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	<title>sociologia clinica Archivi - Sociologicamente</title>
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	<description>Fatti sociali, Sociologia, Informazione</description>
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	<title>sociologia clinica Archivi - Sociologicamente</title>
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		<title>Sanità e accessibilità in Sicilia: un caso, una ricerca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sociologicamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 14:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca sociale]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia clinica]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia della salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La recente finanziaria varata dal governo siciliano, prevede l’incremento della digitalizzazione dei servizi erogati dalle strutture sanitarie. Una strategia digitalizzante, che determina un sodalizio tra le politiche di gestione dei servizi e l’accessibilità tecnologica delle piattaforme digitali e che lavorano di concerto con un unico obiettivo: migliorare la qualità dei servizi forniti agli utenti e, [&#8230;]</p>
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<p>La recente finanziaria varata dal governo siciliano, prevede l’incremento della digitalizzazione dei servizi erogati dalle strutture sanitarie. <strong>Una strategia digitalizzante</strong>, che determina un sodalizio tra le politiche di gestione dei servizi e l’accessibilità tecnologica delle piattaforme digitali e che lavorano di concerto con un unico obiettivo: migliorare la qualità dei servizi forniti agli utenti e, nel nostro caso, la sanità siciliana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricerca sul nuovo piano digitale della Sanità in Sicilia</h2>



<p>Nel caso di specie, le iniziative previste dal piano di digitalizzazione della sanità in Sicilia, prevedo­no l’impiego di applicazioni e portali mediante i quali garantire l’accesso e una maggiore fruibilità dei servizi sanitari a tutti gli utenti, effettuando prenotazioni online e <strong>attivando un processo di sbu­rocratizzazione della sanità,</strong> attraverso la dematerializzazione delle impegnative e la possibilità di accedere ai servizi online.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="635" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-1024x635.jpg" alt="La sociologia della salute: nuovi scenari di studio" class="wp-image-5107" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-1024x635.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-300x186.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-768x476.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-356x220.jpg 356w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-696x432.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-1068x662.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-677x420.jpg 677w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>APPROFONDISCI -&gt; <a href="https://sociologicamente.it/la-sociologia-della-salute-nuovi-scenari-di-studio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La sociologia della salute: nuovi scenari di studio</a></figcaption></figure></div>



<p>In particolare: “<em>SovraCUP</em>” e “<em>Fascicolo sanitario elettronico</em>” sono le strategie digitali create <em>ad hoc </em>per ottimiz­zare i tempi relativi alle lunghe liste di attesa e garantire una maggiore efficacia dei servizi.</p>



<p>La presente indagine vuole investigare il livello di conoscenza e di accessibilità garantita dalle stra­tegie digitali impiegate dalle strutture sanitarie, come previsto dalla normativa in atto. Attraverso un sondaggio, somministrato ad un campione di utenti stratificato, <strong>la ricerca vuole cogliere sia il li­vello informativo</strong> delle presenti novità in ambito sanitario, che il grado di soddisfazione/percezione degli utenti relativi alla molteplicità di elementi innovativi introdotti in termini di servizi forniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’indagine scardina una serie di dati significativi</h2>



<p>Attraverso una pluralità di domande, strutturate per tematiche, l’indagine scardina una serie di dati significativi. Innanzitutto a rispondere sono stati sia uomini, che donne, con una correlazione negativa di genere relativa al grado di conoscenza dei servizi erogati, con un’età compresa tra i 40-50 anni.</p>



<p><strong>Il campione di riferimento</strong> è rappresentato da soggetti occupati, quindi, percettori di reddito e con un livello di istruzione medio-alta (63,6%), per lo più residenti a Palermo (54,5%). Dai dati relativi al grado di conoscenza dei servizi erogati dalle strutture sanitarie e dall’utilità dei medesimi, emerge che circa il 44,4% degli utenti ne usufruisce, il 22%, in particolare, per prestazio­ni mediche, visite specialistiche e l’11% per analisi ematochimiche.</p>



<p>Le rivelazioni concernenti le modalità di prenotazioni mediante le quali gli utenti usufruiscono dei servizi sanitari erogati, in particolare se fisicamente, recandosi al CUP di riferimento o effettuando prenotazioni online, il 52,4% afferma di recarsi personalmente per prenotare, a fronte di un 47,6% che asserisce di prenotare tramite mail scansionando la richiesta dello specialista.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli utenti ignorano il piano della sanità</h2>



<p>Ciò attesta, di fatto, che le nuove modalità previste dal piano di digitalizzazione sanitario non sono conosciute dagli utenti, poiché i nuovi servizi permettono di accedere direttamente alle strutture sa­nitarie, visualizzando data, ora e disponibilità delle strutture. <strong>A differenza del vecchio servizio tele­matico</strong> che prevede solo un riscontro telefonico da parte degli operatori sanitari delle Asp di riferi­mento in caso di disponibilità del servizio.</p>



<p>Significativi i dati relativi alla dematerializzazione dell’impegnativa: il 63,6% degli utenti asserisce di ricevere le richieste tramite applicazione WhatsApp, a fronte del 36,4% che sostiene di recarsi fi­sicamente presso lo studio medico per ritirarla. Notevole la soddisfazione degli utenti, circa la dematerializzazione dell’impegnativa, che la trovano vantaggiosa in termini di ottimizzazione dei tempi e delle attese, solo il 2% degli utenti intervistati non ravvisa alcun vantaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inefficienze e digital gap nella sanità siciliana</h2>



<p>L’indagine ha anche investigato il grado di alfabetizzazione digitale degli utenti cercando di scorge­re la correlazione positiva tra questo e l’accessibilità dei servizi. Dai dati emerge, infatti, che la cor­relazione tra i due è positiva tanto quanto è maggiore l’abilità informatica degli utenti. <strong>Le inefficienze dei servizi,</strong> invece, sono denunciate da tutti gli utenti che lamentano l’estrema lun­gaggine dei tempi di prenotazione per le visite; l’intero campione asserisce che i tempi vanno dai 6 agli oltre 12 mesi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="695" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria-1024x695.jpg" alt="Rc professionale medici: fra obblighi e tutele" class="wp-image-9012" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria-1024x695.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria-300x204.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria-768x521.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria-696x472.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria-1068x725.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria-619x420.jpg 619w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2019/07/assicurazione-sanitaria.jpg 1592w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>APPROFONDISCI -&gt; <a href="https://sociologicamente.it/il-ruolo-della-sociologia-nel-mondo-sanitario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il ruolo della sociologia nel mondo sanitario</a></figcaption></figure></div>



<p>In merito alla conoscenza dei servizi digitali erogati dalle strutture sanitarie, gli utenti rispondono positivamente, l’86,4% del campione, risponde di avere dimestichezza con le tecnologie digitali im­piegate dalle Asp e dalle strutture ospedaliere. I problemi maggiori si rintracciano nei lunghi tempi di attesa, anche effettuando le prenotazioni on­line, con il vecchio sistema, circa l’86% dichiara di a<strong>vere avuto difficoltà ad accedere ai siti </strong>e di avere atteso molto tempo per poter prenotare una visita (27,3%). Eppure, i servizi di prenotazione online classici risultano ben noti e impiegati dagli utenti che di­chiarano di utilizzarli con una percentuale pari al 77,3%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità introdotte dal piano digitale</h2>



<p>Ma andiamo alle novità introdotte dal piano digitale e già presenti nelle piattaforme delle strutture sanitarie. Circa il 54,4% asserisce di non sapere che è possibile prenotare tramite applicazione, mentre il 45,4% dichiara di conoscere questa modalità. In particolare, l’applicazione “<a href="https://sovracup.regione.sicilia.it/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>SovraCUP</em>”</a> è conosciuta dall’86,4% degli utenti, a fronte di una percentuale esigua il 13,6% del campione che di­chiara di non conoscere la seguente App.</p>



<p>Negativi i dati relativi al portale attivato dalla Regione Siciliana, circa il 90% degli utenti, quasi l’intero, afferma di non conoscere la piattaforma da poco creata. <strong>Si evince, un chiaro problema di comunicazione </strong>relativo alla presentazione del piano strategico. Solo il 9% dichiara di conoscerlo e di trovarlo vantaggioso.</p>



<p>Stessa sorte per l’altra iniziativa digitale, il <em>fascicolo sanitario elettronico</em>, sconosciuto dal 68,2% degli utenti, ma ritenuto ottimale per il 7% degli stessi. In relazione al rapporto tra digitale e sanità, il 63,2% ritiene che sia vantaggioso e permetta una maggiore accessibilità ai servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I risultati della ricerca</h2>



<p>La presente rilevazione si correla perfettamente con lo scopo dell’indagine, che si prefigge l’obietti­vo di capire se le tecnologie digitali escludano dei soggetti (<em>target</em>) dall’accessibilità/fruibilità dei servizi sanitari. Solo il 6% del campione ritiene che sia un vantaggio per tutti, il 4% dell’intero cam­pione afferma che gli anziani siano esclusi da questa strategia digitale e, conseguentemente, dall’accessibilità/fruibilità dei servizi. Infatti, in merito alla <strong>realizzazione di una strategia digitale differenziata </strong>e targettizzata per tipologia degli utenti, il 50% degli utenti opta per un’unica strategia, vs la controparte, che afferma di volere strategie differenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Idee e proposte per la sanità siciliana</h2>



<p>Molteplici gli interventi proposti in merito all’ottimizzazione dei servizi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Tutoraggio per facilitare l’accessibilità;</li><li>Formazione e potenziamento del personale;</li><li>Maggiore informazione, partendo dal medico di base;</li><li>Piattaforme più evolute e help desk online e fisico;</li><li>Adeguamento delle strutture e del personale;</li><li>Più facilitazione nella ricerca della prescrizione.</li></ul>



<p>Mentre, ancora una volta, l’insoddisfazione è correlata alle lunghe liste di attesa per le prenotazioni delle prestazioni. Il grado di soddisfazione della qualità dei servizi erogati e dell’accessibilità degli stessi è così rappresentato dal campione: il 54,5 % dichiara di essere soddisfatto, il 31,8% abbastan­za, contro il 13,6% degli utenti che dichiara di non esserlo per niente. Il tema dell’accessibilità sanitaria è molto sentito dagli utenti che afferma quanto sia fondamentale per i cittadini: il 40,9% del campione dà un’importanza pari a 5 in un range compreso da 1 a 5, mentre il 31,8% 4, segue il 22,7% con 3 e il 4,5% con valore due.</p>



<p><strong>Valeria Salanitro</strong></p>
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		<title>Perché la società soffre di DCA?</title>
		<link>https://sociologicamente.it/perche-la-societa-soffre-di-dca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sociologicamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2022 06:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La teoria sociologica contemporanea ha studiato come il corpo, la percezione di noi stessi ha molto a che fare con le condizioni socioculturali che la società ci impone. La sfera sociale condiziona le attività biologiche, a tal punto da non poterle considerare solo frutto di un bisogno fisico, bensì espressioni identificative de: “noi stessi rispetto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La teoria sociologica contemporanea</strong> ha studiato come <a href="https://sociologicamente.it/un-femminismo-per-tutti-la-rivoluzione-che-passa-per-il-corpo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il corpo</a>, la percezione di noi stessi ha molto a che fare con le condizioni socioculturali che la società ci impone. La sfera sociale condiziona le attività biologiche, a tal punto da non poterle considerare solo frutto di un bisogno fisico, bensì espressioni identificative de: “noi stessi rispetto agli altri”, pensiamo alle insicurezze circa la nostra identità, al bisogno di essere riconosciuti in amore… Oggi a questo proposito <strong>parliamo di </strong><a href="https://www.apc.it/disturbi/adulto/anoressia-e-bulimia/disturbi-alimentazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disturbi del comportamento alimentare</a> dal punto di vista sociologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dca: identità = apparire  </h2>



<p>Alcuni studi rivelano come in realtà seguiamo modelli sbagliati. Ogni giorno visitando i social o guardando la tv “assumiamo pillole” sbagliate, che a loro volta diventano percezioni e consapevolezze errate. Spesso, ci capita di vedere come soggetti che hanno prestigio e visibilità sociale, hanno fisici molto magri o estremamente palestrati e vengono però osannati e seguiti da milioni di persone che approvano e imitano ciò che viene proposto. Non stupisce affatto, che una patologia con indici epidemici colpisca la società dove il potere, la visibilità e l’apparenza formano la chiave per aprire la porta del successo. L’interiorizzazione del modello fisico dominante rappresenta una<strong> soluzione patologica del problema dell’identità</strong>, in quanto consente di ridurre il disagio causato dai sentimenti di debolezza e dal conflitto interiore.</p>



<p>Tutto questo è frutto di una società che nella quotidianità ci impone di avere desideri di vita lavorativa e privata conformi alla richiesta, uniformi agli altri. Grazie a questi parametri imposti e inconsciamente accettati, le persone più insicure sono diventate prive di identità a furia di seguire la massa, e le più sicure sono comunque frutto di una società che impone parametri chiari e che fa credere loro di aver scelto. Tutti con fisici da copertina, o a rincorrere quell’ideale, tutti con diete ferree senza affidarsi ad un esperto. Eh già! Nella società odierna il potere è degli influencer: &lt; Se “Tizio” ha avuto successo per ciò che mangia e per le attività che fa, allora lo farò anche io>. Poco importa se il nostro fisico non riuscirà a tenere quei ritmi… l’importante è apparire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dca: i media sono una rovina?</h2>



<p>I media hanno il monopolio dell’immaginario, e attraverso la comunicazione svolgono un importante ruolo nel determinare l’identità. Quindi prima di tutto, capiamo se dai media subiamo o meno violenza. La riposta, è sicuramente sì, se pur in forma indiretta. L’elemento chiave che troviamo all’interno del mercato dei media è la persuasione ad essere come quel soggetto o ad avere un oggetto per essere.</p>



<p>Dov’è la violenza in ciò che vediamo? <strong>L’uso del corpo femminile nelle pubblicità</strong>, come ad esempio lo yogurt Müller: “fate l’amore con il sapore”, spot che va in onda da anni, e c’è sia una frase ad effetto e provocatoria, sia una ragazza molto bella e anche molto magra. Anche i grandi marchi: Dior, D&amp;G… fanno uso di corpi sia femminile che maschile in gran stato di forma, dove non risulta esserci alcuna imperfezione o caratteristica identificativa del soggetto, bensì possiamo vedere delle bellezze oggettive.  Qualcuno può dire: “Ora qualcosa è cambiato, molti adottano modelle curvy”. Per sradicare un disturbo epidemico, ci vuole più di “qualche modella curvy”. Di fatto, ad oggi, ci sono modelle curvy , ma non modelli in generale, uomo o donna, con fisicità riconoscibili. Nella nostra società c’ ancora la credenza che temi come anoressia, bulimia, vigoressia sono problemi principalmente femminili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="443" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2-1024x443.jpg" alt="" class="wp-image-13329" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2-1024x443.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2-300x130.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2-768x332.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2-696x301.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2-1068x462.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2-972x420.jpg 972w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-2.jpg 1300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Durante il lockdown (COVID-19) molti ragazzi hanno iniziato a soffrire di disturbi di DCA, in modo particolare di anoressia e vigoressia. Quest’ultima, infatti, molto più diffusa tra i giovani uomini, consiste nell’ossessione per il fisico perfetto. Ovviamente, <strong>non c’è nulla di male nel volere avere un bel fisico</strong>, qui però parliamo di una fissazione che diventa poi terrore di perdere il tono muscolare per aver mangiato un alimento sbagliato o aver saltato un giorno di allenamento. Essere in forma è giusto, ma è ancora più giusto rispettare il proprio corpo, stressarci, portarci ai limiti non ci fa bene. Tutto questo, per identificarci in una società, sotto questo aspetto: “malata”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dca: di quale identità parliamo?</h2>



<p>Sappiamo che questi disturbi sorgono prevalentemente durante l’adolescenza, questa però non è una regola. In questa sede, <strong>riportiamo alcune delle testimonianze raccolte in ambito sportivo.</strong></p>



<p>Ragazzo-anni16: “Avevo 3 kg in più e ho iniziato a fare sport. Mi pesava molto guardarmi allo specchio, confrontarmi con gli altri [..] facendo sport ho conosciuto coetanei che sono stati da subito un grande stimolo. La maggioranza è in forma e questo mi ha spinto ad allenarmi di più, mangiando lo stretto indispensabile. Ho tolto i carboidrati, l’hamburger preferisco farlo io, per avere la sicurezza del macinato. Ho perso 10 kg ma credo di dover ancora limare qualcosa!”</p>



<p>Ragazza-anni 15: “Ho subito problemi a casa e contemporaneamente i miei amici mi facevano notare come fisicamente non ero al “top”, dal nervoso ho eliminato qualche alimento qua e là, fin quando sono riuscita a saziarmi con un pasto al giorno, che era la pasta o la carne, frutta e verdura totalmente eliminate. Ora, la “consistenza della carne” è diventata indigeribile per me, infatti, la evito. Sono dimagrita, ma comunque c’è qualcosa che non rispetto agli altri.”</p>



<p>Ragazza-anni 26: Più volte ricaduta in DCA. “La prima volta avevo 10 anni, alcune compagne di classe scrivevano lettere che parlavano della mia fisicità, le ritrovavo nello zaino. I miei genitori avevano altri problemi quindi da brava bambina non parlavo. Ricordo che mangiavo poco, alcune volte vomitavo[..] una compagna di classe trovò una lettera e oltre a farla vedere all’insegnante la vide mia madre, presero accordi, ero “sotto osservazione”, se non avrei invertito la rotta stesso la mia famiglia mi avrebbe portato da chi di dovere.”</p>



<p>“La seconda volta avevo 23 anni, tra lo stress universitario. I drammi familiare e i problemi con il mio ragazzo di allora. Ci sono ricaduta! La mancanza di autostima, la non accettazione, il vedere gli altri perfetti …e io? [..]Sono svenuta a lavoro, mangiavo il minimo e il corpo mi ha tradito. Questa volta, un amico ha visto una foto su instagram dove risultavo estremamente magra e mi contattò. Mi ha aiutato! Ho iniziato a pensare che per qualcuno ero visibile”</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca.jpg"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca.jpg" alt="" class="wp-image-13331" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-300x200.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-768x512.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-696x464.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2022/03/dca-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>“LA terza volta, un anno fa, a 25 anni, da poco mi ero ripresa dalla volta prima. Il lockdown mi ha giocato una brutta carta e mi sono nuovamente concentrata sul mio aspetto fisico. Durante quel periodo le paure hanno preso il sopravvento e ho ceduto. Ero a un passo da laurearmi nuovamente, e la paura di trovare una giusta occupazione era tanta. Mi tenevo in forma! Gli annunci di lavoro richiedono spesso “bella presenza” e ai colloqui sembra la prima cosa che guardano, prima delle competenze. Stavolta mi sono salvata da sola! Toccare il fondo troppe volte, ti fa venire voglia di risalire”</p>



<p>Donna- anni 46 all’incirca: “Ho iniziato a 16 anni dopo che il mio ragazzo di allora mi tradì con un’altra. Sono attenta ad ogni singolo alimento, i miei mi hanno portato anche in diversi centri, ma io nella mia estrema magrezza ci sto bene. […] controllo anche le calorie dell’acqua se così possiamo definirle. Avere questo tipo di controllo mi fa stare bene.”</p>



<p>Identità: chi siamo veramente in questa società? Ciò che vogliamo essere veramente, o ciò che ci impongono di voler essere?</p>



<p><strong>Annamaria Napoli</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Riferimenti bibliografici e sitografici</h2>



<ul class="wp-block-list"><li>Crespi-1994: il corpo a più dimensioni. Identità, consumo, comunicazione- pubblicato: Franco Agnelli 2005</li><li>Gordon R-2004: Anoressia E Bulimia</li><li>Simmel G: il conflitto della civiltà moderna – curato Giuseppe Rensi 2017</li></ul>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Maratona del sorriso: la missione dei clown di Teniamoci per Mano Onlus</title>
		<link>https://sociologicamente.it/maratona-del-sorriso-la-missione-dei-clown-di-teniamoci-per-mano-onlus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Petrano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 May 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Patch Adams, noto ai più per essere stato il padre della clownterapia, insieme a Michael Christensen, afferma che:”&#160;Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia “. Chi è il clowndottore? Il clowndottore è un artista che decide [&#8230;]</p>
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<p>Patch Adams, noto ai più per essere stato il padre della clownterapia, insieme a Michael Christensen, afferma che:”&nbsp;Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia “.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è il clowndottore?</h2>



<p>Il clowndottore è un artista che decide di dedicare la sua attività a far sorridere i bambini in ospedale. I <strong>clowndottori</strong> vengono formati con un corso di almeno 200 ore più tirocinio ospedaliero<strong>. </strong>Una volta superato il corso e il tirocinio si può cominciare a svolgere il ruolo in ospedale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="760" height="447" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/maratona-del-sorriso.png" alt="maratona del sorriso" class="wp-image-12646" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/maratona-del-sorriso.png 760w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/maratona-del-sorriso-300x176.png 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/maratona-del-sorriso-696x409.png 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/maratona-del-sorriso-714x420.png 714w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Teniamoci per mano onlus</h2>



<p>Dal 2010, Teniamoci per Mano Onlus si prende <a href="https://sociologicamente.it/i-diritti-dei-bambini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cura dei bambini</a>, delle famiglie e degli anziani sofferenti in reparti pediatrici, case famiglia e case di riposo. Insieme a loro combattiamo la malattia, il dolore e la paura con l’effetto benefico del ridere, della fantasia e delle emozioni positive, capaci di migliorare la salute ed aiutare ad affrontare il futuro con ottimismo in ben 10 regioni italiane L’obiettivo principale è quello di creare un mondo solidale ed inclusivo, attraverso un gesto universale, il sorriso. Invece, l’obiettivo specifico è quello di far conoscere il ruolo del clown e l’importanza della <strong>clownterapia</strong>. &nbsp;Puoi sostenere <a href="https://teniamocipermanoonlus.net/clownterapia-negli-ospedali-2/">qui</a> il loro lavoro!</p>



<p>Nel corso del tempo l’associazione si è dedicata a vari progetti come <em>La bottega della leggerezza</em>, ossia un luogo di ritrovo per ogni fascia di età, capace di dare sostegno e solidarietà attraverso la risata, obiettivo principale dell’associazione.</p>



<p>Il progetto “ <em>un clown a sei zampe</em>” che si basa sulla pet therapy, ossia una serie di attività di assistenza con gli animali. Dal punto di vista educativo e di crescita personale si evince che il contatto con gli animali è molto importante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Maratona del sorriso: cos’è e come partecipare</h2>



<p>La <strong>Maratona del Sorriso</strong> nasce per sostenere tutte le iniziative di solidarietà e beneficenza organizzate da ogni singolo Distretto della famiglia Teniamoci per Mano sul proprio territorio di appartenenza. Ogni delegazione ha presentato un progetto, come ad esempio la donazione di un’attrezzatura medica o l’organizzazione di attività di volontariato, ed ogni campagna sociale contribuirà all’obiettivo finale della Maratona. Hanno preso parte al progetto, oltre al distretto di Napoli, anche Roma, Bologna, Milano e Bari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="800" height="446" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/teniamoci-per-mano-maratona-del-sorriso.png" alt="" class="wp-image-12648" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/teniamoci-per-mano-maratona-del-sorriso.png 800w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/teniamoci-per-mano-maratona-del-sorriso-300x167.png 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/teniamoci-per-mano-maratona-del-sorriso-768x428.png 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/teniamoci-per-mano-maratona-del-sorriso-696x388.png 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2021/05/teniamoci-per-mano-maratona-del-sorriso-753x420.png 753w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Attraverso la piattaforma <a href="https://www.gofundme.com/f/ss5kj2-maratona-del-sorriso?utm_campaign=p_lico+share-sheet&amp;utm_medium=chat&amp;utm_source=whatsapp-visit"><strong>GoFundMe</strong></a><strong> </strong>e in generale i social dell’associazione e il web<strong>,</strong> si sensibilizzerà l’opinione pubblica alla causa, raccogliendo le donazioni necessarie a partire dal 10 maggio al 25 luglio.</p>



<p>Il destinatario del progetto è <strong>l’ospedale Santobono di Napoli</strong>, in particolare per l’acquisto di lampade per fototerapia. per il trattamento di determinate condizioni mediche del neonato, attraverso radiazioni luminose emesse dal dispositivo artificiale, per il tempo di esposizione variabile. Budget stimato 11.548,32 €</p>



<p>Attrezzature per gli altri distretti in Campania:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong><em>Acquisto di poltrone del sorriso- distretto di Caserta</em></strong></li><li>Acquisto di n. 10 poltrone e 7/8 maschere respiratorie per i reparti dell’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, allo scopo di migliorare il soggiorno dei familiari accanto ai pazienti. <br><br>Budgest stimato 5.000,00€</li></ul>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/11/Barbara-Petrano-Foto.jpg" width="100"  height="100" alt="Barbara Petrano" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://sociologicamente.it/author/barbarapetrano/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Barbara Petrano</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>La sociologia mi ha insegnato a pensare, la scrittura mi aiuta ad esprimere le mie idee. Sono laureata in Culture Digitali e della Comunicazione e sono appassionata di digital marketing.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/maratona-del-sorriso-la-missione-dei-clown-di-teniamoci-per-mano-onlus/">Maratona del sorriso: la missione dei clown di Teniamoci per Mano Onlus</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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		<title>Il ruolo della sociologia nel mondo sanitario</title>
		<link>https://sociologicamente.it/il-ruolo-della-sociologia-nel-mondo-sanitario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sociologicamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[I Grandi Sociologi]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sociologia, in quanto scienza che si occupa della complessità sociale della vita umana, si colloca come discipli­na eclettica e multidimensionale anche all’interno del mondo sanitario. Per questa ragione è possibile parlare di sociologia della salute come branca specifica che si occupa della salute a tutto tondo: persone, istituzioni, implicazioni etiche e processi sociali che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La Sociologia, in quanto scienza che si occupa della complessità sociale della vita umana, si colloca come discipli­na eclettica e multidimensionale anche all’interno del mondo sanitario. Per questa ragione è possibile parlare di sociologia della salute come branca specifica che si occupa della salute a tutto tondo: persone, istituzioni, implicazioni etiche e processi sociali che vi ci abitano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sociologia della salute</h2>



<p>Per meglio chiarire, la <strong>Sociologia della salute</strong> ha come scopo di <em>“contestualizzare gli eventi pa­tologici e le loro caratteristiche emergenti entro un ambito problematico, che si estende al di là delle sole componenti bio-organiche</em>” (Giarelli, Vignera 2004). In sostanza, <strong>la </strong><u><a href="https://www.ais-sociologia.it/sociologia-della-salute-e-della-medicina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sociologia della salute</a></u><strong> studia come la complessità sociale della vita umana influisce sulla salute e il benessere individuale e collettivo</strong>. L’influenza della sociologia della salute si articola su tre piani:</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="635" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-1024x635.jpg" alt="La sociologia della salute: nuovi scenari di studio" class="wp-image-5107" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-1024x635.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-300x186.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-768x476.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-356x220.jpg 356w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-696x432.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-1068x662.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc-677x420.jpg 677w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/02/Salute-Assicurazioni-Sanitarie-Imc.jpg 2000w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La sociologia della salute: nuovi scenari di studio</figcaption></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Microsociologia della salute</strong>: il ruolo di malato, illness/health comportamenti, diversi modelli di relazione medico-paziente, salute e vita quotidiana,  genere, corso di vita e salute, pratiche di benessere, educazione/formazione alla salute.</li>



<li><strong>Mesosociologia della salute</strong>: concetto di lavoro sanitario/di care, sociologia delle professioni sanitarie, reti sociali e salute, analisi delle organizzazioni sanitarie e management, benessere sociale, promozione della salute (specie a livello di comunità).</li>



<li><strong>Macrosociologia della salute</strong>: politiche per la salute, concetto di sistema sanitario, sistemi sanitari comparati, sistema sanitario ed ecosistema, stili di vita, rappresentazioni sociali, culture della salute, comunicazione della salute.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Agli albori della sociologia della medicina</h2>



<p>Si assume convenzionalmente che la disciplina della Sociologia della salute nasca fra la fine degli anni ’40 e l’inizio degli anni ’50 con gli studi struttural-funzionalisti di Talcott Parsons sul ruolo del malato (<em>sick role</em>), che spiegavano la dimensione e la funzione sociale della salute e della malattia. A<strong> Talcott Parsons</strong> attribuiamo la paternità di quella branca della sociologia che nell’arco degli ultimi sessant’anni si è occupata di salute/malattia e sistema sanitario con i vari sub-sistemi, riconosciuta inizialmente come Sociologia della/nella Medicina (<em>Medical Sociology</em>) mentre oggi si identifica nella dimensione olistica di <strong>Sociologia della Salute</strong>. Parsons parte dell’assunto che </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<pre class="wp-block-verse"><em>ogni fenomeno sociale è il prodotto di un sistema di relazioni e di azioni sociali, nel quale il sistema sociale costituisce il contesto entro cui gli uomini agiscono. Il sistema sociale è costituito da parti connesse tra loro, suddivisibili in macro e micro dimensioni, interne ed esterne al subsistema di riferimento. Dalla interconnessioni delle variabili di un subsistema (o del sistema stesso) si possono generare effetti strutturali che possono essere “funzionali” o normali” e effetti cosiddetti “devianti”.</em></pre>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Malattia come devianza</h2>



<p>La malattia, quindi è intesa come “<a href="https://sociologicamente.it/teorie-sociologia-devianza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">devianza</a>” da parte del “malato” poiché non in grado di ricoprire i propri ruoli. In seguito, la disciplina sociologica in materia di salute si è sviluppata attraverso l’integrazione di altri paradigmi sociologici, come il concetto di <strong>iatrogenesi sociale</strong> di Ivan Illich. Quest’ultimo, acuto critico delle società moderne, nel 1976 scrisse &#8220;Nemesi medica&#8221;, in cui contestava la medicina ufficiale e l&#8217;estensione del suo potere sulla società. Il saggio si apre con un&#8217;affermazione forte e provocatoria: &#8220;<em>La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute</em>&#8220;. Per Illich la medicina provoca non solo essa stessa la malattia (iatrogenesi) ma diventa una macchina per creare consumatori incapaci di avere consapevolezza e saper autogestire la propria salute.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="960" height="540" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/01/crowd-of-people-walking-on-new-york-city-street-slow-motion_41bmnbug__F0000.png" alt="Concetti e categorie: le basi della sociologia" class="wp-image-4978" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/01/crowd-of-people-walking-on-new-york-city-street-slow-motion_41bmnbug__F0000.png 960w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/01/crowd-of-people-walking-on-new-york-city-street-slow-motion_41bmnbug__F0000-300x169.png 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/01/crowd-of-people-walking-on-new-york-city-street-slow-motion_41bmnbug__F0000-768x432.png 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/01/crowd-of-people-walking-on-new-york-city-street-slow-motion_41bmnbug__F0000-696x392.png 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/01/crowd-of-people-walking-on-new-york-city-street-slow-motion_41bmnbug__F0000-747x420.png 747w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Concetti e categorie: le basi della sociologia</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Tre tipi di iatrogenesi</h2>



<p>Per Illich ci sono tre tipi di iatrogenesi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>quella <em>clinica</em>: l&#8217;applicazione di cure mediche, lungi dal guarire l&#8217;individuo dalla malattia, funzionano a loro volta da agenti patogeni. Spesso, infatti, sono farmaci, medici e ospedali a causare malattie di vario tipo, ancora più di batteri, virus o altre cause note</li>



<li>quella <em>sociale</em>: i sintomi di supermedicalizzazione sociale emergono quando la cura della salute si tramuta in un diktat nascosto e standardizzato, stabilendo che cosa è &#8220;deviante&#8221; rispetto al concetto di salute.</li>



<li>quella <em>culturale</em>: civiltà medica ha ridotto il dolore a problema tecnico e lo ha privato del significato personale, trattandolo allo stesso modo per tutti. Invece il dolore è il sintomo di un confronto con la realtà e non può essere &#8220;oggettivamente misurabile&#8221;. L&#8217;uomo occidentale, secondo Illich, ha perso anche il diritto di presiedere all&#8217;atto di morire e viene espropriato della libertà di scelta su di sé e sulla propria salute.</li>
</ol>



<p>Illich, insomma, tratta temi che ancora oggi appaiono molto attuali e che riconduciamo alle <strong>logiche capitalistiche</strong> spesso fumose delle case farmaceutiche, delle multinazionali della salute le quali oscillano brutalmente tra la necessità di fatturare e quella di curare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La nascita della sociologia della salute</h2>



<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sociologia_fenomenologica" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fenomenologia</a> fu la vera svolta. Infatti, l’approccio fenomenologico ha “rivoluzionato” il modo di leggere ed intendere la salute/malattia poiché ha tentato di superare l’anacronistica dicotomia cartesiana tra “res cogitans” e “res extensa”, unificando dunque le due dimensioni. I fenomenologi, nelle loro differenti scuole, soffermano il loro interesse sul concetto di Sè (Self). Le parole chiavi della sociologia fenomenologica sono <strong>“azione sociale, intersoggettività, intenzionalità, comunicazione di senso, distribuzione della coscienza, senso comune, comprensione dell’altro”.</strong> La medicina dunque, non può prescindere dall‘<em>individualità</em> del paziente, ma deve instaurare con questo un rapporto empatico tale da facilitare il ben-essere dell’assistito.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="600" height="400" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/03/8be362c2dc3b423bb7e5fce5a9b29235-articleLarge.jpg" alt="Fenomenologia dei social network" class="wp-image-10007" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/03/8be362c2dc3b423bb7e5fce5a9b29235-articleLarge.jpg 600w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/03/8be362c2dc3b423bb7e5fce5a9b29235-articleLarge-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>


<p>Facciamo risalire le origini della sociologia della salute agli anni ’70 con Achille Ardigò e il suo gruppo di studiosi dell’Università di Bologna della Scuola di Specializzazione in Sociologia Sanitaria, che produssero un nuovo paradigma, quello correlazionale. Ardigò, sociologo e politico italiano, ha generato un modello teorico caratterizzato da un approccio multidimensionale: l’approccio fondante l’impostazione connettivo-sistemica. Il gruppo di lavoro Bolognese è riuscito ad allargare l’orizzonte al più vasto campo sociale della salute letto secondo un approccio teso a riconnettere sistema sociale e fenomenologia dell’esperienza individuale della salute/malattia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Secondo Achille Ardigò</h2>



<p>Secondo Achille Ardigò, il sistema sanitario al centro di un quadrilatero ai cui angoli vi sono quattro concetti base:</p>


<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="300" height="247" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/achille-ardigo.jpg" alt="" class="wp-image-11702" style="width:438px;height:361px"/><figcaption class="wp-element-caption">Prof. Achille Ardigò</figcaption></figure>
</div>


<ul class="wp-block-list">
<li>Natura esterna: ambiente in cui si generano agenti patogeni ed i relativi percorsi di prevenzione/cura/riabilitazione;</li>



<li>Sistema sociale: il teatro in cui i soggetti interagiscono attraverso rapporti interpersonali, costituendo gruppi sociali semplici (famiglia) e complessi (stato);</li>



<li>Soggetto: individuo immerso nei propri mondi vitali, ossia il soggetto inteso come Ego e come Self;</li>



<li>Natura interna: dimensione bio-psichica del soggetto,</li>
</ul>



<p>L’interconnessione tra queste 4 dimensioni crea altre 4 connessioni ove è possibile<strong> individuare tutti gli aspetti del sistema sanitario </strong>sia di tipo microscopico (relazione medico-paziente) sia di tipo macroscopico (politica ed economia sanitaria, interventi medico-scientifici su larga scala) e mesoscopiche (organizzazioni sanitarie locali).</p>



<h2 class="wp-block-heading">4 connessioni</h2>



<p>Le 4 connessioni prodotte dall’intersecazione tra le 4 dimensioni ed il sistema sanitario sono identificate in:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>ecologica</strong> del sistema sanitario, relativa alle risorse che l’ambiente mette a disposizione e al loro utilizzo mediante la divisione sociale del lavoro sanitario in relazione alle forme di differenziazione sociale.</li>



<li><strong>strutturale</strong>, relativa ai rapporti fra tale sottosistema e gli altri sottosistemi sociali come quello politico, economico e culturale.</li>



<li><strong>fenomenologica</strong>, relativa all’integrazione dell’esperienza vissuta della salute/malattia da parte del soggetto cosciente nell’ambito istituzionale.</li>



<li><strong>bio-psichica</strong>, relativa alla valutazione dei suoi effetti sulla salute dei soggetti in quanto persone dotate di corpo/cervello.</li>
</ul>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="862" height="386" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/11/1_TfA8dJBfTjfmVAxubOF3Fg.png" alt="" class="wp-image-6787" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/11/1_TfA8dJBfTjfmVAxubOF3Fg.png 862w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/11/1_TfA8dJBfTjfmVAxubOF3Fg-300x134.png 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/11/1_TfA8dJBfTjfmVAxubOF3Fg-768x344.png 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2018/11/1_TfA8dJBfTjfmVAxubOF3Fg-696x312.png 696w" sizes="(max-width: 862px) 100vw, 862px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Ottica &#8220;multi&#8221;</h2>



<p>La Sociologia della salute centra la propria attenzione non solo su un particolare sub-sistema sociale ma con <strong>un’ottica multidimensionale, multidisciplinare e multifunzionale.</strong> Con gli studi del gruppo di Bologna si voleva arrivare, ad una Sociologia Sanitaria e della Salute che non si concentrasse unicamente sul sistema sociale e sull’organizzazione istituzionale delle cure, ma includesse anche la natura esterna (ambiente fisico), la natura interna (il corpo mente) ed il sé.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“La <strong>sociologia della salute</strong> <em>analizza i modi attraverso cui, in un determinato tempo e ambiente sociale, si definisce la salute, si promuove il benessere sociale, si fronteggiano le malattie, le disabilità e il malessere. Include l’analisi della medicina, del sistema sanitario, delle pratiche terapeutiche, delle situazioni di malattia, disagio e malessere, dei comportamenti sociali, delle credenze e rappresentazioni sociali, delle pratiche di cura, dei fattori incidenti sul benessere sociale individuale e collettivo, dei modi in cui viene promossa la qualità della vita, delle politiche sanitarie e del benessere</em>.” (Manifesto costitutivo della sezione Ais- Salute).</p>
</blockquote>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="682" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-11703" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1-1024x682.jpg 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1-300x200.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1-768x512.jpg 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1-696x464.jpg 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1-1068x712.jpg 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1-630x420.jpg 630w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Ma cos’è la salute?</h2>



<p>L’OMS ci dice che non né semplice assenza di malattia, ma riguarda il mantenimento e la promozione di uno stato di benessere fisico, emotivo e sociale in cui <strong>le relazioni giocano un ruolo molto importante</strong>. «<em>La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non corrisponde soltanto all’assenza di malattia o infermità</em>». Ecco le diverse visioni del concetto di Salute:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>ASSENZA: concezione dualista negativa</li>



<li>PRESENZA: concezione dualista positiva</li>



<li>TOTALITÀ ed EQUILIBRIO: (interno-esterno) concezione olistica</li>



<li>RELAZIONE (fra parti, interpersonale, con l’ambiente): concezione relazionale-evolutiva.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>SOCIOLOGIA DELLA MEDICINA</strong></td><td><strong>SOCIOLOGIA DELLA SALUTE</strong></td></tr><tr><td>1.Salute come dimensione organica 2.Paradigma biomedico <br>3.Istituzione sanitaria(ospedale)<br>4.Cura come approccio tecnico 5.Medicalizzazione della vita <br>6.Medico unico professionista <br>7.To cure: tecnica “guaritiva”: guarire la malattia con un determinato trattamento o con farmaci</td><td>1.Salute come dimensione co- involgente <br>2.Dimensione biopsicosociale <br>3.Territorio:continuità delle cure <br>4.Ricomposizione delle cure <br>5.Demedicalizzazione della vita <br>6.Multiprofessioni <br>7.To care: prendersi cura di&#8230; Aiutare una persona a perseguire il suo progetto di vita con le competenze proprie della professione non solo sanitaria, puntando sullo sviluppo del potenziale umano</td></tr></tbody></table></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è necessaria la figura del sociologo della salute?</h2>



<p>La figura del sociologo è prevista negli orga­nici delle organizzazioni sanitarie da circa qua­rant’anni, ossia a partire dalla <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1978/12/28/078U0833/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge n. 833/1978</a>, e promulgata negli anni in cui in Italia viveva e maturava il dibattito sociologico con Ardigò. Da tale dibattito è scaturita anche una de­finizione del ruolo del sociologo, attualmente impegnato in molte aree, spesso in <strong>posizioni di­rigenziali. </strong>Alcuni degli ambiti di applicazione sono: la ricerca sociale, il sistema informa­tivo, l’educazione e la comunicazione sanitaria, la formazione, la programmazione e l’integra­zione nelle politiche socio sanitarie. Il sociologo è scienziato sociale, in quanto svolge attività di <strong>ricerca</strong> e di <strong>sperimentazio­ne</strong>, di <strong>pianificazione</strong>, di <strong>programmazione</strong> e di <strong>progettazione</strong>, di <strong>organizzazione</strong> e di <strong>valu­tazione</strong>, e in quanto si dedica alla <strong>formazione didattica</strong>, alla <strong>consulenza</strong>, <strong>certificazione</strong>, in­formazione e <strong>comunicazione infra-organiz­zativa ed etero-organizzativa.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="536" src="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2-1024x536.png" alt="" class="wp-image-11704" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2-1024x536.png 1024w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2-300x157.png 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2-768x402.png 768w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2-696x364.png 696w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2-1068x559.png 1068w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2-803x420.png 803w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2020/11/salute-2.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Riconoscimento</h2>



<p>Il riconoscimento della sua valenza nell’architet­tura partecipativa in ambito sanitario è fondamentale affinché non si disperda una risorsa importante. Ce lo insegna questo tempo difficile segnato da un&#8217;epidemia che sta sconvolgendo totalmente le nostre esistenze.  Avrebbe fatto tanto bene alla società impaurita e disorientata, una <strong>comunicazione affidabile</strong> e credibile anche da parte di scienziati sociali e di sociologi della salute, in grado  di veicolare i giusti messaggi in tema di salute e malattia. Ma il valore aggiunto del sociologo della salute, sarebbe stato estremamente utile anche a livello meso e macrosociologico nel contenere la <strong>destabilizzazione subita dai sistemi sanitari</strong> e le turbolenze traumatiche che hanno sconvolto famiglie e operatori sanitari.</p>



<p><strong>Sonia Angelisi</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Bibliografia</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Ardigò (1997), Società e salute. Lineamenti di sociologia sanitaria Milano, Franco Angeli.</li>



<li>Amaturo E. (2012), Metodologia della Ricerca Sociale, Novara, De Agostini Scuola</li>



<li>Barnes M. (2003), I nuovi movimenti sociali degli utenti e dei carer, in Folgheraiter F., (a cura di), La liberalizzazione dei servizi sociali. Le professioni di aiuto fra concorrenza e solidarietà, Trento, Erickson.</li>



<li>Bissolo G. e Fazzi L. (2005), Costruire l’integrazione sociosanitaria. Attori, strumenti, metodi, Roma, Carocci.</li>



<li>Cipolla (2004), Manuale di sociologia della salute, Milano, Franco Angeli.</li>



<li><a href="https://amzn.to/4nmtoyx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cardano M., Giarelli G., Vcarelli G., (2020), Sociologia della salute e della medicina, Bologna, Il Mulino.</a></li>
</ul>
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		<title>La sociologia clinica: origine e sviluppo</title>
		<link>https://sociologicamente.it/la-sociologia-clinica-origine-e-sviluppo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sociologicamente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 18:08:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[All]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sociologia clinica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se la sociologia come scienza empirica e speculativa, con forti presupposti teorici nasce in Europa, gli Stati Uniti hanno avuto il merito di trasformare la disciplina in metodi di intervento sociale, come sociologia applicata. La sociologia clinica nasce nella prima metà dello scorso secolo con la Scuola di Chicago – trai cui esponenti di spicco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Se la <strong>sociologia</strong> come scienza empirica e speculativa, con forti presupposti teorici nasce in Europa, gli Stati Uniti hanno avuto il merito di trasformare la disciplina in metodi di intervento sociale, come sociologia applicata. La <strong>sociologia clinica</strong> nasce nella prima metà dello scorso secolo con la <strong>Scuola di Chicago</strong> – trai cui esponenti di spicco figurano sociologi del calibro di <a href="http://sociologicamente.it/william-thomas-lanticonformista-che-fece-la-storia/"><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">William&nbsp;</span></span><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">Thomas </span></span></strong></a>–&nbsp; e con le sue analisi delle problematiche legate alla <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://sociologicamente.it/teorie-sociologia-devianza/"><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">devianza</span></a></strong></span> e all’<strong>anomia</strong> in un contesto urbano fortemente multietnico e dinamico. Il primo corso venne tenuto da <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://sociologicamente.it/ernest-burgess-la-nascita-della-sociologia-urbana/"><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">Ernest Burgess</span></a></strong></span>, tra i maggiori sociologi urbani.</p>
<p align="justify">L’analisi dei fenomeni problematici e con alta potenzialità di <strong>conflitto</strong> e <strong>criminogena</strong> conduce ben presto a valutare ipotesi di intervento per prevenire e armonizzare popolazione, etnie e contesti, sia con operazioni di <strong>micro</strong> che di <strong>macrosociologia</strong>. È anche il periodo d’oro dell’emergere di nuove teorie sulla devianza e della <strong>sociologia urbana</strong>, la città diviene infatti luogo di analisi e di sperimentazione, nella speranza che il sociologo clinico – come un medico della società – possa sempre trovare i giusti trattamenti per riluttanti pazienti.</p>
<h2>Il medico della società</h2>
<p align="justify"><a href="http://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/Aaa.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-3731" src="http://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/Aaa-300x229.jpg" alt="Cos'è la sociologia clinica?" width="300" height="229" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/Aaa.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/Aaa-80x60.jpg 80w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ma che fine hanno fatto tutte queste buone intenzioni? Oggi nel nostro paese il <strong>medico sociale</strong> è un ruolo interpretato da molti, amministratori pubblici, assistenti e operatori sociali, che spesso difettano delle adeguate competenze per comprendere il nesso tra problemi strutturali e dinamiche micro sociali, necessario per distillare il preparato che possa trattare il paziente. Ciò è dimostrato nel dibattito attuale dall’incapacità di comprendere e concettualizzare il disagio e gli effetti di ingenti flussi migratori, fenomeno a cui non eravamo del tutto preparati.</p>
<p align="justify">In altri paesi, connotati da una maggiore <a href="http://sociologicamente.it/spesa-pubblica-lo-stato-vuole-davvero-migliorare-leconomia/"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">spesa pubblica</span></strong></span></a>, migliore organizzazione e considerazione dei titoli e delle competenze, il sociologo è ritenuto una figura necessaria per garantire l’<strong>armonia</strong> e la <strong>coesione</strong>. Ma nel nostro paese ciò non sembra essere stato considerato, preferendo affidarsi a un’eventuale omeostasi naturale, una sorta di <strong>autoterapia</strong> messa in atto dalla società in balìa di se stessa, considerando l’antica e forte cultura, sia popolare che intellettuale, di cui dispone il nostro paese.</p>
<h2>Ostacoli allo sviluppo della sociologia clinica in Italia</h2>
<p align="justify">Da sociologi sappiamo che le cause dei fenomeni complessi e diffusi sono spesso <strong>multifattoriali</strong>, come commistione di dinamiche sia culturali che strutturali economiche e politiche.&nbsp;È&nbsp;infatti sufficiente un’occhiata veloce ai fatti e eventi che contraddistinguono i servizi e le politiche di intervento sociale nel nostro contesto territoriale, per ipotizzare la presenza di interessi non sempre chiari che ostacolano la messa a punto di organizzazioni di competenze e l’introduzione di figure di esperti in questo tipo di settori. I <strong>tagli</strong> alla spesa pubblica, obbligatori in presenza di <a href="http://sociologicamente.it/grande-recessione-il-punto-della-situazione/"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">recessione </span></strong></span></a>ormai endemica e vincoli per il pareggio di bilancio (le due cose costituiscono un circolo vizioso) scrivono l’epitaffio sulla pietra tombale dell’embrione della sociologia clinica abortito o mai nato nel nostro paese.</p>
<p align="justify"><a href="http://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/A-1.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-3733 alignright" src="http://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/A-1-300x148.jpg" alt="Sociologia clinica" width="349" height="172" srcset="https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/A-1-300x148.jpg 300w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/A-1-324x160.jpg 324w, https://sociologicamente.it/wp-content/uploads/2017/07/A-1.jpg 368w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></a>“<em>Gli sbocchi occupazionali più immediati riguardano le attività di <a href="http://sociologicamente.it/counselling-quando-lascolto-diventa-protagonista/"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">counseling</span> </strong></span></a>sociologico, l&#8217;analisi e la conseguenza organizzativa, la valutazione dei programmi e degli interventi sociali, la mediazione sociale, il lavoro di facilitazione nei gruppi, l&#8217;advocacy territoriali</em>” spiega l’introduzione a un buon corso di sociologia clinica (fonte: <a href="http://www.unite.it/UniTE/"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">www.unite.it</span></strong></span></a>), laddove molte di queste occupazioni, per quanto utili e interessanti, non esistono se non sulla carta e nelle buone intenzioni di quanti pensano ancora di valorizzare la sociologia per mezzo di poco remunerative <strong>partite IVA</strong>, a fronte dello svuotamento degli <a href="http://sociologicamente.it/albo-o-non-albo-what-is-the-problem/"><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #ff9900; text-decoration: underline;">albi professionali</span></strong></span></a> in assenza di politiche adeguate e volontà coesa di prendere le redini da parte della <a href="http://sociologicamente.it/di-cosa-sta-morendo-la-sociologia/"><span style="text-decoration: underline; color: #ff9900;"><strong>maggior parte dei colleghi</strong></span></a> (specialmente i più anziani e inseriti).</p>
<p><strong>Barbara Lattanzi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://sociologicamente.it/la-sociologia-clinica-origine-e-sviluppo/">La sociologia clinica: origine e sviluppo</a> sembra essere il primo su <a href="https://sociologicamente.it">Sociologicamente</a>.</p>
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