso e dinamico che modella e riflette i valori sociali, le identità e le narrazioni culturali. Questo libro approfondisce il multiforme mondo della sociologia della moda, concentrandosi sull&#8217;intricata interazione tra l&#8217;industria della moda (la &#8216;fashion Industry&#8217;) e le tendenze sociali (&#8216;social trends&#8217; e &#8216;Aesthetic-core&#8217;). </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-769x1024.jpg" alt="LIBRO SOCIOLOGIA DELKLA MODA ESTATE 2024" class="wp-image-16911" width="291" height="387" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-769x1024.jpg 769w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-225x300.jpg 225w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-768x1023.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-1153x1536.jpg 1153w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-696x927.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-1068x1423.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024-315x420.jpg 315w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/SOCIOLOGIA-DELLA-MODA-LIBRI-CONSIGLIATI-SOCIOLOGIA-ESTATE-2024.jpg 1504w" sizes="(max-width: 291px) 100vw, 291px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.ledizioni.it/prodotto/sociologia-del-consumo-e-della-moda-e-del-consumo-di-moda/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA IL LIBRO QUI</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Utilizzando un approccio multidisciplinare che incorpora teorie sociologiche ed antropologiche, ricerca etnografica e analisi basate sui dati, questo studio mira a far luce sulla relazione profonda &#8211; e in evoluzione &#8211; tra moda e società. Attraverso un ampio lavoro etnografico sul campo, comprese interviste con addetti ai lavori del settore, designer, consumatori e trend setter, questo lavoro svela gli intricati processi di formazione delle tendenze all&#8217;interno dell&#8217;ecosistema della moda. Indaga il ruolo degli influencer, dei social media, delle settimane della moda e della cultura del consumo nel plasmare la direzione delle tendenze, nonché le dinamiche di potere che sono alla base di questi processi.</p>



<p>Combinando dati empirici con intuizioni sociologiche, questo lavoro vuole contribuire a spiegare l&#8217;<strong>intricata relazione tra l&#8217;industria della moda e le tendenze sociali</strong>, fornendo spunti a studiosi, politici e stakeholder del settore che cercano di orientarsi nel panorama iper-accelerato e in continua evoluzione della moda e nelle sue profonde implicazioni per la cultura e la società contemporanee. In conclusione, questa ricerca mira a promuovere una discussione più informata e sfumata sul ruolo della moda nel plasmare la nostra identità e i nostri valori collettivi in un mondo sempre più liquido, interconnesso e frenetico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ritorna l&#8217;intreccio socio-filosofico di Žižek per questa estate 2024</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/Che-cose-limmaginario-zizek-estate-2024-libri-consigli-di-lettura.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/Che-cose-limmaginario-zizek-estate-2024-libri-consigli-di-lettura.jpg" alt="Che cos'è l'immaginario zizek estate 2024 libri consigli di lettura" class="wp-image-16914" width="353" height="500" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/Che-cose-limmaginario-zizek-estate-2024-libri-consigli-di-lettura.jpg 705w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/Che-cose-limmaginario-zizek-estate-2024-libri-consigli-di-lettura-212x300.jpg 212w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/Che-cose-limmaginario-zizek-estate-2024-libri-consigli-di-lettura-696x987.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/Che-cose-limmaginario-zizek-estate-2024-libri-consigli-di-lettura-296x420.jpg 296w" sizes="(max-width: 353px) 100vw, 353px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/3XPK7R9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA IL TESTO QUI</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Una interessante riproposta &#8211; nonché lettura interessante &#8211; è <a href="https://amzn.to/4cQkbJp" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>&#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;immaginario&#8221; di Slavoj Žižek</strong></a>. L&#8217;autore in questo testo si chiede: come possiamo sottrarci alla tempesta di immagini, informazioni, relazioni tecnologiche da cui siamo sommersi? Dove trovare un punto saldo cui ancorare la percezione della realtà che ci circonda? Un tempo, dice Slavoj Zizek, le cose erano più semplici: si potevano criticare le ideologie come &#8220;mistificazioni&#8221; proprio facendo appello al senso di realtà. Oggi, invece, bisogna procedere al contrario: da quando la realtà si è fatta virtuale, la si deve criticare partendo dal suo supplemento illusorio: dal lato dell&#8217;immaginario. </p>



<p>Uno dei compiti principali della filosofia oggi sarebbe dunque sottoporre a critica lo statuto dell&#8217;immaginario e il suo rapporto con la realtà; se non che Zizek ci dimostra che le cose non stanno così<strong>: la distinzione tra realtà e immaginario è falsa, ed è reale e immaginaria essa stessa</strong>.</p>



<p>Zizek intreccia i più grandi pensatori della storia con i più eterogenei esponenti della cultura popolare e dà vita a un discorso attraverso il quale esamina la nozione di immaginario, il modo in cui esso anima il piacere e ne contempera gli eccessi, lo strutturarsi del feticismo e infine la metamorfosi della soggettività nell&#8217;era digitale. &#8220;Che cos&#8217;è l&#8217;immaginario&#8221; già noto con il titolo &#8220;L&#8217;epidemia dell&#8217;immaginario&#8221; e ora riproposto dal Saggiatore in un&#8217;edizione rivista, è un testo in cui i nostri abituali schemi di pensiero sono sottoposti a tensione estrema: un fondamentale per imparare a far deflagrare l&#8217;impalcatura delle categorie, quotidiane e filosofiche, che ci mantengono in vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ferrara e Rosati per un crocevia della teoria sociale</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/affrwschi-della-modernita-Crocevia-della-teoria-sociale-estate-2024-libri.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/affrwschi-della-modernita-Crocevia-della-teoria-sociale-estate-2024-libri.jpg" alt="LIBRO AFFRESCHI MODERNITà CONSIGLI DI LETTURA" class="wp-image-16915" width="232" height="342" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/affrwschi-della-modernita-Crocevia-della-teoria-sociale-estate-2024-libri.jpg 679w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/affrwschi-della-modernita-Crocevia-della-teoria-sociale-estate-2024-libri-204x300.jpg 204w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/affrwschi-della-modernita-Crocevia-della-teoria-sociale-estate-2024-libri-285x420.jpg 285w" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://amzn.to/3VP44oF" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RECUPERA IL TESTO QUI</a></figcaption></figure>
</div>


<p>Il prossimo testo consigliato è di Alessandro Ferrara e Massimo Rosati, <a href="https://amzn.to/3Warx56" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>&#8220;Affreschi della Modernità. Crocevia della teoria sociale&#8221;</strong></a>, edito da carocci. Gli autori si chiedono: come e perché mutano ordini sociali fatti per riprodursi eguali a se stessi generazione dopo generazione? Quale cemento tiene insieme società complesse attraversate dalla pluralità delle fedi, delle culture, degli stili di vita, degli interessi? </p>



<p>Religione, mutamento, integrazione, individuo, critica e metodo sono i crocevia che ogni teoria della società è destinata a dover attraversare. Questo libro &#8211; legato alla ricerca del Gruppo di Gallarate e del Seminario di Urbino &#8211; esplora ciascuno di questi crocevia, ricostruisce il filo della conversazione della teoria o filosofia sociale e ci restituisce quegli affreschi della modernità in base ai quali ancora comprendiamo che cosa significhi per noi essere moderni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per l&#8217;estate 2024: Davide Sisto e la rivoluzione digitale</h2>



<p>L&#8217;ultimo testo consigliato è di <a href="https://amzn.to/4ePIf0Y" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Davide Sisto, &#8220;ricordati di me. La rivoluzione digitale tra memoria e oblio&#8221;</strong></a> edito da bollati boringhieri. Spesso Facebook consiglia ri condividere ricordi di 1, 2 e tanti anni fa, o anche video come «Il tuo anno su Facebook». Proprio questo sguardo al passato – su cui sempre di più si concentrano i social network – offre a Davide Sisto lo spunto per riflettere su come cambia nell&#8217;era digitale il nostro rapporto con la memoria e l’oblio. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/sisto-ricordati-di-me-libro-estate-2024-consigli-di-lettura.jpg"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/sisto-ricordati-di-me-libro-estate-2024-consigli-di-lettura.jpg" alt="davide sisto ricordati di me libro estate 2024 consigli di lettura" class="wp-image-16917" width="343" height="457" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/sisto-ricordati-di-me-libro-estate-2024-consigli-di-lettura.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/sisto-ricordati-di-me-libro-estate-2024-consigli-di-lettura-225x300.jpg 225w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/sisto-ricordati-di-me-libro-estate-2024-consigli-di-lettura-696x928.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2024/07/sisto-ricordati-di-me-libro-estate-2024-consigli-di-lettura-315x420.jpg 315w" sizes="(max-width: 343px) 100vw, 343px" /></a><figcaption class="wp-element-caption"><a href="http://www.serena.unina.it/index.php/funes/article/view/7476" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PER LEGGERE UNA TRATTAZIONE PIù APPROFONDITA LEGGI QUI</a></figcaption></figure>
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<p>Il passato non esiste realmente: è solo una storia che raccontiamo a noi stessi. Ma cosa succede quando questa storia la raccontiamo non solo a noi ma anche ai nostri follower, registrandola, insieme ad altri milioni di utenti, all&#8217;interno dei nostri profili social e sul web, rendendola consultabile per sempre? </p>



<p><strong>I social network stanno diventando degli enormi archivi digitali</strong>, a partire dai quali è possibile costruire&nbsp;– in maniera del tutto inedita – una grande autobiografia culturale collettiva, in cui ciascuno contribuisce con parole e immagini a delineare tanto il proprio profilo biografico quanto quello degli altri, plasmando insieme la memoria personale e quella collettiva. &#8220;Ricordati di me&#8221; ci aiuta a esplorare la rivoluzione digitale in corso, che lascerà agli storici del futuro un patrimonio di tipo nuovo. </p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/06/Francesco-DAmbrosio-Caporedattore-sociologicamente.jpeg" width="100"  height="100" alt="Francesco D&#039;Ambrosio Caporedattore sociologicamente" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/francescodambrosio/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Francesco D&#039;Ambrosio</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di comunicazione e Gestione HR. Giornalista pubblicista laureato in Sociologia con lode. Redattore capo di Sociologicamente.it.<br />
<i><a href="https://docs.google.com/document/d/1lTd2eP35pV6axDpBbvuyWI6nmzqzkCOQ/edit?usp=sharing&amp;ouid=117395073988038250447&amp;rtpof=true&amp;sd=true">PUBBLICAZIONI</a> | <a href="https://www.linkedin.com/in/francescodambrosio-sociologo-orientatore-hr/">LINKEDIN </a></i></p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/estate-2024-i-libri-sociologici-da-portare-in-vacanza/">Estate 2024: i libri sociologici da portare in vacanza</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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